Calcolatrice statistica (media, mediana, varianza, deviazione standard, quartili)

Calcolatrice statistica gratuita: basta incollare i dati numerici separati da virgole, spazi o ritorni a capo per ottenere in una volta media, mediana, moda, campo di variazione, varianza e deviazione standard sia della popolazione sia del campione, quartili, tabella delle frequenze e istogramma.

Consigli

  • I dati si possono separare indifferentemente con virgole, spazi o ritorni a capo: anche una colonna copiata da Excel viene riconosciuta correttamente.
  • La deviazione standard campionaria, che divide per n meno uno, si usa quando i dati raccolti non sono l'intera popolazione ma soltanto un campione. Per un'indagine esaustiva usate invece la varianza della popolazione.
  • Lo scarto interquartile risente poco dei valori anomali ed è quindi un indicatore più robusto della media e del campo di variazione per cogliere la dispersione dei dati.
  • Se le mode sono più d'una, sono mostrate tutte. Se tutti i valori compaiono lo stesso numero di volte, si indica l'assenza di moda.
  • Il numero delle classi dell'istogramma è determinato con la formula di Sturges, a partire dal numero dei dati: più dati ci sono, più le classi risultano fitte.

Domande frequenti

La varianza esprime la dispersione come media dei quadrati degli scarti dalla media. La deviazione standard è la sua radice quadrata e, riportando il valore all'unità di misura originaria, rende più intuitivo il confronto fra dispersioni.

Se i dati disponibili coprono l'intero oggetto d'indagine, cioè tutta la popolazione, si usa quella della popolazione; se si tratta di un campione, quella campionaria corretta, che divide per n meno uno. Nella pratica — sondaggi, punteggi di prove — si usa di norma la seconda.

Sì. Le definizioni sono diverse e i risultati possono variare leggermente da un programma statistico all'altro. Questo strumento divide i dati in due metà mediante la mediana e assume come primo e terzo quartile le mediane di ciascuna metà, con il metodo cosiddetto esclusivo.

La moda è il valore che compare più spesso: se più valori condividono la stessa frequenza massima, sono tutti mode. Se ogni valore compare una volta sola, la moda non esiste e si indica la sua assenza.

Media e campo di variazione ne risentono fortemente: in presenza di valori anomali conviene esaminare anche la mediana e lo scarto interquartile, che restituiscono un quadro più fedele della distribuzione complessiva.
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A proposito — quando nacque l'espressione «deviazione standard»

Il primo a usare l'espressione «deviazione standard» sarebbe stato lo statistico Karl Pearson, che la introdusse in un articolo del 1893 dando un nome unitario a un concetto — la radice quadrata dell'errore quadratico medio — fino ad allora chiamato in molti modi diversi. Pearson fu uno dei fondatori della statistica descrittiva e il suo nome è legato anche al coefficiente di correlazione e alla prova del chi quadrato.

Se dividere la varianza per n oppure per n meno uno è una questione importante per comprendere la differenza fra campione e popolazione. Calcolando la varianza con la media campionaria si tende a sottostimare leggermente quella vera della popolazione, a causa della perdita di un grado di libertà: dividendo per n meno uno si ottiene invece uno stimatore corretto, cioè non distorto. A proporlo fu Ronald Fisher, che tanto influì sulla statistica della prima metà del Novecento.

A diffondere i quartili e il diagramma a scatola e baffi fu lo statistico statunitense John Tukey. Negli anni Settanta propose l'analisi esplorativa dei dati e sostenne l'importanza di cogliere anzitutto, a grandi linee e mettendo le mani nei dati, la loro forma, senza affidarsi subito a formule complesse. Il diagramma a scatola resta tuttora largamente usato per rendere visibili i valori anomali.