Timer pomodoro
Un timer dedicato alla tecnica del pomodoro, che alterna venticinque minuti di lavoro e cinque di pausa. Durata del lavoro, delle pause e numero di cicli prima della pausa lunga sono tutti liberamente impostabili; il passaggio da una fase all'altra è segnalato con un suono, con l'indicazione a schermo e con l'avanzamento automatico.
Per un conto alla rovescia singolo è disponibile anche il nostro semplice timer.
Un timer per la tecnica del pomodoro
La tecnica del pomodoro è un modo di governare il tempo che tiene desta l'attenzione alternando brevi tratti di lavoro e pause. Questo strumento vi lascia fissare la durata del tratto di lavoro, della pausa breve e di quella lunga, nonché quanti cicli precedano una pausa lunga, e annuncia ogni cambio di fase con un suono e sullo schermo. Potete anche lasciarlo procedere da sé.
La cifra di venticinque minuti non è ciò di cui la tecnica tratta davvero. Si dà il caso che fosse l'intervallo che il suo ideatore, Francesco Cirillo, ritagliava su un timer da cucina, e nulla vieta di adattarla a quanto regge la vostra attenzione. Più vicina al nocciolo sta la regola per cui un tratto interrotto a metà non conta. È proprio quel confine a render visibile quanto tempo senza interruzioni riusciate davvero ad assicurarvi. Usare il solo timer accogliendo ogni interruzione così come arriva vi frutterà soltanto più suddivisioni, non più raccoglimento.
Come si usa
- Fissate le durate di lavoro e pausa Provate con venticinque e cinque per cominciare, e adattatele a quanto regge la vostra attenzione se non vi si confanno.
- Fissate i cicli che precedono una pausa lunga Prendere una pausa più lunga ogni quattro cicli è l'assetto consueto.
- Decidete se procede da sé Porlo in manuale vi lascia, a ogni suddivisione, il giudizio su quando proseguire.
- Non contate un tratto interrotto Questo è il nocciolo della tecnica. Annotate l'interruzione e valutate se sia evitabile la volta seguente.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- L'impostazione iniziale — venticinque minuti di lavoro, cinque di pausa breve, quindici di pausa lunga e quattro cicli — è quella classica della tecnica del pomodoro, ma potete modificarla liberamente nel pannello prima di cominciare.
- Disattivando il passaggio automatico dovrete premere voi il pulsante a ogni cambio fra lavoro e pausa: è la modalità per chi preferisce decidere di persona il momento del passaggio.
- Dopo quattro cicli di lavoro si passa automaticamente alla pausa lunga. Il numero di pomodori mostrati permette di vedere a colpo d'occhio quanto manca.
- Il conteggio prosegue anche con la scheda in secondo piano e, al termine di una fase, il titolo della scheda lampeggia per farvene accorgere.
- Ricaricando la pagina il conteggio e l'avanzamento dei cicli si azzerano: durante una sessione lunga evitate di chiudere o ricaricare la scheda.
Quando torna utile
Nel mettersi a un lavoro lungo
Il lavoro cui non ci si riesce a mettere si comincia assai meglio una volta posto come «solo venticinque minuti».
Nello stimare quanto riuscite a fare
Contare quanti tratti portate a termine in un giorno vi dà appiglio per la stima seguente.
Nel ricordarsi di fare pause
Assorti nel lavoro si tende a saltarle, e le suddivisioni fanno da promemoria.
Nel darsi un ritmo lavorando da casa
Là dove inizio e fine della giornata si confondono facilmente, le suddivisioni offrono un appiglio.
Termini del pomodoro
- Pomodoro
- Un tratto di lavoro. La parola viene dal timer da cucina a forma di pomodoro di cui si serviva il suo ideatore.
- Pausa breve
- La pausa presa dopo ciascun tratto. Da tre a cinque minuti ne è la misura, e alzarsi a muoversi è tenuto per giovevole.
- Pausa lunga
- La pausa più ampia presa ogni pochi cicli, con quindici-trenta minuti per misura.
- Interruzione
- Ogni rottura del lavoro a metà di un tratto. Annotare a parte quelle che nascono dentro e quelle che giungono da fuori rende più facile porvi rimedio.
- Ciclo
- Il numero di tratti ripetuti prima di una pausa lunga, che di solito si prende pari a quattro.
- Avanzamento automatico
- L'impostazione che passa da sé alla fase seguente. Portarla in manuale lascia spazio per tirare il fiato prima del cambio.
Domande frequenti
A proposito — perché venticinque minuti: l'origine della tecnica del pomodoro
La tecnica del pomodoro è un metodo di gestione del tempo ideato verso la fine degli anni Ottanta da Francesco Cirillo, allora studente. Il nome viene dal timer da cucina a forma di pomodoro che usava mentre studiava. Ripetere cicli di venticinque minuti concentrati su un solo compito seguiti da cinque di pausa, considerati un'unità, si è diffuso come metodo per mantenere la concentrazione senza accumulare stanchezza.
Ci si chiede spesso perché proprio venticinque minuti. Nel suo libro Cirillo racconta di aver provato durate di dieci, trenta e quarantacinque minuti e di aver trovato in venticinque il miglior equilibrio fra la tensione del «manca poco» e la tenuta della concentrazione. Non c'è dunque un fondamento fisiologico rigoroso: è un valore ricavato dall'esperienza, cosa che si sa meno di quanto si creda.
Questo timer propone come valori predefiniti i canonici venticinque, cinque e quindici minuti, ma consente di modificare ogni voce secondo il tipo di lavoro e la propria capacità di concentrazione. Secondo alcune ricerche la durata della concentrazione varia molto da persona a persona, e per attività immersive come il montaggio video o la programmazione possono risultare più adatti cicli di quaranta o cinquanta minuti.
La pausa lunga che arriva ogni quattro cicli ha un significato che va oltre il semplice riposo. Se la pausa breve di cinque minuti serve a sciogliere la tensione nervosa, quella lunga di una quindicina di minuti è pensata per rimettere in movimento corpo e mente: alzarsi, camminare, bere. Si dice che la qualità della pausa determini la concentrazione del ciclo successivo.