Generatore di messaggi «da signore di mezza età»
Trasforma il testo inserito nel cosiddetto «ojisan-kōbun»: lo stile tipico dei messaggi di chat scritti dagli uomini di mezza età in Giappone, con puntini di sospensione ed esclamativi al posto della punteggiatura e emoji sparse ovunque.
Consigli per l'uso
- A ogni pressione del pulsante di generazione cambiano a caso emoji e decorazioni finali: potete riprovare quante volte volete finché il risultato non vi convince.
- Inserendo più frasi separate dal punto giapponese, ciascuna viene decorata e mandata a capo singolarmente, così il risultato somiglia davvero a un messaggio di chat.
- Trasformando espressioni brevissime, come 了解 o ありがとう, l'effetto straniante tipico di questo stile risulta ancora più marcato.
- Potete divertirvi a trasformare un testo serio, per esempio una comunicazione di lavoro, e inviarlo a un amico per scherzo; prima di premere invio, però, valutate il rapporto che avete con il destinatario.
Domande frequenti
A proposito — perché l'ojisan-kōbun è diventato un fenomeno di rete
Si fa risalire la sua fortuna alla seconda metà degli anni Dieci, quando sui social cominciarono a circolare le schermate delle conversazioni di chat condivise come curiosità divertenti. Messaggi come «今日は?» oppure «〇〇ちゃん、元気?💦», ricchi di emoji ma scritti dal mittente con tutta serietà, apparivano agli occhi dei più giovani come qualcosa di stranissimo, e proprio per questo si diffusero come materiale da ridere.
Dal punto di vista linguistico la caratteristica non sta nel semplice eccesso di emoji, ma nel fatto che la scelta della punteggiatura, degli a capo e delle chiuse di frase risponde a norme diverse da quelle della cultura di chat delle generazioni più giovani. C'è chi percepisce il punto fermo come segno di irritazione o freddezza e chi, al contrario, considera segno di cortesia usarlo sempre correttamente: è da questo scarto di percezione che è nata l'etichetta.
Espressioni gergali che prendono in giro lo stile di scrittura di una generazione esistono anche fuori dal giapponese: nel mondo anglofono si discute talvolta della «boomer punctuation», la punteggiatura abbondante tipica delle persone più anziane. Considerando che la comunicazione testuale ha appena qualche decennio di storia, è probabile che queste differenze generazionali di stile continuino a tornare d'attualità in forme sempre nuove.
Per riconoscere con sicurezza le desinenze finali です, ます, ね e よ, questo strumento usa la leggera libreria giapponese di segmentazione TinySegmenter, sviluppata da Taku Kudo, noto anche per il suo lavoro di ricercatore in Google. Poiché stima i confini fra le parole per via statistica e non con un dizionario, riesce a individuare con precisione soltanto l'ultimo elemento della frase, anche quando ね o よ compaiono altrove nel testo.