Verifica delle versioni del protocollo TLS

Basta inserire un nome di dominio per verificare quali versioni del protocollo TLS, dalla 1.0 alla 1.3, siano accettate dal server. Permette di controllare gratuitamente se siano rimaste attive versioni ormai sconsigliate.

Che cos'è la verifica delle versioni TLS

Il TLS (Transport Layer Security) è il protocollo che cifra le comunicazioni fra un sito web e il browser, impedendo che dati come password o numeri di carta di credito viaggino in chiaro sulla rete. Attualmente esistono quattro versioni in uso: 1.0, 1.1, 1.2 e 1.3. Le prime due, TLS 1.0 e 1.1, sono state formalmente dichiarate obsolete dall'IETF nel 2021 a causa di vulnerabilità note, come gli attacchi BEAST e POODLE, ma continuano a funzionare finché un amministratore non le disattiva esplicitamente: per questo motivo restano attive su un numero sorprendente di server ancora oggi.

Questo strumento permette di inserire un nome di dominio e diagnosticare dall'esterno, senza bisogno di accedere al server, quali versioni del protocollo esso accetti realmente. Il meccanismo è semplice: viene tentata una negoziazione TLS sulla porta 443 (quella usata da HTTPS) specificando in modo esplicito, una alla volta, ciascuna versione da 1.0 a 1.3, e si registra se la connessione riesca oppure venga rifiutata. Non viene analizzato il contenuto del certificato, ma soltanto quali versioni di protocollo il server sia disposto a negoziare: una verifica mirata, adatta a un autocontrollo rapido rispetto al requisito «disattivare i protocolli obsoleti» richiesto da audit esterni come lo standard di sicurezza del settore delle carte di pagamento (PCI DSS).

Come usare la verifica delle versioni TLS

  1. Inserire il nome di dominio da controllare Digitate il nome di dominio del sito da verificare, ad esempio example.com: non serve includere il prefisso https:// né alcun percorso.
  2. Avviare la verifica Premete il pulsante «Verifica»: lo strumento tenterà in sequenza la negoziazione TLS da 1.0 a 1.3 sulla porta 443, quella standard per HTTPS.
  3. Leggere la tabella dei risultati per versione Per ciascuna versione comparirà l'esito «connessione possibile» oppure «connessione non possibile (disattivata)», così da vedere subito il quadro completo.
  4. Controllare il giudizio complessivo Un'etichetta di sintesi (Buono, Da tenere d'occhio o Critico) permette di capire a colpo d'occhio se la configurazione richieda attenzione, senza dover interpretare da soli la tabella.
  5. Correggere la configurazione se necessario Se emergono problemi, disattivate sul server le versioni obsolete ancora attive; se invece mancano le versioni moderne, sospettate un errore di configurazione e contattate l'amministratore del server o il fornitore di hosting.

Consigli per sfruttarlo al meglio

  • Lo standard di sicurezza del settore delle carte di pagamento impone dal 2018 la disattivazione di TLS 1.0 e 1.1, considerati protocolli non sufficientemente sicuri: i siti che gestiscono pagamenti devono verificarlo con particolare attenzione.
  • A differenza del nostro strumento che controlla scadenza ed emittente del certificato, questo verifica la configurazione stessa, cioè con quali versioni del protocollo il server accetta le connessioni: usarli insieme dà maggiore tranquillità.
  • Lasciare attive TLS 1.0 e 1.1 non blocca subito gli accessi ordinari, ma i principali browser stanno passando a rifiutarle per impostazione predefinita: conviene disattivarle per tempo, come rischio di compatibilità futura.
  • Se invece risultano disattivate sia TLS 1.2 sia TLS 1.3, è molto probabile un errore di configurazione: poiché i browser recenti non riuscirebbero a collegarsi, va affrontato con la massima priorità.
  • Se il sito è ospitato su un server condiviso o dietro una rete di distribuzione dei contenuti, la configurazione delle versioni TLS spetta all'amministratore del server o al fornitore: in caso di problemi rivolgetevi alla loro assistenza.

Quando usare la verifica delle versioni TLS

Controllo dopo una migrazione del server

Il cambio di fornitore di hosting o l'aggiornamento del sistema operativo possono silenziosamente riportare la configurazione TLS ai valori predefiniti: usate questo strumento come verifica finale subito dopo ogni migrazione.

Preparazione a un audit di sicurezza

Prima di una verifica di vulnerabilità o di un audit formale, controllare in anticipo che i protocolli obsoleti siano disattivati riduce il numero di rilievi negativi che l'auditor potrebbe segnalare.

Autocontrollo della conformità PCI DSS

I siti che gestiscono pagamenti sono tenuti dallo standard PCI DSS a disattivare TLS 1.0 e 1.1: questo strumento è utile per autocontrolli periodici nell'intervallo fra un audit formale e l'altro.

Verifica di siti e-commerce o ad accesso riservato

I siti che trattano dati personali o numeri di carta hanno il rischio più alto in caso di protocolli obsoleti trascurati: una verifica regolare aiuta a ridurre l'esposizione a incidenti di sicurezza.

Controllo coerente su più domini

Chi gestisce più sottodomini o siti collegati fra loro può verificarli uno per uno con questo strumento, individuando eventuali incoerenze di configurazione fra un dominio e l'altro.

