Calcolo del rimborso per le spese mediche elevate

Basta indicare la fascia di reddito e la spesa medica di un mese per calcolare automaticamente il massimale a proprio carico previsto dal regime giapponese per le spese mediche elevate e l'importo effettivamente rimborsato. Il calcolo segue la formula pubblica comune all'assicurazione sanitaria dei dipendenti e a quella nazionale.

Consigli

  • Ottenendo in anticipo l'apposito certificato di applicazione del massimale, il pagamento allo sportello si limita al massimale stesso e non occorre attendere la domanda e il rimborso.
  • Usando la tessera sanitaria collegata al numero identificativo personale, il pagamento allo sportello è automaticamente contenuto entro il massimale anche senza quel certificato.
  • La domanda di rimborso si prescrive in linea di principio in due anni: se avete trascurato spese mediche passate, rivolgetevi quanto prima al vostro ente assicurativo.
  • La detrazione per spese mediche nella dichiarazione dei redditi riguarda l'onere effettivo, al netto di quanto rimborsato: usando entrambi i regimi, attenzione all'ordine dei calcoli.

Domande frequenti

Il rimborso è una prestazione assicurativa che restituisce l'eccedenza attraverso l'assicurazione sanitaria; la detrazione è un'agevolazione fiscale che riduce l'imposta sui redditi in sede di dichiarazione. Poiché la base della detrazione si calcola al netto di quanto rimborsato, chiedendo entrambe occorre determinare prima l'importo del rimborso.

È il meccanismo che consente di sommare le quote a carico pagate in un mese dai componenti dello stesso nucleo iscritti alla medesima assicurazione e di ottenere il rimborso dell'eccedenza rispetto al massimale. Questo strumento, offrendo una stima per una sola persona e un solo istituto, non lo prevede.

È il meccanismo per cui, avendo già beneficiato del rimborso almeno tre volte nei dodici mesi precedenti, dalla quarta il massimale si riduce ulteriormente. Lo strumento non lo considera: se ritenete di rientrarvi, rivolgetevi al vostro ente assicurativo.

No. Il regime riguarda le sole prestazioni coperte dall'assicurazione, come cure e farmaci: la quota a carico per i pasti in degenza, il supplemento per la camera singola e i compensi per le tecniche mediche avanzate non coperte ne restano esclusi.
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A proposito — perché il massimale è dato da una quota fissa più l'uno per cento

Che il massimale non sia una cifra fissa ma la somma di una quota fissa e dell'uno per cento dell'eccedenza rispetto a una soglia risponde a un'esigenza di equilibrio: contenere entro certi limiti l'impatto sui conti dell'assicurazione anche quando le spese mediche crescono senza limiti, moderando al tempo stesso l'aumento dell'onere per il paziente. Per quanto la spesa cresca, la quota a carico aumenta soltanto dell'uno per cento: chi riceve cure costosissime, come trattamenti avanzati o lunghe degenze, sopporta dunque un'aliquota effettiva più bassa.

Le cinque fasce di reddito assicurano l'equità in base alla capacità contributiva. Con la riforma del gennaio 2015 le fasce per gli under settanta passarono da tre a cinque: si innalzò il massimale per i redditi elevati e si accrebbe la tutela per quelli bassi. La riforma mirava a conciliare, nel contesto dell'invecchiamento e della crescita della spesa sanitaria, la sostenibilità dei conti e la redistribuzione del reddito.

Il certificato di applicazione del massimale nacque perché in passato il rimborso funzionava soltanto a posteriori: si pagava l'intero importo allo sportello e si chiedeva poi la differenza. Dover anticipare centinaia di migliaia di yen per un intervento o una degenza divenne un problema sociale. Con quel certificato, e oggi con la tessera sanitaria collegata al numero identificativo personale, il pagamento allo sportello si limita al massimale e l'onere finanziario immediato per il paziente si è molto ridotto.