Calcolatore di concentrazione molare e diluizioni (C1V1 = C2V2)
Con la formula della diluizione C1V1 = C2V2 potete ricavare una qualsiasi fra concentrazioni e volumi prima e dopo la diluizione a partire dagli altri tre valori.
Consigli per l'uso
- Scegliendo il valore da calcolare compaiono i campi per gli altri tre: inserite i valori già fissati dal vostro esperimento.
- I volumi si intendono in millilitri e le concentrazioni in moli al litro. Se disponete di valori in altre unità, per esempio in litri, convertiteli prima di inserirli.
- Quando si mescolano soluzioni conviene seguire la regola di aggiungere l'acido all'acqua: versate il concentrato in poco solvente e poi aggiungete il resto del solvente.
- Per diluizioni accurate usate strumenti con graduazioni precise, come pipette e matracci tarati.
Domande frequenti
A proposito — l'origine della concentrazione molare
La concentrazione molare, misurata in moli al litro e indicata talvolta con la lettera M, è stata resa possibile dalla costante di Avogadro, circa 6,022 × 10²³, il ponte che permette di contare la quantità di materia in numero di particelle e che prende nome dal fisico italiano Amedeo Avogadro. Prima si potevano esprimere le concentrazioni solo in rapporti di massa, e trattare le relazioni quantitative delle reazioni, cioè la stechiometria, era molto laborioso.
Con la concentrazione molare i chimici hanno potuto descrivere le reazioni con una misura unitaria: non più «quanti grammi di sostanza sono disciolti», ma «quante moli». Unita al fatto che i coefficienti di un'equazione chimica esprimono direttamente rapporti fra quantità di sostanza, questa scelta è tuttora la base della chimica analitica quantitativa, a partire dalle titolazioni.
Il matraccio tarato usato in laboratorio per le diluizioni è uno strumento di vetro progettato per misurare con precisione un determinato volume a una data temperatura, di solito venti gradi. Poiché sia il vetro sia i liquidi variano leggermente di volume con la temperatura, nei laboratori di analisi di precisione anche il controllo della temperatura ambiente è considerato un fattore che incide sull'accuratezza della diluizione.