Verifica dei record DANE/TLSA

Interroga più risolutori DNS pubblici per i record TLSA pubblicati dai server di posta di un dominio e verifica se sia configurata la validazione dei certificati tramite DANE.

Consigli per l'uso

  • I record TLSA non stanno sul nome di dominio ordinario, ma su un nome particolare del server di posta, nella forma «_25._tcp.{nome host}»: ecco perché cercandoli sul solo dominio non si trovano.
  • La mancata configurazione di DANE non è un'anomalia: si tratta di un ulteriore livello di protezione della cifratura della posta e molti server ancora non lo adottano.
  • DANE diventa un'informazione affidabile solo grazie alla catena di firme DNSSEC. Se trovate i record TLSA ma il dominio non adotta DNSSEC, verificate anche con il nostro strumento gemello per la validazione DNSSEC.
  • Se i server di posta sono più d'uno, la verifica riguarda fino a tre host, a partire da quello con la priorità più alta, cioè con il valore numerico più basso.
  • Se i risolutori danno esiti discordi, può darsi che i record TLSA siano stati aggiornati da poco e che le cache siano ancora disallineate: attendete e ripetete la verifica.

Domande frequenti

La mancata configurazione non è di per sé pericolosa: ancora oggi la grande maggioranza dei server di posta opera senza DANE. Come difesa contro gli attacchi che si frappongono alla negoziazione della cifratura, però, vale la pena valutarne l'adozione.

Entrambi perseguono lo stesso obiettivo, imporre la cifratura nel trasferimento della posta, ma poggiano su fondamenti di fiducia diversi: MTA-STS sulla catena di certificazione di un'autorità, DANE sulla catena di firme DNSSEC. Se avete già adottato DNSSEC conviene DANE, altrimenti è più realistico cominciare da MTA-STS. Si possono anche usare insieme.

Il primo indica il metodo di verifica, cioè se si richieda comunque la validazione presso un'autorità oppure si fissi direttamente il certificato; il secondo se a essere sottoposto a impronta sia l'intero certificato o la sola chiave pubblica; il terzo l'algoritmo di impronta. Le combinazioni coprono più modalità operative.

Per una protezione affidabile si raccomanda di configurarli su tutti i server che possano essere scelti come destinazione. Se sono presenti solo su alcuni, i messaggi indirizzati agli altri restano privi di protezione.

Lo strumento verifica soltanto un aspetto superficiale, cioè la presenza dei record TLSA. Poiché non controlla che i dati di associazione del certificato corrispondano a quello effettivamente presentato dal server, per una verifica rigorosa affiancate strumenti specialistici.
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A proposito — proteggere la cifratura della posta con i certificati invece che con la sola riservatezza

La cifratura nel protocollo di trasferimento della posta ha avuto a lungo un punto debole. Molti server adottano una cifratura opportunistica, che invia in chiaro se l'interlocutore non supporta la cifratura: un attaccante che si frapponga alla comunicazione può cancellare il comando di avvio della cifratura e intercettare il traffico senza che nessuno se ne accorga.

DANE, definito dalla RFC 6698, risponde al problema pubblicando nel DNS i record TLSA. Fissando in anticipo nel DNS il certificato del server di posta, o l'impronta della sua chiave pubblica, si può verificare che l'interlocutore presenti davvero il certificato previsto. La differenza sostanziale rispetto alla normale verifica dei certificati SSL/TLS è che non ci si affida alla catena di certificazione di un'autorità, ma unicamente alla catena di firme DNSSEC.

Il limite di DANE è che, per funzionare, il dominio deve essere firmato con DNSSEC. Su un dominio che non lo adotta non si può escludere la manomissione degli stessi record TLSA e la garanzia offerta da DANE perde ogni valore. La diffusione di DANE dipende quindi strettamente da quella di DNSSEC, e alcuni registri europei ne hanno anticipato l'adozione.