Calcolo dei giorni fra due date
Con questo calcolatore basta inserire due date per sapere con precisione, secondo il calendario, quanti giorni, settimane, mesi e anni le separano. Oltre alla semplice differenza viene mostrato anche il conteggio che comprende entrambi gli estremi, quello usato per i giorni di degenza o i periodi di noleggio: nessun dubbio su quale metodo adottare.
Che cos'è il calcolo dei giorni fra due date
Calcolare i giorni fra due date significa contare quanti ne intercorrono. Seguendo il calendario con il dito si sbaglia facilmente, perché i mesi hanno da 28 a 31 giorni e si intromette il 29 febbraio degli anni bisestili; su periodi lunghi il calcolo a mano diventa impraticabile. Basta inserire le due date perché lo strumento mostri, oltre al totale dei giorni, la scomposizione in quattro unità diverse: anni, mesi e giorni; mesi e giorni; settimane e giorni.
Esistono inoltre due modi di contare: la semplice differenza, che considera la data iniziale come giorno zero, e il conteggio che comprende entrambi gli estremi. Quale usare dipende dallo scopo: fra i giorni di degenza o le giornate lavorate, che comprendono gli estremi, e la semplice stima del tempo trascorso, la differenza è di un giorno. Poiché mostriamo affiancati entrambi i conteggi, non dovrete aggiungere o togliere nulla in seguito. Il calcolo avviene interamente nel browser e le date inserite non vengono inviate ad alcun server.
Come calcolare i giorni fra due date
- Inserite la data iniziale Indicate nel campo della data iniziale il giorno da cui volete cominciare a contare. Può essere nel passato o nel futuro e i periodi a cavallo dell'anno non pongono problemi.
- Inserite la data finale Indicate il giorno fino al quale contare. Per sapere quanti giorni sono trascorsi fino a oggi, il pulsante «inserisci oggi» compila il campo con la data corrente.
- Leggete la riga adatta al vostro scopo Il risultato compare mentre inserite i dati. Per dare un'idea immediata della durata usate «anni, mesi e giorni»; per pratiche e rimborsi espressi in giorni scegliete fra «giorni complessivi» e «giorni compresi entrambi gli estremi».
Consigli per sfruttarlo al meglio
- La scomposizione in anni, mesi e giorni segue il calendario reale: dal 15 gennaio al 20 marzo, per esempio, non compare una stima come «64 diviso 30», ma il valore corretto di due mesi e cinque giorni.
- Anche i periodi che comprendono un anno bisestile, cioè un 29 febbraio, sono calcolati correttamente in automatico: non dovete verificare a mano se l'anno sia bisestile.
- Se indicate una data finale precedente a quella iniziale, il calcolo inverte automaticamente le due date e ve lo segnala: potete inserirle anche senza ricordare quale venga prima.
- Per contare i giorni escludendo fine settimana e festività non usate questo strumento, ma il calcolatore dei giorni lavorativi.
Quando serve
Conteggio delle giornate lavorate
Dalla data di assunzione a quella di cessazione, o per un periodo determinato, si contano i giorni di presenza in organico: utile per verificare la maturazione delle ferie e i periodi utili ai fini previdenziali. Se occorre escludere fine settimana e festività, affiancate il calcolatore dei giorni lavorativi.
Giorni di degenza e di indennità
Nelle polizze sanitarie e nelle indennità di malattia si contano di norma come un giorno sia quello del ricovero sia quello della dimissione. La riga «giorni compresi entrambi gli estremi» corrisponde direttamente al numero da riportare nella domanda.
Base per i conteggi proporzionali
Per ripartire in proporzione ai giorni un affitto, un premio assicurativo o la disdetta anticipata di un abbonamento, si ottengono con precisione i giorni effettivi del mese e quelli di utilizzo. La variabilità dei mesi, da 28 a 31 giorni, è considerata automaticamente.
Gestione di contratti e tempi di consegna
Indicando come data iniziale la firma del contratto e come finale il termine di consegna, si leggono insieme durata complessiva e giorni restanti. È adatto anche a calcolare l'avanzamento di un progetto lungo come rapporto fra giorni trascorsi e giorni totali.
