Verifica del file ads.txt
Basta incollare il contenuto del file ads.txt per rilevarne gli errori di sintassi. Convalida riga per riga i campi del dominio, dell'identificativo dell'editore e del tipo di rapporto — diretto o in rivendita — e permette di accertare la corretta collocazione del file, indispensabile contro la rivendita abusiva degli spazi pubblicitari.
Che cos'è ads.txt
ads.txt, ovvero l'elenco dei venditori digitali autorizzati (Authorized Digital Sellers), è un file di testo con cui chi gestisce un sito dichiara pubblicamente quali sistemi pubblicitari hanno il permesso di vendere i propri spazi. È uno standard di settore definito dal laboratorio tecnico dell'associazione IAB e va collocato nella radice del dominio (https://example.com/ads.txt). Ogni riga deve contenere da tre a quattro campi separati da virgola — DOMAIN (il dominio del sistema pubblicitario), PUBLISHER_ID (l'identificativo dell'account) e RELATIONSHIP (DIRECT oppure RESELLER) — e basta un solo carattere fuori posto perché la verifica da parte del sistema pubblicitario fallisca, facendo risultare «non autorizzato» uno spazio pubblicitario che in realtà lo è.
Questo strumento analizza riga per riga il contenuto del file ads.txt incollato nel campo di inserimento e individua un numero di campi errato, campi vuoti, un formato di DOMAIN non corretto e valori di RELATIONSHIP diversi da DIRECT o RESELLER. Riconosce inoltre correttamente le righe di commento (che iniziano con #) e le direttive di variabile come CONTACT=, SUBDOMAIN=, OWNERDOMAIN= e MANAGERDOMAIN=, distinguendole chiaramente dalle righe di registrazione nel risultato mostrato. È possibile anche recuperare direttamente il file ads.txt di un sito esistente a partire dal suo indirizzo, per verificarlo senza doverlo copiare manualmente.
Come usare la verifica del file ads.txt
- Preparate il contenuto del file ads.txt Tenete a portata di mano il file attualmente pubblicato sul vostro sito, oppure il contenuto che intendete pubblicare a breve.
- Incollatelo nel campo di inserimento oppure recuperatelo da un indirizzo Incollate il testo direttamente nell'area dedicata, oppure digitate un dominio nel campo «Recupera da un indirizzo» per caricare il file ads.txt già esistente.
- Osservate l'esito della verifica La tabella mostra, riga per riga, se il contenuto è corretto, in errore, una variabile oppure un commento.
- Correggete le righe con errori Riscrivete le righe segnalate seguendo il motivo indicato nella colonna delle note, per esempio un numero di campi insufficiente o un formato di dominio non corretto.
- Dopo la correzione, pubblicate il file nella radice del dominio Quando tutte le righe risultano corrette, pubblicate il file sul server all'indirizzo https://vostrodominio.com/ads.txt.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- La forma di base comprende tre campi — dominio, identificativo dell'editore e tipo di rapporto — mentre il quarto, l'identificativo dell'ente di certificazione, è facoltativo. Contate le virgole per accertarvi che non ne manchino né ve ne siano di troppo.
- Il tipo di rapporto ammette soltanto
DIRECT, quando l'editore ha un contratto diretto, eRESELLER, quando la vendita passa da un rivenditore. Le maiuscole non sono discriminanti, ma per consuetudine si scrive tutto maiuscolo. - Le righe che cominciano con
#sono ignorate come commenti. Aggiungere anche direttive di variabile comeCONTACT=eOWNERDOMAIN=aiuta i sistemi pubblicitari nelle verifiche. - Il file ads.txt deve stare nella radice del dominio, cioè in
https://example.com/ads.txt: collocandolo in una sottocartella non verrebbe riconosciuto dai sistemi di ricerca e pubblicitari. - Per le applicazioni esiste una specifica distinta, con il file
app-ads.txt. Se vendete spazi pubblicitari tanto sul sito quanto su un'applicazione mobile, occorre collocare entrambi.
Quando può servire
Controllo prima della richiesta di approvazione di Google AdSense
Prima di sottoporre il sito alla verifica di AdSense, o per risolvere un avviso sulla distribuzione degli annunci, controllate in anticipo che il file ads.txt già pubblicato non contenga errori di sintassi.
Aggiunta di un nuovo sistema pubblicitario (SSP)
Quando dovete aggiungere la riga fornita da una nuova piattaforma o rete pubblicitaria, potete verificare subito se il numero di virgole e la formattazione sono corretti.
