Calcolo della deduzione giapponese per spese mediche
Indicando le spese mediche pagate nell'anno, i rimborsi assicurativi e il reddito complessivo, calcola automaticamente la deduzione per spese mediche utilizzabile in dichiarazione e il rimborso previsto sull'imposta sui redditi e su quella locale. Segue la formula ufficiale dell'articolo 73 della legge giapponese sull'imposta sui redditi.
Consigli
- Rientrano nella deduzione anche le spese di trasporto per visite e ricoveri, nella misura effettivamente sostenuta con i mezzi pubblici. Il taxi vi rientra soltanto quando i mezzi pubblici non siano utilizzabili, per esempio in caso di urgenza.
- Si possono sommare le spese dei familiari conviventi a carico dello stesso bilancio, quali il coniuge e i parenti mantenuti: raccogliere le ricevute di tutto il nucleo aiuta a massimizzare la deduzione.
- Presentando la dichiarazione per via telematica si può omettere la consegna delle ricevute e sfruttare i dati della comunicazione sulle spese mediche inviata dall'ente assicurativo, riducendo il lavoro di compilazione del prospetto.
- Restano in linea di principio esclusi i trattamenti a scopo estetico, gli integratori per il benessere e le visite di controllo generale quando non emergano anomalie: il criterio è la finalità di cura.
Domande frequenti
A proposito — perché esistono due criteri, i centomila yen e il cinque per cento del reddito
Che la franchigia non sia sempre di 100.000 yen ma diventi il cinque per cento del reddito quando questo è inferiore a due milioni risponde a un'esigenza di equità, che tiene conto della diversa capacità contributiva. Con una franchigia unica di 100.000 yen, quel valore peserebbe in modo relativamente maggiore sui nuclei a reddito basso, i quali difficilmente riuscirebbero a fruire dell'agevolazione. Il criterio del cinque per cento fa sì che anche a reddito basso la deduzione operi già a partire da spese mediche minori, avvicinando all'equità l'effettivo alleggerimento dell'onere.
Il confine tracciato dalla finalità di cura dipende dal fatto che le deduzioni fiscali mirano in origine a considerare la riduzione della capacità contributiva, cioè il fatto che spese inevitabili per malattia o infortunio ne abbassino il livello. La chirurgia estetica e gli integratori per il benessere sono spese liberamente scelte e non riducono quella capacità: pur riguardando anch'esse il corpo, restano perciò fuori dalla deduzione. Ogni anno questo confine è fra i temi su cui gli uffici delle imposte ricevono più richieste di chiarimento.
Dalla dichiarazione relativa all'anno 2017 la consegna e l'esibizione delle ricevute non sono più in linea di principio richieste, ed è divenuta obbligatoria in loro vece la presentazione del prospetto della deduzione. La modifica accompagnava la diffusione della dichiarazione telematica e l'introduzione del numero identificativo personale, con l'intento di semplificare gli adempimenti sfruttando i dati della comunicazione sulle spese mediche emessa dalle casse mutue. Resta però l'obbligo di conservare le ricevute per cinque anni: poiché possono esserne richieste in sede di verifica, non vanno gettate nemmeno dopo aver compilato il prospetto.