Verifica dei certificati SSL (scadenza ed ente emittente)
Basta inserire un nome di dominio per vedere scadenza, ente emittente, nomi alternativi e impronta del certificato SSL/TLS. I giorni residui sono evidenziati con colori diversi, così da prevenire l'interruzione del sito per un rinnovo dimenticato.
Controllare la scadenza e l'emittente di un certificato
Inserite un nome di dominio e questo strumento mostra la scadenza, l'emittente, l'elenco SAN dei nomi di host coperti e l'impronta del certificato SSL/TLS. I giorni rimanenti sono resi con un codice di colore, sicché una scadenza capace di fermare il sito viene colta assai prima che avvenga.
Un certificato valido non basta di per sé a stare tranquilli. L'inciampo più comune è un certificato intermedio mancante. Un server deve inviare non solo il proprio ma anche gli intermedi che risalgono fino all'autorità radice. Quando questi mancano, il sintomo riesce particolarmente fastidioso: il sito appare a posto in un browser che già possieda l'intermedio, mentre la validazione fallisce in un altro che non l'abbia. L'altro punto è il SAN, poiché i browser odierni non guardano più affatto il nome comune. Se il nome di host realmente in uso non compare nel SAN, viene mostrato un avviso per quanto valido sia il certificato.
Come si usa
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Inserite il nome di dominio
Datelo nella forma
example.com. - Controllate i giorni rimanenti Sono resi con un codice di colore, sicché ciò che si avvicina al rinnovo balza agli occhi.
- Guardate l'elenco SAN Accertate che vi compaia ogni nome di host che usate davvero.
- Controllate l'emittente Vedete se sia stato rilasciato dall'autorità che intendevate.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- Controllate la scadenza con un certo anticipo: per sicurezza, in previsione di eventuali intoppi, conviene rinnovare due o quattro settimane prima.
- I certificati gratuiti, come quelli di Let's Encrypt, durano soltanto novanta giorni: conviene verificare periodicamente con questo strumento che il rinnovo automatico funzioni correttamente.
- L'icona del lucchetto del browser dice soltanto se il certificato sia valido in quel momento, non quanti giorni manchino alla scadenza: controllate qui il numero per non trovarvi all'ultimo momento.
- Fra i nomi alternativi del soggetto possono comparire più nomi host oltre al dominio principale, per esempio il sottodominio con il prefisso «www». Verificate che non ve ne siano di inattesi.
- L'impronta identifica in modo univoco il certificato: per accertarsi che la sostituzione sia avvenuta correttamente, confrontate quella precedente con quella successiva al rinnovo.
Quando torna utile
Nel guardarsi da un rinnovo dimenticato
Un certificato scaduto rende irraggiungibile l'intero sito.
Nel confermare dopo un rinnovo
Potete accertare dall'esterno che il nuovo certificato abbia davvero fatto effetto.
Nell'aggiungere un sottodominio
Se il nuovo nome di host manca nel SAN, l'avviso compare soltanto su quello.
Nel prendere esempio da altri siti
Potete vedere quale autorità usino e quale durata di validità abbiano scelto.
Termini dei certificati
- Scadenza
- La fine del periodo in cui un certificato può essere usato. Oggi prevalgono periodi brevi di una novantina di giorni, sul presupposto del rinnovo automatico.
- SAN
- L'elenco dei nomi di host che un certificato copre. I browser odierni guardano soltanto qui e mai il nome comune.
- Certificato intermedio
- Il certificato che collega l'autorità radice al vostro. Se il server non lo invia insieme, la validazione fallisce in alcuni ambienti.
- Impronta
- Il valore di hash di un certificato, usato per capire se due siano lo stesso.
- Emittente
- L'autorità di certificazione che ha rilasciato il certificato.
- Certificato jolly
- Un certificato che copre in blocco un livello di sottodomini, scritto
*.example.com.
Domande frequenti
A proposito — storia dei certificati SSL/TLS e delle autorità di certificazione
Le connessioni HTTPS che usiamo ogni giorno affondano le radici nel protocollo SSL sviluppato da Netscape nel 1994. Le prime versioni presentavano gravi vulnerabilità e, dopo una revisione, il protocollo fu standardizzato nel 1999 con il nome di TLS. Il nome è cambiato, ma il principio di base — cifrare la comunicazione con la crittografia a chiave pubblica fondata sui certificati — è rimasto lo stesso.
Le autorità di certificazione emettono i certificati firmati dopo aver verificato che il richiedente amministri davvero quel dominio. Un tempo ottenerli comportava costi e procedure onerose, ma con la nascita nel 2016 dell'autorità gratuita Let's Encrypt, promossa da un'organizzazione senza scopo di lucro, la barriera all'adozione di HTTPS si è abbassata drasticamente. I suoi certificati durano però soltanto novanta giorni e presuppongono l'uso di un meccanismo di rinnovo automatico.
La scadenza di un certificato non provoca solo un avviso, ma può trasformarsi in un guasto grave. In passato sono stati ripetutamente segnalati casi di servizi di grandi imprese e di importanti istituti finanziari rimasti fuori servizio a lungo per un rinnovo dimenticato: predisporre un sistema di sorveglianza resta una questione operativa permanente.