Verifica del file sitemap.xml
Basta incollare il contenuto del file sitemap.xml per accertarne la conformità al protocollo delle mappe dei siti. Elenca gli errori nello spazio dei nomi dell'elemento urlset, la mancanza dell'elemento obbligatorio loc e i formati errati di lastmod e priority, e controlla anche il limite di cinquantamila indirizzi imposto da Google.
Che cosa fa questo verificatore di sitemap.xml
Un sitemap.xml dice ai motori di ricerca quali pagine esistono, ma quando il formato si discosta anche di poco lo saltano in silenzio senza dirvi nulla. Una mappa del sito «inviata ma mai raccolta» può dipendere da un solo carattere sbagliato nello spazio dei nomi o da un lastmod con il formato di data errato. Incollate qui il contenuto e questo strumento lo confronta con il protocollo di sitemaps.org elencando tutto ciò che trova.
Verifica se il documento è XML ben formato, se è presente l'elemento <urlset>, se xmlns è esattamente http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9, se ogni <url> contiene un solo <loc>, se <lastmod> segue il formato W3C Datetime, se <changefreq> è uno dei sette valori ammessi, se <priority> è compreso fra 0.0 e 1.0, se il file resta sotto le 50.000 URL e se non supera i 50 MB non compressi. Le rilevazioni sono divise in errori (violazioni del protocollo) e avvisi (valido ma sconsigliato). Potete anche scaricare un URL pubblicato, ma la convalida del contenuto incollato avviene interamente nel vostro browser.
Come convalidare una mappa del sito
- Incollate il contenuto o inserite un URL Incollate il sitemap.xml così com'è. Se è già pubblicato, potete inserirne l'URL e scaricarlo.
- Provate prima con un esempio Sono disponibili un esempio valido, uno con errori e uno con avvisi, così potete vedere l'aspetto delle rilevazioni prima di inserire il vostro file.
- Correggete gli errori prima degli avvisi Le voci contrassegnate come errore violano il protocollo e possono impedire a un motore di ricerca di leggere correttamente il file. Occupatevene per prime.
- Controllate numero di URL e dimensione I totali compaiono sopra le rilevazioni. Se uno dei due si avvicina al limite, conviene preparare la suddivisione con un indice di mappe del sito.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- Mantenendo esatta la data in
<lastmod>, i programmi di raccolta tendono a riscaricare per prime le pagine modificate. Date vecchie e trascurate, o addirittura future, riducono invece la credibilità del file. - L'elemento
<priority>comunica l'importanza relativa fra le pagine, ma Google ha dichiarato ufficialmente di non usarlo nella determinazione della posizione: trattatelo come informazione accessoria. - Un singolo file può contenere al massimo cinquantamila indirizzi e pesare fino a 50 MB non compressi. Superando quei limiti, suddividetelo in più file con un elemento
<sitemapindex>. - Aggiungendo una riga con la direttiva
Sitemap:al file robots.txt, i motori di ricerca individuano da sé la posizione della mappa. Usare insieme il nostro strumento di verifica del file robots.txt rende il controllo più spedito. - Se in
<loc>compaiono domini o percorsi con caratteri non ASCII, occorre applicare prima la codifica per cento: incollando l'indirizzo così come appare nel navigatore, il valore risulterà non valido.
Quando questa verifica è utile
Quando la Search Console segnala un errore di recupero
Distingue un problema lato server da un problema di formato e, quando la causa è il formato, indica l'elemento e la posizione.
Quando generate la mappa del sito da soli
L'output prodotto da un modello o da uno script è proprio dove tendono a insinuarsi formati di data e caratteri non sottoposti a escape. Eseguirlo prima del rilascio li intercetta.
Quando decidete se un sito grande va suddiviso
Vedete in numeri quanto margine resta rispetto ai limiti di 50.000 URL e 50 MB non compressi.
Quando subentrate su un sito esistente
Un solo passaggio vi dice se la mappa del sito ereditata corrisponde ancora al protocollo attuale.
I termini delle mappe del sito
- urlset
- L'elemento di livello più alto che racchiude l'intera mappa del sito. Senza lo spazio dei nomi corretto, il file non viene nemmeno riconosciuto come mappa del sito.
- Spazio dei nomi (xmlns)
- L'identificatore che indica a quale specifica si attiene l'XML. Per le mappe del sito il valore corretto è
http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9, e una versione finale diversa o uno schema diverso (http anziché https) conta come difformità. - loc
- L'URL della pagina. Ne serve esattamente uno dentro ogni
<url>, scritto come URL assoluto. - lastmod
- La data dell'ultima modifica, nel formato W3C Datetime (per esempio
2026-09-20oppure2026-09-20T10:00:00+09:00). - changefreq
- Un'indicazione di quanto spesso la pagina cambia. Sono validi solo sette valori: always, hourly, daily, weekly, monthly, yearly e never. È un'indicazione, non la promessa che la scansione seguirà quel ritmo.
- priority
- Un valore da 0.0 a 1.0 che esprime l'importanza relativa all'interno del vostro sito. Non viene mai usato per confrontare un sito con un altro.
- Indice di mappe del sito
- Un file di livello superiore che raggruppa più mappe del sito. Serve a suddividere contenuti che superano i limiti per file di 50.000 URL e 50 MB non compressi.
Domande frequenti
Sitemap: al file robots.txt, i programmi di raccolta lo individuano da sé anche senza invio.
A proposito — il giorno in cui il protocollo delle mappe dei siti nacque da una dichiarazione congiunta dei motori di ricerca
Il protocollo delle mappe dei siti fu annunciato da Google nel giugno del 2005 come meccanismo proprio, ma già nel novembre del 2006 Yahoo! e Microsoft, allora con il proprio motore di ricerca, dichiararono di volersi allineare e insieme lo standardizzarono presso sitemaps.org. È un caso raro di motori di ricerca concorrenti che concordano su un unico formato.
Il file sitemap.xml è una mappa che comunica ai programmi di raccolta l'esistenza di certi indirizzi, ma non garantisce che essi siano davvero raccolti e indicizzati. Nei siti di grandi dimensioni, in particolare, diventa rilevante il bilancio di raccolta, cioè il limite di risorse che un motore di ricerca dedica a un singolo sito: includendo molti indirizzi di scarso valore si può ritardare la scoperta delle pagine davvero importanti.
I limiti di cinquantamila indirizzi e di 50 MB rispondono all'esigenza pratica di contenere il carico di analisi di un singolo file XML. Nei siti con moltissimi indirizzi, come quelli di commercio elettronico, la soluzione consueta è il file indice delle mappe, un formato distinto la cui radice non è <urlset> ma <sitemapindex>, che raccoglie più file in uno solo.