Calcolatrice statistica (media, mediana, varianza, deviazione standard, quartili)
Calcolatrice statistica gratuita: basta incollare i dati numerici separati da virgole, spazi o ritorni a capo per ottenere in una volta media, mediana, moda, campo di variazione, varianza e deviazione standard sia della popolazione sia del campione, quartili, tabella delle frequenze e istogramma.
Che cosa restituisce questo calcolatore statistico
Incolli una serie di numeri e questo strumento ricava in un solo passaggio le statistiche descrittive: numerosità (n), somma, media, mediana, moda, minimo, massimo e campo di variazione, oltre a varianza e deviazione standard fornite sia secondo la definizione per la popolazione sia secondo quella per il campione. Averle affiancate le permette di confrontarle quando non è certo di quale sia adatta ai suoi dati.
La varianza si calcola in due modi: dividendo per n si ottiene la varianza della popolazione, dividendo per n−1 la varianza campionaria, detta anche stima corretta. Usi la prima se i dati coprono l’intero oggetto di studio e la seconda se sono un sottoinsieme estratto da un gruppo più ampio. Contemporaneamente vengono prodotti i quartili (da Q1 a Q3), la differenza interquartile e una tabella delle frequenze con istogramma.
Come si usa
- Inserisca i numeri Separi i valori con virgole, spazi o a capo. Anche una combinazione di separatori diversi viene riconosciuta senza preparazione.
- Incolli direttamente da un foglio di calcolo Copi una colonna da Excel o da Fogli Google e la incolli: gli a capo fungono da separatori e vengono estratti soltanto i numeri.
- Verifichi i risultati Media, mediana, moda, varianza, deviazione standard e quartili si ricalcolano mentre digita, senza premere alcun pulsante.
- Osservi la forma con l’istogramma La tabella delle frequenze e l’istogramma mostrano quanti valori ricadono in ciascuna classe, così l’asimmetria e la posizione del picco si colgono a colpo d’occhio.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- I dati si possono separare indifferentemente con virgole, spazi o ritorni a capo: anche una colonna copiata da Excel viene riconosciuta correttamente.
- La deviazione standard campionaria, che divide per n meno uno, si usa quando i dati raccolti non sono l'intera popolazione ma soltanto un campione. Per un'indagine esaustiva usate invece la varianza della popolazione.
- Lo scarto interquartile risente poco dei valori anomali ed è quindi un indicatore più robusto della media e del campo di variazione per cogliere la dispersione dei dati.
- Se le mode sono più d'una, sono mostrate tutte. Se tutti i valori compaiono lo stesso numero di volte, si indica l'assenza di moda.
- Il numero delle classi dell'istogramma è determinato con la formula di Sturges, a partire dal numero dei dati: più dati ci sono, più le classi risultano fitte.
Quando torna utile
Analizzare i voti di una verifica
Incolli i punteggi dell’intera classe: media, mediana e deviazione standard mostrano subito quanto si disperdono i risultati e dove si collocano le prove migliori.
Sintetizzare dati del controllo qualità
Inserisca le misure di una linea produttiva e verifichi, da media e deviazione standard, se la variabilità resta nella tolleranza.
Riassumere le risposte di un questionario
Con scale a cinque punti e simili, media e moda rivelano su quali risposte si sono concentrate le preferenze.
Preparare le statistiche di un elaborato
I valori di base richiesti da una relazione, quartili compresi, si ottengono senza calcoli a mano e sono pronti per la stesura.
Termini della statistica descrittiva
- Media
- Somma di tutti i valori divisa per il loro numero. Descrive il centro dei dati, ma i valori anomali la spostano con facilità.
- Mediana
- Valore che si trova esattamente al centro una volta ordinati i dati. Se il numero di dati è pari si usa la media dei due valori centrali.
- Moda
- Valore che ricorre più spesso. In caso di parità vengono mostrati tutti; se tutti i valori compaiono lo stesso numero di volte non viene indicata alcuna moda.
- Varianza della popolazione
- Presuppone che i dati costituiscano l’intero oggetto di studio. Gli scarti al quadrato dalla media vengono sommati e divisi per n.
- Varianza campionaria (varianza corretta)
- Presuppone che i dati siano un campione estratto da una popolazione più ampia. Gli scarti al quadrato vengono divisi per n−1 e servono almeno due valori.
- Deviazione standard
- Radice quadrata della varianza. Riportando il valore all’unità di misura originaria, rende molto più immediato valutare l’entità della dispersione.
- Quartili
- Valori che dividono i dati ordinati in quattro parti uguali. Questo strumento taglia in corrispondenza della mediana e assume la mediana di ciascuna metà come Q1 e Q3.
- Differenza interquartile (IQR)
- Q3 meno Q1. Escludendo gli estremi, descrive la dispersione senza risentire dei valori anomali.
Domande frequenti
A proposito — quando nacque l'espressione «deviazione standard»
Il primo a usare l'espressione «deviazione standard» sarebbe stato lo statistico Karl Pearson, che la introdusse in un articolo del 1893 dando un nome unitario a un concetto — la radice quadrata dell'errore quadratico medio — fino ad allora chiamato in molti modi diversi. Pearson fu uno dei fondatori della statistica descrittiva e il suo nome è legato anche al coefficiente di correlazione e alla prova del chi quadrato.
Se dividere la varianza per n oppure per n meno uno è una questione importante per comprendere la differenza fra campione e popolazione. Calcolando la varianza con la media campionaria si tende a sottostimare leggermente quella vera della popolazione, a causa della perdita di un grado di libertà: dividendo per n meno uno si ottiene invece uno stimatore corretto, cioè non distorto. A proporlo fu Ronald Fisher, che tanto influì sulla statistica della prima metà del Novecento.
A diffondere i quartili e il diagramma a scatola e baffi fu lo statistico statunitense John Tukey. Negli anni Settanta propose l'analisi esplorativa dei dati e sostenne l'importanza di cogliere anzitutto, a grandi linee e mettendo le mani nei dati, la loro forma, senza affidarsi subito a formule complesse. Il diagramma a scatola resta tuttora largamente usato per rendere visibili i valori anomali.