Calcolatore di lavoro ed energia (lavoro, energia cinetica e potenziale)
Permette di passare da una formula all'altra e calcolare il lavoro (W = Fd), l'energia cinetica (Ec = ½mv²) e l'energia potenziale gravitazionale (Ep = mgh).
Calcolare lavoro ed energia
Il lavoro, in fisica, è la quantità di energia che una forza trasferisce a un corpo mentre lo sposta. La formula è W = Fd e vale quando la forza agisce nella direzione del moto. Tenere fermo un borsone pesante affatica le braccia eppure nulla si muove: fisicamente non si compie alcun lavoro. Questo scarto con l'intuizione quotidiana è di solito il primo inciampo di chi comincia.
L'energia si presenta in una forma dovuta al moto — energia cinetica, KE = ½mv² — e in una dovuta alla posizione — energia potenziale, PE = mgh. Che l'energia cinetica vada con il quadrato della velocità pesa molto: raddoppiando la velocità l'energia quadruplica. È il motivo per cui lo spazio di frenata cresce con il quadrato della velocità. Questo strumento alterna le tre formule e le consente di scegliere quale grandezza ricavare, così ottiene l'incognita senza riordinare nulla a mano.
Come calcolare
- Scelga la formula Selezioni lavoro, energia cinetica o energia potenziale.
- Scelga la grandezza da ricavare Può procedere in entrambi i sensi, per esempio risalendo alla velocità da un'energia cinetica.
- Inserisca i valori noti Massa in chilogrammi, distanza e altezza in metri, velocità in metri al secondo, forza in newton.
- Legga il risultato Tanto l'energia quanto il lavoro sono espressi in joule.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- I pulsanti in alto permettono di passare fra le tre formule: lavoro, energia cinetica ed energia potenziale. Per ciascuna, scegliendo il valore da calcolare compaiono i campi per gli altri due.
- La formula del lavoro vale quando la direzione della forza coincide con quella dello spostamento. Se differiscono, occorre usare la componente della forza lungo lo spostamento, cioè la forza moltiplicata per il coseno dell'angolo.
- L'energia cinetica è proporzionale al quadrato della velocità: raddoppiando la velocità l'energia quadruplica. È una relazione importante anche nel calcolo dello spazio di frenata di un veicolo.
- L'energia potenziale è una grandezza relativa: il suo valore dipende da dove si fissa l'altezza di riferimento. Questo strumento adotta il calcolo standard, con il livello del suolo come riferimento.
Quando torna utile
Compiti di fisica ed esercitazioni d'esame
Inserisca i valori e verifichi di non aver ricavato male la formula.
Stimare il pericolo di una caduta
Calcoli all'incirca quanta energia porta un oggetto che cade da una certa altezza, partendo da quell'altezza e dalla sua massa.
Capire il legame fra velocità e urto
Confrontare energie cinetiche a velocità diverse rende tangibile in cifre la relazione quadratica.
Trovare il lavoro necessario a sollevare
Stabilisca l'energia minima occorrente per portare un carico a una data altezza.
I termini della meccanica spiegati
- Lavoro (W)
- L'energia che una forza trasferisce a un corpo. Quando la forza è perpendicolare al moto, il lavoro è nullo.
- Energia cinetica (KE)
- L'energia che un corpo in moto porta con sé, data da ½mv². È proporzionale al quadrato della velocità.
- Energia potenziale (PE)
- L'energia immagazzinata in virtù dell'altezza, data da mgh. Il suo valore dipende da dove si colloca l'altezza di riferimento.
- Joule (J)
- L'unità di energia e di lavoro. Un joule è il lavoro compiuto spostando qualcosa di un metro contro un newton.
- Accelerazione di gravità (g)
- Circa 9,8 metri al secondo quadrato alla superficie terrestre, impiegata nel calcolo dell'energia potenziale.
- Conservazione dell'energia meccanica
- Il principio per cui, in assenza di attrito e simili, la somma di energia cinetica e potenziale resta costante.
Domande frequenti
A proposito — quando è nato il concetto di energia
Il concetto unitario di energia, che oggi usiamo con naturalezza, si è affermato nella scienza soltanto nell'Ottocento. In precedenza, nell'epoca della meccanica newtoniana, si ragionava di forze e di moti, ma occorsero molti anni perché energia cinetica ed energia potenziale venissero trattate come manifestazioni di una stessa grandezza e perché se ne formulasse con chiarezza la conservazione.
Verso la metà dell'Ottocento James Prescott Joule, da cui prende nome l'unità di misura, dimostrò con esperimenti di grande precisione che lavoro meccanico e calore sono convertibili l'uno nell'altro, contribuendo in modo decisivo alla formulazione del principio di conservazione dell'energia, cioè del primo principio della termodinamica. I suoi esperimenti erano pazienti e minuziosi: la caduta di alcuni pesi metteva in movimento un agitatore immerso nell'acqua e si misurava il lievissimo aumento di temperatura.
L'idea che fenomeni così diversi — energia cinetica e potenziale, calore, elettricità, energia chimica — si convertano e si conservino sotto un'unica grandezza è diventata la base di ogni ramo della fisica, della chimica e dell'ingegneria. Anche le centrali elettriche di oggi, che trasformano energia potenziale in cinetica e poi in elettrica, e i motori delle automobili, che convertono energia chimica in calore e poi in movimento, poggiano interamente su questo concetto di conversione dell'energia.