Timer pomodoro

Un timer dedicato alla tecnica del pomodoro, che alterna venticinque minuti di lavoro e cinque di pausa. Durata del lavoro, delle pause e numero di cicli prima della pausa lunga sono tutti liberamente impostabili; il passaggio da una fase all'altra è segnalato con un suono, con l'indicazione a schermo e con l'avanzamento automatico.

Per un conto alla rovescia singolo è disponibile anche il nostro semplice timer.

Consigli per l'uso

  • L'impostazione iniziale — venticinque minuti di lavoro, cinque di pausa breve, quindici di pausa lunga e quattro cicli — è quella classica della tecnica del pomodoro, ma potete modificarla liberamente nel pannello prima di cominciare.
  • Disattivando il passaggio automatico dovrete premere voi il pulsante a ogni cambio fra lavoro e pausa: è la modalità per chi preferisce decidere di persona il momento del passaggio.
  • Dopo quattro cicli di lavoro si passa automaticamente alla pausa lunga. Il numero di pomodori mostrati permette di vedere a colpo d'occhio quanto manca.
  • Il conteggio prosegue anche con la scheda in secondo piano e, al termine di una fase, il titolo della scheda lampeggia per farvene accorgere.
  • Ricaricando la pagina il conteggio e l'avanzamento dei cicli si azzerano: durante una sessione lunga evitate di chiudere o ricaricare la scheda.

Domande frequenti

Si chiama «un pomodoro» il ciclo formato da un periodo di lavoro e dalla pausa breve che lo segue. Con i valori standard corrisponde a trenta minuti in tutto, venticinque di lavoro più cinque di pausa; dopo quattro ripetizioni si inserisce la pausa lunga.

Sì: nel pannello di impostazione, prima di cominciare, potete modificare liberamente i minuti di lavoro, di pausa breve e di pausa lunga e il numero di cicli prima della pausa lunga. Non è obbligatorio attenersi ai canonici venticinque, cinque, quindici e quattro.

No: per impostazione predefinita, alla fine del lavoro o della pausa si passa automaticamente alla fase successiva. Togliendo la spunta al passaggio automatico si attiva la modalità manuale, che attende finché non premete voi il pulsante.

Per una misurazione singola, senza gestione dei cicli, è comodo il nostro strumento «timer»: un semplice conto alla rovescia in cui indicare liberamente ore, minuti e secondi.

Sia il tempo trascorso sia l'avanzamento dei cicli si azzerano. Poiché le impostazioni non vengono salvate, durante una sessione lunga conviene lasciare la scheda aperta.
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A proposito — perché venticinque minuti: l'origine della tecnica del pomodoro

La tecnica del pomodoro è un metodo di gestione del tempo ideato verso la fine degli anni Ottanta da Francesco Cirillo, allora studente. Il nome viene dal timer da cucina a forma di pomodoro che usava mentre studiava. Ripetere cicli di venticinque minuti concentrati su un solo compito seguiti da cinque di pausa, considerati un'unità, si è diffuso come metodo per mantenere la concentrazione senza accumulare stanchezza.

Ci si chiede spesso perché proprio venticinque minuti. Nel suo libro Cirillo racconta di aver provato durate di dieci, trenta e quarantacinque minuti e di aver trovato in venticinque il miglior equilibrio fra la tensione del «manca poco» e la tenuta della concentrazione. Non c'è dunque un fondamento fisiologico rigoroso: è un valore ricavato dall'esperienza, cosa che si sa meno di quanto si creda.

Questo timer propone come valori predefiniti i canonici venticinque, cinque e quindici minuti, ma consente di modificare ogni voce secondo il tipo di lavoro e la propria capacità di concentrazione. Secondo alcune ricerche la durata della concentrazione varia molto da persona a persona, e per attività immersive come il montaggio video o la programmazione possono risultare più adatti cicli di quaranta o cinquanta minuti.

La pausa lunga che arriva ogni quattro cicli ha un significato che va oltre il semplice riposo. Se la pausa breve di cinque minuti serve a sciogliere la tensione nervosa, quella lunga di una quindicina di minuti è pensata per rimettere in movimento corpo e mente: alzarsi, camminare, bere. Si dice che la qualità della pausa determini la concentrazione del ciclo successivo.