Generatore di UUID
Genera in blocco, direttamente nel navigatore, identificativi UUID di versione 4, cioè casuali. Sono previsti più formati di visualizzazione: standard, maiuscolo, senza trattini, fra parentesi graffe e in forma di nome uniforme di risorsa.
Le versioni di UUID
| Versione | Modo di generazione | Descrizione |
|---|---|---|
| UUID v1 | Marca temporale e indirizzo fisico di rete | Generato dall'istante di creazione e dall'indirizzo fisico della scheda di rete. Poiché permette di risalire al dispositivo d'origine, solleva questioni di riservatezza e oggi si adotta sempre meno. |
| UUID v3 | Spazio dei nomi e sintesi MD5 | Generato applicando la funzione MD5 a uno spazio dei nomi e a una stringa chiave. Dallo stesso ingresso si ottiene sempre lo stesso identificativo, in modo deterministico. Per le vulnerabilità alle collisioni di MD5, per i nuovi impieghi si raccomanda la versione 5. |
| UUID v4 | Del tutto casuale | Generato da numeri pseudocasuali crittograficamente sicuri. Non contiene informazioni sull'origine, è sicuro sul piano della riservatezza e semplice da realizzare: è la versione più diffusa ed è quella che genera questo strumento. |
| UUID v5 | Spazio dei nomi e sintesi SHA-1 | Stesso metodo della versione 3, ma con la funzione SHA-1. È la scelta raccomandata quando serve una generazione deterministica, cioè riprodurre sempre lo stesso identificativo dagli stessi dati. |
| UUID v6 | Marca temporale riordinata e valori casuali | Standardizzata nel 2024 dalla norma RFC 9562. Riordina la struttura della marca temporale della versione 1 in modo che l'ordine lessicografico dei byte coincida con quello cronologico, migliorando l'efficienza degli indici. |
| UUID v7 | Marca temporale Unix e valori casuali | Standardizzata nel 2024 dalla norma RFC 9562. Recando in testa una marca temporale Unix al millesimo di secondo, è ordinabile per generazione: nei nuovi progetti se ne diffonde l'adozione in luogo della versione 4. |
Consigli
- Gli UUID generati sono elaborati dal JavaScript del navigatore, tramite l'interfaccia crittografica, e non giungono mai ai serventi di toolbase.cc.
- L'UUID v4 è largamente usato per le chiavi primarie delle basi di dati e per gli identificativi di richiesta delle interfacce, ossia quando serve l'univocità ma non si vuole una numerazione progressiva.
- Dei 128 bit di un UUID v4, 122 sono casuali: la probabilità di collisione è astronomicamente bassa, tanto che perché raggiunga il cinquanta per cento occorrerebbero circa 2,7 per dieci alla diciottesima identificativi.
- Il formato senza trattini è comodo per i segmenti di percorso di un indirizzo web e per i nomi di file. Quello fra parentesi graffe coincide con la notazione usata nel registro e nei componenti di Windows.
- Aumentando il numero di identificativi da generare e usando il pulsante che li copia tutti, preparerete in un attimo dati di prova o dati iniziali.
Domande frequenti
{xxxxxxxx-xxxx-...}, è la notazione consueta nel registro e nei componenti di Windows.
A proposito — perché occorrono ben 128 bit
L'UUID, cioè l'identificativo universalmente univoco, fu ideato negli anni Ottanta da Apollo Computer per i sistemi distribuiti e standardizzato in seguito nell'ambito dell'ambiente di elaborazione distribuita. La specifica corrente è la norma RFC 4122 del 2005 dell'ente che cura gli standard di Internet, cui si è aggiunta nel 2024 l'edizione ampliata RFC 9562.
La lunghezza di 128 bit può sembrare eccessiva, ma serve a garantire che più serventi e più dispositivi possano emettere identificativi in modo indipendente, senza scambiarsi alcuna comunicazione, senza collisioni pratiche. Affidarsi a un servente centrale che gestisca una numerazione progressiva comporterebbe un punto unico di guasto e il costo di una comunicazione a ogni emissione: l'UUID azzera quel costo di coordinamento e in cambio abbassa la probabilità di collisione a livelli trascurabili grazie a una casualità sufficientemente ampia.
La casualità dell'UUID v4 ha però un rovescio: inserendolo negli indici ad albero di una base di dati, la posizione di inserimento risulta sparsa, le pagine si dividono di frequente e le prestazioni peggiorano. Per rimediare è stato concepito l'UUID v7, ordinabile cronologicamente, che reca in testa una marca temporale Unix e conserva così la località di inserimento senza rinunciare alla casualità.