Calcolo dello stipendio netto in Italia

Calcolatore gratuito dello stipendio netto: indicando la retribuzione annua lorda e il numero di mensilità (tredicesima o anche quattordicesima), calcola automaticamente i contributi INPS, l'IRPEF e le addizionali regionale e comunale.

Che cos'è il calcolo dello stipendio netto

Lo strumento stima il netto in busta a partire dalla retribuzione annua lorda applicando prima i contributi INPS a carico del lavoratore, poi la ritenuta IRPEF sui tre scaglioni nazionali e infine le addizionali regionale e comunale.

Anziché affidarsi a una percentuale forfettaria, tiene conto del caratteristico gradino della detrazione per lavoro dipendente a 15.000 euro, dell'ulteriore detrazione che opera fra 20.000 e 40.000 euro e del trattamento integrativo che accresce il netto dei redditi più bassi; consente poi di ripartire il totale annuo su 13 o 14 mensilità, come fanno realmente i datori di lavoro italiani.

Come si usa

  1. Indicate la retribuzione annua lorda Scrivete la retribuzione annua lorda in euro oppure usate il cursore.
  2. Scegliete il numero di mensilità Tredici mensilità sono il minimo di legge; alcuni settori, quali il bancario e l'assicurativo, corrispondono anche la quattordicesima.
  3. Leggete il risultato Compaiono subito il dettaglio dei contributi, quello delle imposte e il netto definitivo per mensilità.

Consigli per sfruttarlo al meglio

  • La detrazione per lavoro dipendente presenta un caratteristico gradino esattamente a 15.000 euro di reddito imponibile: passa dai 1.955 euro fissi a una formula decrescente che appena sopra quella soglia parte da 3.100 euro.
  • L'ulteriore detrazione vale 1.000 euro fissi per un reddito imponibile fra 20.000 e 32.000 euro, per poi ridursi gradualmente fino a 40.000.
  • Il trattamento integrativo aggiunge fino a 1.200 euro per i lavoratori con reddito imponibile fino a 15.000 euro, ma non spetta quando la sola detrazione per lavoro dipendente azzera già l'imposta dovuta.
  • Le addizionali regionale e comunale possono valere qualche centinaio di euro l'anno di differenza secondo il luogo di residenza: per una cifra esatta consultate le aliquote ufficiali della vostra regione e del vostro comune.
  • La maggior parte dei datori di lavoro ripartisce la retribuzione annua lorda su 13 mensilità, comprensive della tredicesima; alcuni settori ne aggiungono una quattordicesima. È una struttura diversa dai dodici stipendi più un premio discrezionale di fine anno tipico di altri paesi.

Casi d'uso

Confrontare due offerte di lavoro

Con due offerte che indicano una retribuzione annua lorda diversa, lo strumento consente di confrontare il netto realmente percepito per mensilità.

Trasferirsi in Italia per lavoro

Chi arriva dall'estero può stimare il netto mensile prima di trattare la cifra lorda.

Capire la busta paga

Si vede passo per passo come il lordo si riduce per effetto dei contributi INPS, dell'IRPEF e delle addizionali, seguendo la struttura di una busta paga italiana.

I termini della busta paga

Tredicesima
Mensilità aggiuntiva obbligatoria, corrisposta di norma a dicembre e pari a circa un mese di retribuzione lorda in più rispetto alle dodici ordinarie.
Quattordicesima
Mensilità aggiuntiva facoltativa, corrisposta di norma a giugno o luglio, diffusa in settori quali il bancario e l'assicurativo e prevista da alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro.
INPS
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, l'ente che gestisce in un unico organismo pensioni, indennità di disoccupazione e prestazioni di malattia.
IRPEF
Imposta sul reddito delle persone fisiche, l'imposta nazionale sul reddito, calcolata dalla Legge di Bilancio 2026 su tre scaglioni progressivi: 23, 33 e 43 per cento.
Addizionale regionale e comunale
Addizionali che si sommano all'IRPEF nazionale. Le aliquote sono stabilite autonomamente da ciascuna delle venti regioni e da ciascun comune, con un tetto di legge dello 0,8 per cento per quella comunale.
Trattamento integrativo
Credito d'imposta rimborsabile fino a 1.200 euro l'anno per i lavoratori dipendenti con reddito imponibile più basso, introdotto nel 2020 in sostituzione di una misura analoga precedente.

Domande frequenti

Lo stipendio lordo è la retribuzione prima di ogni trattenuta, quella di norma indicata negli annunci di lavoro e nei contratti. Lo stipendio netto è quanto viene effettivamente accreditato sul conto dopo i contributi INPS, l'IRPEF e le addizionali regionale e comunale.

L'aliquota effettiva dipende dalle addizionali regionale e comunale del luogo in cui risiedete e dalla vostra situazione personale — familiari a carico, altre detrazioni — mentre lo strumento usa valori di riferimento nazionali. Per una cifra esatta consultate la busta paga o l'ufficio tributario della vostra regione.

No. Sono tassate come la retribuzione ordinaria: lo strumento si limita a dividere la retribuzione annua lorda per il numero di mensilità scelto, 13 o 14, per stimare il netto percepito a ogni pagamento.
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A proposito — la tredicesima e il mosaico delle imposte locali

Uno dei tratti più caratteristici delle buste paga italiane è la tredicesima mensilità, la mensilità aggiuntiva che quasi ogni lavoratore riceve, di norma a dicembre. A differenza dei premi discrezionali di fine anno diffusi altrove, la tredicesima è un diritto legato al contratto di lavoro e funziona più come una tredicesima rata garantita della retribuzione annua che come una ricompensa legata ai risultati. Alcuni settori, in particolare quello bancario e quello assicurativo, corrispondono anche la quattordicesima, di solito attorno a giugno o luglio, portando a quattordici le mensilità dell'anno.

Il sistema italiano sovrappone agli scaglioni IRPEF nazionali le addizionali regionale e comunale. Ciascuna delle venti regioni fissa la propria aliquota, e i valori tendono a essere più alti nelle regioni gravate da un piano di rientro del disavanzo sanitario, più frequenti nel Mezzogiorno. I comuni possono aggiungere la propria addizionale fino al tetto di legge dello 0,8 per cento, e le città maggiori si collocano spesso a quel limite o poco sotto.

L'INPS riunisce sotto un unico ente quelle che in molti paesi sarebbero amministrazioni distinte: pensioni, assicurazione contro la disoccupazione e prestazioni di malattia. L'aliquota ordinaria a carico del lavoratore, pari al 9,19 per cento, finanzia questo sistema unitario, cui si aggiunge un ulteriore 1 per cento sulla parte di retribuzione eccedente circa 56.000 euro l'anno, destinato a un meccanismo di solidarietà per i redditi più alti.