Simulatore di daltonismo (deficit della visione dei colori)

Strumento gratuito che simula in modo approssimato come viene percepito un colore da chi ha una protanopia, una deuteranopia o una tritanopia.

I tre tipi di dicromatismo

Tipo Denominazione Caratteristiche
Protanopia Dicromatismo di tipo 1 (cecità al rosso) I coni sensibili al rosso funzionano diversamente dal consueto e diventa difficile distinguere il rosso dal verde.
Deuteranopia Dicromatismo di tipo 2 (cecità al verde) I coni sensibili al verde funzionano diversamente dal consueto e diventa difficile distinguere il rosso dal verde. È la forma più frequente.
Tritanopia Dicromatismo di tipo 3 (cecità al blu) I coni sensibili al blu funzionano diversamente dal consueto e diventa difficile distinguere il blu dal giallo. È molto rara.

Che cos'è il simulatore di daltonismo

Questo strumento gratuito mostra come un singolo colore, scelto tramite selettore o codice esadecimale, viene percepito approssimativamente da chi ha una protanopia, una deuteranopia o una tritanopia, le tre forme principali di deficit della visione dei colori comunemente note come daltonismo. Basta indicare un colore per vedere all'istante, fianco a fianco, come apparirebbe con ciascuno dei tre tipi di dicromatismo, senza dover installare filtri o estensioni del browser.

Quando si sceglie la palette di un sito, di un'applicazione, di una presentazione o di una mappa, alcune combinazioni — in particolare il rosso e il verde — risultano difficili da distinguere per una parte non trascurabile della popolazione. Verificare in anticipo questa resa è quindi una buona pratica di accessibilità. È bene ricordare, però, che la trasformazione applicata da questo strumento si basa sul modello di approssimazione di Brettel e Viénot: si tratta di una stima didattica e progettuale, non di una simulazione medicalmente certificata, perché la percezione reale varia sensibilmente da persona a persona.

Come usare il simulatore di daltonismo

  1. Indicate il colore da verificare Aprite il selettore cromatico oppure digitate direttamente un codice esadecimale, per esempio #ff0000, nel campo dedicato.
  2. Osservate le tre simulazioni Non appena confermate il colore, compaiono automaticamente le anteprime corrispondenti a protanopia, deuteranopia e tritanopia.
  3. Cambiate colore per confrontare Provate più tonalità in sequenza per capire quali combinazioni restano leggibili e quali invece tendono a confondersi fra loro.
  4. Applicate quanto osservato alla vostra palette Se una coppia di colori risulta poco distinguibile, valutate di aumentare il contrasto di luminosità oppure di affiancare icone ed etichette testuali.

Consigli per sfruttarlo al meglio

  • Indicando un colore con il selettore o con il codice esadecimale, le simulazioni delle tre forme compaiono in tempo reale.
  • Prima di pubblicare potete verificare con facilità se la vostra palette resta distinguibile anche per chi ha un deficit della visione dei colori.
  • La combinazione di rosso e verde è quella che si confonde più facilmente: vale la pena usare questo strumento quando scegliete i colori di un grafico o di una mappa.
  • I risultati sono soltanto un'approssimazione. Per decisioni importanti sull'accessibilità affiancate strumenti specialistici e prove con utenti reali.

Quando usare questo simulatore

Verifica della palette di un sito web

Prima della pubblicazione, controllate che pulsanti, grafici ed eventuali messaggi di errore non affidino un'informazione importante al solo colore.

Controllo di grafici e diapositive

Le coppie rosso-verde, molto diffuse nei grafici a torta e negli istogrammi, possono risultare poco chiare per una parte del pubblico: questo strumento permette di anticipare il problema.

Progettazione di mappe e piantine

Le mappe che distinguono percorsi o zone esclusivamente per colore rischiano di perdere informazione: la simulazione aiuta a decidere se servono trame o etichette aggiuntive.

Materiale didattico sull'accessibilità

Il simulatore è utile anche come strumento dimostrativo, per far percepire concretamente a un pubblico non specialista cosa significhi un deficit della visione dei colori.

