Interrogazione WHOIS di un indirizzo IP

Ottiene i dati WHOIS di un indirizzo IP tramite il protocollo RDAP. Permette di verificare organizzazione proprietaria, intervallo di rete, paese, data di registrazione e contatto per gli abusi.

Quando serve interrogare il WHOIS

  • Indagini su posta indesiderata e accessi non autorizzati: trovando nei registri un indirizzo sospetto, potete individuare l'organizzazione proprietaria e il contatto per gli abusi a cui segnalarlo.
  • Gestione della rete: serve quando volete conoscere l'intervallo di sottorete di un indirizzo o l'organizzazione a cui è registrato.
  • Verifica di reti di distribuzione e servizi cloud: potete controllare a chi appartengono indirizzi noti, come l'8.8.8.8 di Google.
  • Il protocollo RDAP è il successore del WHOIS e restituisce dati strutturati in formato JSON.

Domande frequenti

No. Gli indirizzi privati non sono instradati su internet e non esiste alcuna registrazione WHOIS. Si possono interrogare soltanto gli indirizzi pubblici.

I risultati restano in memoria per ventiquattro ore. Per ottenere dati più recenti attendete un poco e riprovate, oppure verificate direttamente su rdap.org.

Sì, lo strumento gestisce sia IPv4 sia IPv6.

Il contenuto dei dati RDAP varia secondo il registro competente per l'area geografica: certi campi possono non essere stati compilati.
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A proposito — la storia del WHOIS e la svolta del regolamento europeo

Il WHOIS nacque nel 1982, ai tempi di ARPANET, con la RFC 812. All'inizio era una piccola banca dati per sapere chi amministrasse quale calcolatore, ma con la commercializzazione di internet è diventato un'infrastruttura essenziale.

L'entrata in vigore del regolamento europeo sulla protezione dei dati, nel 2018, ha cambiato profondamente il WHOIS dei domini: i recapiti degli intestatari privati sono diventati dati personali protetti e molti registrar li hanno oscurati. Il WHOIS degli indirizzi IP, invece, riguarda soprattutto organizzazioni e resta in gran parte pubblico.

A differenza del WHOIS classico, un protocollo testuale sulla porta 43, l'RDAP funziona su HTTPS con dati in formato JSON e gestisce autenticazione, controllo degli accessi e internazionalizzazione. Anche questo strumento lo utilizza.