Conteggio verso ricorrenze ed eventi
Si possono contare i giorni che mancano a un compleanno o a un matrimonio e quelli trascorsi dall'inizio di una relazione. Per le pergamene di ringraziamento ai genitori che si usano ai matrimoni, in cui si riporta il numero di giorni vissuti, si indica la data di nascita e si usa il conteggio che comprende entrambi gli estremi.
Termini utili
- Giorni compresi entrambi gli estremi
- Il conteggio che considera come un giorno sia la data iniziale sia quella finale: equivale alla semplice differenza più uno. Si usa quando si contano i giorni in cui una condizione era in essere, come degenze, giornate lavorate e periodi di noleggio.
- Esclusione del primo giorno
- La regola del codice civile giapponese secondo cui, quando un termine è espresso in giorni, settimane, mesi o anni, il primo giorno non si conta. Fa eccezione il caso in cui il termine decorra dalla mezzanotte. Nei contratti e nei termini di legge è quindi la semplice differenza a costituire il criterio di base.
- Giorno corrispondente
- Contando per mesi o per anni, il giorno che porta lo stesso numero di quello iniziale. Un mese dopo il 31 gennaio, per esempio, non esistendo il 31 febbraio, si considera l'ultimo giorno di febbraio. Anche la scomposizione in anni, mesi e giorni di questo strumento segue lo stesso criterio e, quando i giorni non bastano, prende in prestito l'ultimo giorno del mese precedente.
- Anno bisestile
- L'anno in cui febbraio ha 29 giorni. Sono bisestili gli anni divisibili per quattro, ma quelli divisibili per cento tornano comuni e quelli divisibili per quattrocento sono di nuovo bisestili. Il 2000 fu bisestile, mentre il 1900 e il 2100 sono anni comuni.
- Calendario gregoriano
- Il calendario solare introdotto nel 1582 da papa Gregorio XIII e oggi in uso quasi ovunque. Grazie alle eccezioni sugli anni bisestili appena descritte, la durata dell'anno si avvicina molto al periodo reale di rivoluzione della Terra. Il Giappone lo adottò nel 1873.
- Giorno lavorativo
- Il giorno in cui si lavora effettivamente, esclusi fine settimana, festività e chiusure di fine anno. Poiché i tempi bancari e le consegne si contano in giorni lavorativi e non di calendario, serve un calcolatore dedicato.
Domande frequenti
A proposito — gli errori più frequenti nel contare i giorni
Calcolando a mano l'intervallo fra due date, molti semplificano assumendo che un mese valga trenta giorni; in realtà i mesi vanno da 28 a 31 giorni. Fra lo stimare il periodo dal 15 gennaio al 20 marzo come «64 diviso 30, cioè circa 2,1 mesi» e il contarlo secondo il calendario come «due mesi e cinque giorni» può nascere una divergenza di interpretazione nei termini di contratti e fatture. Questo strumento confronta direttamente anno, mese e giorno e restituisce sempre la scomposizione conforme al calendario.
La regola degli anni bisestili non si esaurisce nel «uno ogni quattro». Gli anni divisibili per quattro sono bisestili, ma quelli divisibili per cento tornano comuni e quelli divisibili per quattrocento sono di nuovo bisestili: è l'eccezione introdotta dal calendario gregoriano. Il 2000 fu bisestile, mentre il 1900 e il 2100 sono anni comuni. La regola è incorporata nelle funzioni standard di gestione delle date di JavaScript e questo strumento ne sfrutta direttamente il comportamento.
Per contare i giorni trascorsi esistono due usi: quello che conta la data iniziale come primo giorno e quello che guarda alla sola differenza. Dal primo al 10 gennaio, per esempio, si hanno dieci giorni comprendendo entrambi gli estremi e nove considerando la sola differenza. Serve l'uno o l'altro a seconda che si vogliano contare i giorni in cui una condizione era in essere, come degenze e noleggi, oppure semplicemente stimare il tempo trascorso. Poiché mostriamo insieme entrambi i conteggi, potete confrontarli senza rifare nulla.