Glossario

Deficit della visione dei colori (daltonismo)
Nome generico con cui si indica la difficoltà a distinguere certe combinazioni cromatiche, dovuta a una diversa sensibilità di uno dei tre tipi di coni della retina; nella maggior parte dei casi è congenita.
Protanopia
Forma di dicromatismo in cui i coni sensibili al rosso funzionano in modo diverso dal consueto, rendendo difficile distinguere il rosso dal verde.
Deuteranopia
Forma di dicromatismo in cui sono i coni sensibili al verde a funzionare diversamente; è la variante più diffusa e comporta anch'essa difficoltà nel distinguere rosso e verde.
Tritanopia
Forma di dicromatismo, molto rara, in cui i coni sensibili al blu funzionano in modo anomalo, rendendo difficile distinguere il blu dal giallo.
Coni retinici
Cellule fotorecettrici della retina responsabili della visione dei colori; ne esistono tre tipi, sensibili rispettivamente al rosso, al verde e al blu, la cui combinazione di segnali genera la percezione cromatica.
Modello di Brettel e Viénot
Metodo matematico di approssimazione, ampiamente usato nel settore, per stimare come un colore venga percepito in presenza di un dicromatismo; è la base di calcolo impiegata da questo simulatore.
Tavole di Ishihara
Test di screening basato su tavole con puntini colorati, ideato nel 1917, tuttora impiegato negli ambulatori oculistici per individuare un possibile deficit della visione dei colori.

Domande frequenti

È una caratteristica visiva per cui certe combinazioni di colori risultano difficili da distinguere. Dipende dalla diversa sensibilità di uno dei tre tipi di coni della retina, quelli sensibili al rosso, al verde e al blu; nella maggior parte dei casi è congenita e riguarda circa un uomo su dodici e una donna su duecento nelle popolazioni europee.

No, non costituiscono una diagnosi medica. Lo strumento applica le matrici di approssimazione ampiamente usate, basate sugli studi di Brettel e Viénot, a fini didattici e di verifica progettuale. La percezione reale varia da persona a persona: per una diagnosi rivolgetevi a un oculista.

Nella protanopia sono i coni sensibili al rosso a funzionare diversamente, nella deuteranopia quelli sensibili al verde: in entrambi i casi diventa difficile distinguere il rosso dal verde. La tritanopia riguarda i coni sensibili al blu, è molto rara e rende difficile distinguere il blu dal giallo.

Affidare un'informazione al solo colore — per esempio segnalare un errore soltanto scrivendo in rosso — rischia di non comunicare nulla a chi ha un deficit della visione dei colori. Verificando in anticipo la resa e affiancando icone o etichette testuali si ottiene un progetto attento a un pubblico più ampio.
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A proposito — storia dei test per la visione dei colori e delle tavole di Ishihara

Le persone con un deficit della visione dei colori sono circa un uomo su dodici e una donna su duecento nelle popolazioni di origine europea, con stime che parlano di circa l'8% degli uomini a livello mondiale. Non è affatto una condizione rara: è molto probabile che ce ne sia almeno una in ogni classe o in ogni ufficio.

Il più noto strumento di screening, le tavole di Ishihara, fu ideato nel 1917 dall'oculista giapponese Shinobu Ishihara. Il caratteristico disegno, in cui numeri e figure emergono da un mosaico di puntini colorati, nacque per lo screening dei coscritti nell'esercito dell'epoca ed è ancora oggi usato negli ambulatori di tutto il mondo, a oltre un secolo di distanza.

Anche nella progettazione di siti e applicazioni, un grafico che indica «promosso» e «bocciato» solo con il rosso e il verde, o una mappa che distingue le linee esclusivamente per colore, provocano una perdita di informazione per una parte del pubblico. Verificare in anticipo le combinazioni con un simulatore e affiancare icone, trame o etichette testuali è una delle pratiche fondamentali di un design inclusivo, utile a tutti.