Glossario dei termini TLS

TLS
Transport Layer Security, il protocollo che cifra le comunicazioni fra sito web e browser. Le versioni attualmente in uso attivo sono la 1.2 e la 1.3, e l'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi del browser indica che il TLS è in funzione sulla connessione.
SSL
Il predecessore del TLS. Le versioni SSL 2.0 e 3.0 presentavano difetti di progettazione fondamentali e sono state sostituite dal TLS, anche se il nome «SSL» resta ancora oggi in uso comune per abitudine, come nell'espressione «certificato SSL».
Handshake (negoziazione)
La fase di negoziazione che client e server compiono prima di avviare una comunicazione cifrata, per concordare versione del protocollo e suite crittografica da usare. Questo strumento verifica proprio se tale negoziazione riesca per ciascuna versione.
Suite crittografica
La combinazione di algoritmi usati per lo scambio delle chiavi, la cifratura vera e propria e il rilevamento di eventuali manomissioni. Le suite disponibili variano a seconda della versione TLS, e la versione 1.3 elimina del tutto le opzioni più datate e vulnerabili.
PCI DSS
Lo standard di sicurezza per le organizzazioni che gestiscono dati di carte di credito. Dal 2018 impone la disattivazione di TLS 1.0 e 1.1, classificati come «protocolli non sufficientemente sicuri».
Attacco di downgrade
Una tecnica d'attacco che induce una connessione a usare, durante la negoziazione, una versione di protocollo più vecchia e debole rispetto a quella che verrebbe normalmente scelta. Lasciare attive versioni obsolete offre un punto d'appoggio a questo tipo di attacco.
Obsoleto/deprecato
Lo stato che indica come uno standard non sia più formalmente raccomandato per l'uso. TLS 1.0 e 1.1 sono stati dichiarati obsoleti dall'IETF nel 2021, ma continuano a funzionare finché l'amministratore del server non li disattiva esplicitamente.

Domande frequenti

TLS 1.0 è un protocollo del 1999 e sono stati individuati attacchi che sfruttano vulnerabilità degli algoritmi crittografici, come quelli noti con i nomi BEAST e POODLE. Lo standard di sicurezza del settore delle carte di pagamento ha imposto la migrazione da TLS 1.0 e 1.1 entro la fine di giugno 2018 e i principali browser ne hanno progressivamente interrotto il supporto.

Basta inserire qui il nome di dominio: lo strumento tenta effettivamente la negoziazione con tutte e quattro le versioni, dalla 1.0 alla 1.3, e mostra in un elenco se la connessione sia possibile. Non servono competenze specialistiche né l'uso di strumenti da riga di comando.

Potrebbero non riuscire più ad accedere sistemi e browser molto vecchi, anteriori alla metà degli anni Dieci; poiché però tutti i sistemi operativi e i browser attuali supportano almeno TLS 1.2, l'impatto pratico è limitato.

TLS 1.3, standardizzata nel 2018, è la versione più recente e migliora sia la sicurezza sia le prestazioni, con una negoziazione più rapida e una scelta di algoritmi semplificata. TLS 1.2, ampiamente diffusa, non presenta però vulnerabilità gravi note: la pratica consueta è tenerle attive entrambe, così che i programmi recenti usino la 1.3 e quelli più vecchi la 1.2.

No, verifica soltanto le versioni di protocollo supportate. Per controllare scadenza, ente emittente e nomi alternativi del certificato usate il nostro strumento dedicato, nella stessa categoria.
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A proposito — evoluzione delle versioni TLS e storia delle vulnerabilità

Il protocollo SSL, antenato del TLS, fu sviluppato da Netscape a metà degli anni Novanta, ma le versioni 2.0 e 3.0 presentavano entrambe difetti di progettazione. La versione TLS 1.0, standardizzata nel 1999 come successore, in alcune implementazioni gestiva in modo carente il vettore di inizializzazione della cifratura a blocchi concatenati, debolezza dimostrata nel 2011 dall'attacco noto come BEAST.

Nel 2014 fu poi presentato l'attacco POODLE, che sfruttava un difetto di progettazione di SSL 3.0, e da quel momento crebbe rapidamente la diffidenza non solo verso quel protocollo ma anche verso TLS 1.0 e 1.1, di impostazione simile. Lo standard di sicurezza del settore delle carte di pagamento annunciò nel 2015 il divieto progressivo di TLS 1.0 e fissò alla fine di giugno 2018 il termine ultimo per la migrazione completa.

TLS 1.3, standardizzata nel 2018, tiene conto di quelle vulnerabilità: esclude dalle specifiche gli algoritmi più esposti, come le cifrature a flusso obsolete e quelle a blocchi concatenati, e riduce il numero di scambi necessari alla negoziazione. Oggi la maggior parte dei browser e dei programmi server la attiva per impostazione predefinita e ha già interrotto il supporto di TLS 1.0 e 1.1.

Nel mondo restano però server costretti a dipendere da sistemi datati, e non è raro che TLS 1.0 e 1.1 siano rimaste attive per dimenticanza. Rendere facilmente visibile una configurazione di cui è difficile accorgersi da soli è proprio il valore di uno strumento di verifica come questo.