Calcolatrice online | Scrivi l'espressione, con parentesi e passaggi intermedi

Calcolatrice gratuita in cui potete digitare direttamente l'espressione da risolvere. Supporta + − * / e le parentesi, quindi anche i calcoli complessi si scrivono su una sola riga. Inserendo più operazioni di seguito vengono mostrati in ordine anche i risultati intermedi.

= {{ process }}

= {{ result.answer }}

Consigli

  • Le parentesi permettono di controllare la precedenza degli operatori. Esempio: (1 + 2) * 39
  • Sono supportati anche i numeri decimali. Esempio: 1.5 * 46
  • Se una divisione dà un risultato non intero, viene mostrato in forma decimale. Esempio: 10 / 33,333...
  • Inserendo più calcoli di seguito vengono mostrati in ordine i risultati intermedi, così potete ripercorrere tutto il procedimento.

Domande frequenti

Sono disponibili le quattro operazioni + − * / e le parentesi (). Non sono supportati % (resto) né ^ (elevamento a potenza).

La divisione per zero produce un errore e non viene mostrato alcun risultato. Esempio: 5 / 0 restituisce un errore.

Il risultato segue la precisione dell'aritmetica in virgola mobile di JavaScript, circa 15–16 cifre. Con numeri molto grandi o molto piccoli possono comparire errori di arrotondamento.
Tool-kun

A proposito — dalla macchina da 30 tonnellate allo smartphone

Il primo calcolatore elettronico general purpose, ENIAC (completato nel 1945), era un apparato enorme: 30 tonnellate di peso, 18.000 valvole termoioniche e 150 kW di consumo. Uno smartphone di oggi racchiude in pochi grammi di circuiti una potenza di calcolo circa un milione di volte superiore.

Nel 1972 arrivò l'HP-35, la prima calcolatrice scientifica tascabile, venduta a 399 dollari dell'epoca (circa 2.800 dollari di oggi). Si disse che «il regolo calcolatore era finito»: quella macchina portò una rivoluzione nella tasca di ogni ingegnere e mandò in pensione, nel giro di pochi anni, uno strumento che aveva accompagnato la tecnica per tre secoli.

Il record di cifre calcolate di π ha superato nel 2024 i 202.500 miliardi, grazie a un gruppo guidato da Emma Haruka Iwao di Google. Per arrivarci sono servite decine di macchine e diversi mesi di elaborazione.