Generatore di giri armonici — scegliete la tonalità e ascoltate le progressioni più usate

Basta scegliere la tonalità, maggiore o minore, perché lo strumento generi automaticamente i giri armonici diatonici più usati nella composizione e nell'improvvisazione. Ogni progressione si può ascoltare con un clic: uno strumento gratuito.

Giri armonici più usati nelle tonalità maggiori

Progressione Generi e brani in cui ricorre
I-V-vi-IV La progressione «dei quattro accordi», la più frequente nella musica leggera: la si ritrova in un numero incalcolabile di successi
I-IV-V Il giro fondamentale del blues e del rock and roll: semplice, ma di grande forza
I-vi-IV-V Molto usata nella musica leggera e nel doo-wop fra gli anni Cinquanta e Sessanta, tanto da essere detta «progressione anni Cinquanta»
ii-V-I La cadenza classica del jazz: ricorre di continuo nelle chiuse dei brani e come base per l'improvvisazione
vi-IV-I-V Progressione usatissima dal rock e dal punk alla musica leggera: è la variante dei quattro accordi che parte dal sesto grado
I-V-vi-iii-IV-I-IV-V Progressione di otto accordi derivata dal Canone di Pachelbel, con moltissime applicazioni dalla musica classica a quella leggera

Giri armonici più usati nelle tonalità minori

Progressione Generi e brani in cui ricorre
i-VI-III-VII Progressione minore dal suono ampio e malinconico, molto usata nel rock e nelle colonne sonore
i-iv-v Progressione semplice, usata nel blues minore e nel rock
i-VII-VI-VII Progressione minore molto amata nel rock e nel metal
i-iv-VII-III Frequente nella musica leggera in tonalità minore, lascia percepire il movimento verso la relativa maggiore
i-VI-iv-v Progressione minore dal suono pacato, spesso usata accanto alla successione primo, sesto, terzo e settimo grado

Per le tonalità minori questo strumento calcola tutti e sette gli accordi diatonici sulla scala minore naturale. Se cercate progressioni costruite sulla minore armonica, che alza di un semitono il settimo grado rendendo maggiore il quinto, sostituite il quinto grado minore con quello maggiore.

Che cos'è il generatore di giri armonici

Il generatore di giri armonici calcola automaticamente, a partire dalla sola scelta della tonalità — nota fondamentale e modo maggiore o minore — le progressioni più usate, costruite con gli accordi diatonici, cioè le triadi di base ottenibili usando le sole note della scala, e permette di ascoltarle immediatamente.

Torna utile quando, componendo o arrangiando, volete sapere subito quali accordi assume in una data tonalità una progressione famosa, oppure quando volete sentire con l'orecchio la resa dei giri più usati mentre vi esercitate a improvvisare. Le tonalità minori sono calcolate sulla scala minore naturale.

Come si usa il generatore di giri armonici

  1. Scegliete la nota fondamentale Selezionate fra i dodici suoni la fondamentale della tonalità che vi interessa.
  2. Scegliete il modo Indicate se la tonalità è maggiore o minore.
  3. Consultate l'elenco delle progressioni Secondo la tonalità scelta compaiono le progressioni più usate con i nomi effettivi degli accordi.
  4. Ascoltate con il pulsante di riproduzione Premendo «ascolta» accanto a una progressione, gli accordi vengono suonati in sequenza.

Consigli per sfruttarlo al meglio

  • A parità di progressione, basta cambiare la nota fondamentale per modificare l'atmosfera dell'intero brano: è comodo anche per cercare l'estensione più adatta alla propria voce.
  • Molti giri armonici sono pensati per essere ripetuti in cerchio: ascoltate con attenzione anche come suona il ritorno dall'ultimo accordo al primo.
  • Se una progressione minore vi sembra poco incisiva, provate a rendere maggiore il quinto grado passando alla minore armonica: la sensazione di chiusura sarà molto più netta.
  • Accompagnandovi con la chitarra, dopo aver individuato la progressione potete convertirla in forme comode con la tabella delle posizioni del capotasto.

Glossario

Accordi diatonici
Le triadi di base costruite usando soltanto le note della scala di una tonalità. In una tonalità maggiore, dei sette accordi diatonici tre sono maggiori (primo, quarto e quinto grado), tre minori (secondo, terzo e sesto) e uno è una triade diminuita (settimo).
Scala minore naturale
La scala minore priva di qualunque alterazione aggiunta. Tutti i calcoli sulle tonalità minori di questo strumento si basano su di essa.
Notazione con numeri romani
Il modo di rappresentare una progressione indipendentemente dalla tonalità. I numeri maiuscoli indicano accordi maggiori, quelli minuscoli accordi minori.
Tonalità relative
La coppia formata da una tonalità maggiore e da una minore che condividono l'armatura di chiave. Il terzo grado maggiore di la minore, per esempio, è do, e questo dipende dal fatto che la relativa maggiore di la minore è appunto do maggiore.

Domande frequenti

Fra i sette accordi diatonici costruibili con le sole note della scala di ciascuna tonalità, maggiore o minore, selezioniamo come progressioni tipiche le combinazioni realmente più usate nella musica leggera, nel jazz e nella musica classica.

Perché lo strumento calcola sulla scala minore naturale. Usando la minore armonica, molto frequente nella musica classica, che alza di un semitono il settimo grado, il quinto diventa maggiore: in quel caso sostituite voi il quinto grado minore con quello maggiore.

Con semplici onde sinusoidali generate dall'interfaccia Web Audio, che suonano insieme le note dell'accordo: fondamentale, terza e quinta. Non è il timbro di uno strumento reale, ma un ascolto essenziale per cogliere l'andamento armonico.

Perché ha una sonorità instabile e raramente è protagonista di una progressione: nella maggior parte dei casi funziona come accordo di passaggio, usato per un istante nel transito verso un altro accordo. Per questo non compare fra le progressioni tipiche presentate qui.

Sì. I nomi mostrati seguono la notazione comune degli accordi, quindi si possono usare tali e quali, come su un qualunque manuale o tabella di accordi.
Tool-kun

A proposito — perché gli stessi giri armonici tornano in centinaia di brani

La successione primo, quinto, sesto e quarto grado è nota come «canzone dei quattro accordi» e ricorre in un numero sorprendente di successi della musica leggera. Non è un caso: quella progressione costruisce in modo naturale un'onda gradevole di tensione e risoluzione — stabilità della tonica, tensione della dominante, un pizzico di sorpresa con il sostituto della tonica, nuova tensione della sottodominante che prepara la liberazione.

La cosa interessante è che, pur usando esattamente gli stessi accordi, basta cambiare tempo, andamento ritmico, melodia e strumentazione perché l'ascoltatore percepisca brani completamente diversi. Un gruppo comico ha reso celebre proprio uno spettacolo che concatenava in un medley canzoni di successo costruite sui medesimi quattro accordi: la dimostrazione che l'identità di un pezzo dipende più dagli elementi che vi si sovrappongono che non dalla progressione in sé.

La successione secondo, quinto e primo grado, tanto amata nel jazz, deriva dalle cadenze tradizionali della musica classica. Passando per il secondo grado minore, con funzione di sottodominante, prima di raggiungere la dominante, il movimento risulta più fluido e raffinato che andando direttamente al quinto grado. È inoltre uno degli appoggi più usati per modulare, e resta una nozione indispensabile per capire l'improvvisazione jazzistica.