Verifica dopo una migrazione del CMS o un rifacimento del sito
Dopo un trasloco di WordPress o un cambio di server, usate la funzione di recupero da indirizzo per controllare direttamente l'ambiente in produzione e accertarvi che non siano comparsi problemi di codifica o di ritorni a capo.
Controllo su più domini o più sedi
Agenzie pubblicitarie e gestori di più siti possono usarlo come passaggio di verifica quando fanno una rassegna complessiva dei file ads.txt di tutti i domini che amministrano.
Verifica di un frammento fornito da terzi
Prima di inserire nel proprio file ads.txt un frammento di testo inviato da una rete pubblicitaria, controllatene la sintassi separatamente per evitare di introdurre errori nel file esistente.
Glossario
- ads.txt
- Specifica di file di testo definita dal laboratorio tecnico dell'associazione IAB per dichiarare i venditori autorizzati di uno spazio pubblicitario. Va collocata nella radice del dominio.
- DIRECT
- Valore del tipo di rapporto che indica come l'editore del sito abbia un contratto diretto con il sistema pubblicitario e detenga personalmente il diritto di vendere lo spazio.
- RESELLER
- Valore del tipo di rapporto usato quando un rivenditore a cui l'editore ha delegato il diritto, per esempio una rete pubblicitaria, vende lo spazio per suo conto.
- Identificativo dell'ente di certificazione
- Quarto campo facoltativo che indica l'identificativo del sistema pubblicitario rilasciato da un ente come TAG (Trustworthy Accountability Group).
- Contraffazione del dominio (domain spoofing)
- Pratica fraudolenta con cui terzi duplicano e rivendono senza autorizzazione uno spazio pubblicitario legittimo, facendo credere all'inserzionista di comprare su un altro sito. Ads.txt nasce per contrastarla.
- Authorized Digital Sellers
- Nome completo della specifica ads.txt, che significa «venditori digitali autorizzati» e ne riassume la filosofia di fondo.
- PUBLISHER_ID
- Identificativo che ciascun sistema pubblicitario rilascia per ogni account. Su Google AdSense è una stringa che inizia con «pub-».
- SSP (Supply-Side Platform)
- Piattaforma intermediaria che mette a disposizione dei sistemi di offerta degli inserzionisti gli spazi pubblicitari degli editori. È il suo dominio a comparire nel campo DOMAIN del file ads.txt.
Domande frequenti
DIRECT indica che l'editore ha un contratto diretto con il sistema pubblicitario e detiene il diritto di vendere lo spazio. RESELLER si usa quando la vendita è affidata a un rivenditore, per esempio una rete pubblicitaria, cui l'editore ha delegato quel diritto. Vendendo uno stesso spazio attraverso più sistemi occorre indicare correttamente il rapporto con ciascuno.subdomain=: i crawler non leggono l'ads.txt dei sottodomini non dichiarati.
A proposito — perché è nato ads.txt, lo standard di settore contro la rivendita fraudolenta degli spazi pubblicitari
Il file ads.txt, cioè l'elenco dei venditori digitali autorizzati, nasce da una specifica definita nel 2017 dal laboratorio tecnico dell'associazione di settore della pubblicità in rete. All'epoca nel mondo della pubblicità programmatica dilagava una frode chiamata contraffazione del dominio, in cui terzi duplicavano e rivendevano senza permesso spazi pubblicitari legittimi. Gli inserzionisti credevano di offrire per uno spazio su un sito di qualità e finivano invece su siti di scarso valore, con grave danno per la fiducia reciproca fra inserzionisti ed editori.
Il meccanismo è semplice: l'editore pubblica nella radice del proprio dominio un file di testo con l'elenco dei sistemi pubblicitari autorizzati a vendere i suoi spazi. I sistemi degli inserzionisti consultano quel file e verificano se lo spazio su cui stanno offrendo provenga davvero da un canale autorizzato da quel dominio. Proprio la semplicità ne ha reso basso il costo di adozione e in pochi anni è diventato uno standard di settore, adottato dalla grande maggioranza dei sistemi pubblicitari e degli editori.
Anche Google AdSense ne promuove l'adozione dal 2019 e i siti privi di una corretta collocazione possono vedersi limitare in parte la distribuzione degli annunci. Per un sito che si sostiene con la pubblicità, ads.txt non è dunque una semplice raccomandazione, ma una configurazione di fatto indispensabile a difesa dei propri ricavi.
Lo stesso laboratorio ha definito specifiche affini: app-ads.txt per le applicazioni mobili e sellers.json, con cui i sistemi pubblicitari rendono pubbliche le informazioni sui venditori. Combinandole, un inserzionista può verificare lungo l'intera catena di fornitura chi vende quale spazio e a che titolo.