Da immagine ad ASCII art

Caricate un'immagine per convertirla in ASCII art, usando caratteri (@%#*+=-:. e simili) scelti in base alla luminosità. Il numero di colonne è regolabile e la conversione avviene interamente nel browser.

Consigli per l'uso

  • Il cursore sopra l'area di uscita regola il numero di colonne, cioè i caratteri per riga. Più colonne permettono gradazioni più fini, ma allungano ogni riga una volta copiata.
  • Le fotografie con un forte contrasto e le illustrazioni dai contorni semplici danno l'ASCII art in cui il soggetto si riconosce meglio.
  • Tutta la conversione avviene nel browser, in JavaScript: l'immagine caricata non viene mai inviata a un server.
  • L'ASCII art va visualizzata e incollata con un carattere monospaziato: diversamente le proporzioni saltano e il disegno appare deformato.
  • Il pulsante di copia porta il risultato negli appunti, quello di download lo salva come file `.txt`. Comodo per le firme sui forum o per i commenti nel codice.

Domande frequenti

Le fotografie con contorni netti e le illustrazioni con un forte contrasto danno i risultati migliori. Le foto con sfondi affollati o con poche differenze di luminosità tendono a perdere le gradazioni e a risultare poco leggibili.

No. Dalla lettura dell'immagine alla conversione in caratteri, tutto avviene nel browser e i dati non raggiungono mai i server di questo servizio.

L'ASCII art presuppone la visualizzazione con un carattere monospaziato. Incollandola in un editor o in una chat che usa un carattere a larghezza variabile, le righe non risultano allineate e il disegno appare storto. Impostate la destinazione su blocco di codice o su carattere monospaziato.

Dipende dall'uso, ma per incollare nei social o in chat sono consigliabili 80–100 colonne, comode da leggere e da gestire. Se salvate un file di testo da guardare su uno schermo grande o in un terminale, 150–200 colonne danno un risultato più definito.
Tool-kun

A proposito — breve storia dell'ASCII art

L'ASCII art nasce negli anni Sessanta, ai tempi delle telescriventi e delle stampanti a linea. I calcolatori dell'epoca non sapevano visualizzare immagini e potevano produrre soltanto caratteri: i tecnici inventarono così il gioco di rappresentare disegni elementari sfruttando le diverse densità dei segni.

Fra gli anni Ottanta e Novanta l'ASCII art fiorì nella cultura delle BBS e delle prime reti telematiche. In un'epoca di collegamenti lenti, in cui trasmettere immagini era impensabile, un disegno fatto di soli caratteri poteva viaggiare senza problemi e divenne popolarissimo come firma o come opera a sé. Anche le «faccine» sviluppatesi nell'area giapponese derivano da questa cultura.

Oggi che internet è veloce e dominata da immagini e video, l'ASCII art sopravvive come elemento della cultura dei meme e come omaggio all'informatica di un tempo. Continua a comparire nelle schermate di avvio degli strumenti a riga di comando e come piccolo scherzo nascosto nei commenti del codice sorgente.

Che l'ASCII art si veda come previsto dipende in larga misura dal carattere tipografico. Visualizzata con un font proporzionale, in cui ogni segno ha una larghezza diversa, le righe non risultano visivamente allineate e il disegno si deforma: il carattere monospaziato è quindi una condizione indispensabile.