Test dei riflessi — Misura il tempo di reazione in millisecondi
Test dei riflessi gratuito. Faccia clic nell'istante in cui il riquadro diventa verde e veda il suo tempo di reazione in millisecondi, con il record, la mediana e la costanza su cinque tentativi. Tre modalità: visiva, Go/No-Go e sonora. Senza registrazione; i record restano nel browser.
Tempi di reazione di riferimento (visiva)
Valori di riferimento comunemente citati per una reazione semplice a un cambio di colore. Confrontare la propria mediana è il modo più semplice per collocarsi.
| Tempo di reazione | Valutazione | Riferimento |
|---|---|---|
| Sotto i 180 ms | Eccezionale | Il livello riportato per i giocatori di esport e i piloti di F1. Pochissimi lo tengono con costanza. |
| 180–219 ms | Molto rapido | Frequente fra chi gioca regolarmente a giochi d'azione. |
| 220–269 ms | Rapido | Un po' più rapido della media: più o meno dove si arriva con la massima concentrazione. |
| 270–339 ms | Nella media | Considerato l'intervallo in cui si colloca la maggior parte degli adulti. |
| 340 ms e oltre | Lento | Sonnolenza, stanchezza o uno schermo lento bastano da soli a portarla qui. |
Queste fasce sono riferimenti approssimativi tratti da valori di uso comune, non uno standard statistico ufficiale né un criterio medico. Non usi la sua velocità di reazione per valutare il suo stato di salute.
Consigli per migliorare il risultato
- Guardi la mediana anziché la media. Un solo tentativo lento su cinque peggiora la media di decine di millisecondi e muove appena la mediana, che è molto più vicina alla sua capacità stabile.
- Minore è la deviazione standard, meglio è. Due persone con lo stesso record possono differire molto in costanza: chi ha più dispersione ha avuto tentativi in cui l'attenzione è calata. La stanchezza si vede prima qui.
- Alcuni sono più rapidi con la barra spaziatrice che con il clic del mouse, perché corsa e movimento del dito sono diversi. Quale conviene dipende dall'hardware: mantenga le condizioni fisse quando confronta.
- I monitor esterni possono essere in ritardo rispetto al pannello integrato di un portatile. La stessa persona può spostarsi di decine di millisecondi cambiando schermo o cavo, quindi conservi i record su una sola configurazione.
- Il Go/No-Go è sempre più lento di una reazione semplice, ed è normale. Il tempo in più è la decisione stessa. Valuti questa modalità dai pochi errori commessi, non dalla velocità.
Domande frequenti
Curiosità — La misura del tempo di reazione nacque dall'«equazione personale» degli astronomi
Il tempo di reazione cominciò a essere studiato seriamente non in psicologia, ma in astronomia. Negli osservatori dell'Ottocento un astronomo guardava una stella attraversare la linea di riferimento del telescopio e annotava l'istante contando i secondi a orecchio. Eppure la stessa stella, vista con lo stesso strumento, dava tempi leggermente diversi a seconda di chi osservava. Negli anni Venti dell'Ottocento l'astronomo di Königsberg Friedrich Bessel documentò la cosa con cura e mostrò che ciascun osservatore era in anticipo o in ritardo di una quantità propria e costante. Quella correzione fu chiamata equazione personale.
All'inizio era soltanto un fastidio, un errore da sottrarre. Nella seconda metà del secolo, però, l'errore stesso divenne l'oggetto di studio. Se il lavoro mentale richiede un tempo misurabile, si può cronometrare: il fisiologo olandese Franciscus Donders cercò di isolare l'atto del decidere variando quanti segnali l'osservatore doveva distinguere. Sottraendo la reazione semplice da quella con discriminazione, ragionava, resta il tempo speso a giudicare. La modalità Go/No-Go di questo strumento eredita direttamente quella sottrazione.
Oggi la misura plasma silenziosamente la vita quotidiana. Il calcolo dello spazio di arresto di un'auto riserva circa 0,75 secondi di «spazio di reazione» fra l'accorgersi di un pericolo e il toccare il freno, molto più dei 0,25 secondi di una reazione semplice, perché comprende il giudizio sul pericolo e lo spostamento del piede da un pedale all'altro. Il tempo di reazione sembra una questione di millisecondi, ma a 60 km/h un secondo la porta avanti di circa 17 metri.
La parte scomoda non è mai stata davvero risolta: il valore comprende sempre l'apparato. Ai tempi di Bessel l'apparato era una persona che contava i secondi a voce alta; in un browser sono il ciclo di aggiornamento dello schermo e il dispositivo di input. Come gli astronomi dell'Ottocento correggevano le abitudini di ogni osservatore, anche noi ricorriamo allo stesso rimedio semplice: continuare a misurare sulla stessa configurazione.