Calcolatore di concentrazione molare e diluizioni (C1V1 = C2V2)

Con la formula della diluizione C1V1 = C2V2 potete ricavare una qualsiasi fra concentrazioni e volumi prima e dopo la diluizione a partire dagli altri tre valori.

Cos'è il calcolo della concentrazione molare e delle diluizioni

Il calcolo della concentrazione molare e delle diluizioni serve a determinare la relazione fra concentrazione e volume quando si parte da una soluzione concentrata per ottenerne una più diluita. In laboratorio, così come in cucina o nella preparazione di detergenti, capita spesso di chiedersi «di quante volte devo diluire il concentrato che ho a disposizione per raggiungere la concentrazione desiderata» oppure «quanti millilitri di soluzione madre servono per ottenere un certo volume a una certa concentrazione». Questo strumento applica la formula della diluizione C1V1 = C2V2 (concentrazione iniziale per volume iniziale uguale a concentrazione finale per volume finale) per calcolare istantaneamente uno qualsiasi dei quattro valori — due concentrazioni e due volumi — a partire dagli altri tre.

Il presupposto su cui si basa questa formula è che la quantità di sostanza disciolta, espressa in moli, non cambia fra prima e dopo la diluizione: aggiungendo solvente il volume aumenta, ma la quantità di soluto rimane la stessa. Le unità di misura sono fissate in moli al litro per la concentrazione e in millilitri per il volume, quindi se disponete di valori espressi in altre unità, per esempio i litri, convertiteli prima di inserirli nello strumento. Tutti i calcoli avvengono direttamente nel browser e nessun dato inserito viene inviato a un server esterno.

Come usare il calcolatore di concentrazione molare e diluizioni

  1. Scegliete il valore da calcolare Dal menu «Valore da calcolare» selezionate quale fra i quattro valori — C1 (concentrazione iniziale), V1 (volume iniziale), C2 (concentrazione finale) o V2 (volume finale) — volete ottenere.
  2. Inserite i restanti tre valori Compaiono i campi per gli altri tre valori: inseriteli con i dati già noti del vostro esperimento o della vostra preparazione, ad esempio la concentrazione del concentrato che avete in mano.
  3. Leggete il risultato Il risultato viene mostrato nel pannello a destra man mano che digitate. Le unità restano fisse: moli al litro per la concentrazione e millilitri per il volume.

Consigli per sfruttarlo al meglio

  • Scegliendo il valore da calcolare compaiono i campi per gli altri tre: inserite i valori già fissati dal vostro esperimento.
  • I volumi si intendono in millilitri e le concentrazioni in moli al litro. Se disponete di valori in altre unità, per esempio in litri, convertiteli prima di inserirli.
  • Quando si mescolano soluzioni conviene seguire la regola di aggiungere l'acido all'acqua: versate il concentrato in poco solvente e poi aggiungete il resto del solvente.
  • Per diluizioni accurate usate strumenti con graduazioni precise, come pipette e matracci tarati.

Quando torna utile il calcolo della concentrazione molare e delle diluizioni

Preparazione di serie di diluizioni da una soluzione madre

Quando da una soluzione madre molto concentrata occorre preparare più soluzioni a concentrazioni diverse per un esperimento, potete calcolare in anticipo la quantità di concentrato e di solvente necessaria per ciascuna concentrazione desiderata.

Preparazione di reagenti e calcolo del fattore di diluizione

Utile per ricavare la concentrazione effettiva a partire da un'indicazione del tipo «diluire dieci volte», oppure, al contrario, per risalire dal fattore di diluizione o dal volume di concentrato necessario partendo dalla concentrazione desiderata. Se dovete invece ricavare la concentrazione a partire dalla quantità di sostanza, può esservi utile anche il calcolatore della massa molare.

Regolazione della concentrazione di disinfettanti e detergenti

Può essere impiegato anche per calcolare con sicurezza la quantità di acqua o di concentrato necessaria quando si diluisce un prodotto molto concentrato, come una soluzione di ipoclorito di sodio, fino alla concentrazione d'uso indicata in etichetta.

