Dal netto al lordo: calcolo inverso del reddito annuo
Inserendo il reddito annuo netto desiderato, ricava il reddito lordo necessario. Uno strumento utile a chi cambia impiego o lavora in proprio e vuole sapere quale lordo occorra come minimo in una trattativa.
Consigli
- Nelle trattative per un cambio di impiego, conoscere il lordo minimo necessario a mantenere il netto attuale prima di formulare le proprie richieste evita fraintendimenti sulle condizioni.
- Anche nelle trattative da libero professionista, ricavare il compenso a partire dal netto percepito da dipendente evita di trascurare i contributi previdenziali, che passano interamente a proprio carico.
- Poiché il lordo necessario cambia con il numero e l'età dei familiari a carico, e con la soglia dei quarant'anni, conviene ricalcolare le condizioni in occasione dei cambiamenti familiari.
- Reinserendo il lordo ottenuto nello strumento di calcolo della retribuzione netta potrete verificare il risultato nel verso opposto e accertarvi che i presupposti coincidano.
Domande frequenti
A proposito — da dove viene l'espressione «lordizzazione»
Il termine inglese «gross-up» è un'espressione contabile nata nell'ambito dei sistemi retributivi delle imprese internazionali e delle indennità per il personale distaccato all'estero. Quando l'azienda si faceva carico dell'onere fiscale aggiuntivo di un distacco, indicava il calcolo che maggiorava l'importo lordo in modo da realizzare la somma netta promessa. Anche nel mercato del lavoro giapponese l'espressione si è affermata, soprattutto nelle imprese estere e nel settore informatico, per indicare il reddito lordo.
Nel sistema retributivo giapponese contributi previdenziali, imposta sui redditi e imposta locale assorbono complessivamente dal quindici al venticinque per cento del lordo: convertendo in lordo il desiderio di «cinque milioni netti» si ottiene spesso una cifra più alta di quanto si immagini. Poiché l'imposta locale si calcola sul reddito dell'anno precedente e si versa in quello successivo, nel primo anno dopo un cambio di impiego resta da pagare quella riferita al lavoro precedente e soltanto dal secondo anno se ne paga una commisurata al nuovo reddito: anche questo scarto temporale contribuisce alla distanza fra la percezione del lordo e quella del netto.
Nei mercati del lavoro occidentali le retribuzioni si indicano uniformemente al lordo, mentre in Giappone resta radicata l'abitudine di ragionare sul netto per la pianificazione della vita e per le trattative. È il rovescio di un sistema, quello della ritenuta alla fonte e del conguaglio di fine anno, che dispensa il lavoratore dal doversi occupare del calcolo di imposte e contributi. Proprio quella comodità, però, genera disorientamento quando ci si trova a trattare in termini lordi, per esempio passando a un'impresa estera o avviando un rapporto di lavoro autonomo.