Calcoli preliminari per titolazioni e chimica analitica

Prima di eseguire una titolazione è spesso necessario diluire una soluzione standard fino a una concentrazione nota: questo strumento aiuta a determinare il volume corretto. Se poi vi serve calcolare il pH della soluzione risultante, potete usare anche il calcolatore del pH.

Termini utili sulla concentrazione molare e le diluizioni

Concentrazione molare
È l'unità di misura che esprime la quantità di sostanza, in moli, disciolta in un litro di soluzione. Si indica in mol/L, spesso abbreviato con la lettera M, e si calcola dividendo le moli di soluto per il volume della soluzione espresso in litri.
Diluizione
È l'operazione con cui si aggiunge solvente, di solito acqua, a una soluzione per aumentarne il volume e abbassarne la concentrazione. Poiché la quantità di soluto disciolto resta invariata, la concentrazione diminuisce esattamente in proporzione all'aumento di volume.
Soluto
È la sostanza disciolta all'interno di una soluzione. In una soluzione di acqua salata, per esempio, il soluto è il cloruro di sodio, ed è proprio sulla sua quantità che si basa il calcolo della concentrazione molare.
Solvente
È il liquido in cui il soluto viene disciolto. Quando il solvente è l'acqua si parla di soluzione acquosa, e nella maggior parte delle diluizioni di laboratorio è proprio l'acqua a fungere da solvente.
Soluzione madre (stock)
È la soluzione concentrata di partenza, prima di essere diluita. In laboratorio è comune preparare in anticipo una soluzione madre molto concentrata, per motivi di conservazione e trasporto, e diluirla fino alla concentrazione desiderata solo al momento dell'uso.
Costante di Avogadro
È la costante che mette in relazione la quantità di sostanza, espressa in moli, con il numero di particelle corrispondenti: circa 6,022 × 10²³ particelle per ogni mole. È proprio grazie a questa costante che il concetto di concentrazione molare permette di esprimere le quantità di materia in termini numerici.

Domande frequenti

Si usa nei calcoli di diluizione, cioè quando si parte da una soluzione a una data concentrazione per ottenerne una più diluita. Si fonda sul principio che la quantità di soluto, espressa in moli, non cambia fra prima e dopo la diluizione.

Diluendo, la quantità di soluto resta invariata mentre il volume aumenta, quindi la concentrazione in moli al litro diminuisce nella stessa proporzione. Raddoppiando il volume, per esempio, la concentrazione si dimezza.

No. La concentrazione molare esprime le moli di soluto contenute in un litro di soluzione, mentre la percentuale in massa esprime il rapporto fra la massa del soluto e quella complessiva della soluzione. Per convertire l'una nell'altra serve la densità della soluzione.

Sì: la concentrazione molare si ottiene dividendo le moli di soluto per il volume della soluzione in litri. Se non conoscete le moli, dovrete prima convertire la massa in moli usando la massa molare.
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A proposito — l'origine della concentrazione molare

La concentrazione molare, misurata in moli al litro e indicata talvolta con la lettera M, è stata resa possibile dalla costante di Avogadro, circa 6,022 × 10²³, il ponte che permette di contare la quantità di materia in numero di particelle e che prende nome dal fisico italiano Amedeo Avogadro. Prima si potevano esprimere le concentrazioni solo in rapporti di massa, e trattare le relazioni quantitative delle reazioni, cioè la stechiometria, era molto laborioso.

Con la concentrazione molare i chimici hanno potuto descrivere le reazioni con una misura unitaria: non più «quanti grammi di sostanza sono disciolti», ma «quante moli». Unita al fatto che i coefficienti di un'equazione chimica esprimono direttamente rapporti fra quantità di sostanza, questa scelta è tuttora la base della chimica analitica quantitativa, a partire dalle titolazioni.

Il matraccio tarato usato in laboratorio per le diluizioni è uno strumento di vetro progettato per misurare con precisione un determinato volume a una data temperatura, di solito venti gradi. Poiché sia il vetro sia i liquidi variano leggermente di volume con la temperatura, nei laboratori di analisi di precisione anche il controllo della temperatura ambiente è considerato un fattore che incide sull'accuratezza della diluizione.