Calcolo delle soglie di reddito giapponesi (1,03 / 1,06 / 1,3 / 1,5 milioni di yen)

Simulatore gratuito che, indicando il solo reddito annuo, mostra con un grafico come cambi il netto superando le cosiddette soglie di reddito giapponesi di 1,03 o 1,23, 1,06, 1,3 e 1,5 milioni di yen. Tiene conto della riforma fiscale del 2025 e delle modifiche previste per l'ottobre 2026.

Le quattro soglie di reddito in sintesi

Che cosa cambia oltre ciascun importo, per quale ragione e a chi si applica.

Soglia Importo Che cosa accade A chi si applica
Soglia di 1,03 e 1,23 milioni di yen (imposta sui redditi e detrazione per coniuge a carico) 1,03 milioni di yen (fino all'anno 2024) e 1,23 milioni (dall'anno 2025) L'interessato inizia a pagare l'imposta sui redditi e il coniuge perde il diritto alla detrazione piena per coniuge a carico. Con la riforma fiscale del 2025 la soglia complessiva data dalla deduzione di base e da quella per redditi da lavoro dipendente è stata innalzata, e dall'anno 2025 il riferimento è 1,23 milioni di yen. Chi lavora a tempo parziale e vuole restare fiscalmente a carico del coniuge o di un genitore
Soglia di 1,06 milioni di yen (previdenza) 1,06 milioni di yen Nelle imprese con almeno 51 dipendenti, superando 1,06 milioni di yen l'anno (con almeno venti ore settimanali e una retribuzione mensile di almeno 88.000 yen) si esce dallo stato di familiare a carico e nascono contributi previdenziali propri. Con la riforma prevista per l'ottobre 2026 questo criterio reddituale dovrebbe essere abolito, lasciando come unico riferimento le venti ore settimanali di lavoro. Chi lavora a tempo parziale in imprese con almeno 51 dipendenti
Soglia di 1,3 milioni di yen (previdenza) 1,3 milioni di yen Lavorando in un'impresa non soggetta alla regola del milione e sessantamila yen, superando 1,3 milioni di yen l'anno si esce dallo stato di familiare a carico e occorre versare di tasca propria i contributi sanitari e pensionistici. Mancando l'attenuazione graduale prevista per la soglia precedente, la caduta del netto tende a essere più marcata. Chi lavora a tempo parziale in imprese con non più di 50 dipendenti e simili
Soglia di 1,5 milioni di yen (detrazione speciale per coniuge a carico) 1,5 milioni di yen Oltre questa cifra la detrazione speciale per coniuge a carico comincia a ridursi gradualmente. Non è un dirupo come le soglie di 1,06 e 1,3 milioni, ma una diminuzione progressiva, e per di più incide non sul vostro netto bensì sull'imposta dovuta dal coniuge. I nuclei interessati all'imposta dovuta dal coniuge, attraverso la detrazione speciale per coniuge a carico

Fonte: documenti pubblicati dall'amministrazione finanziaria giapponese sulle aliquote dell'imposta sui redditi e sulle detrazioni per coniuge a carico, nonché dal ministero della salute, del lavoro e delle politiche sociali sull'estensione dell'assicurazione sanitaria e pensionistica ai lavoratori a orario ridotto (dati aggiornati a luglio 2026).

Consigli

  • Con la riforma fiscale del 2025 la soglia di 1,03 milioni di yen è diventata di 1,23 milioni. In rete circolano ancora molte informazioni ferme al vecchio importo: dall'anno 2025 il riferimento è 1,23 milioni.
  • Per la soglia di 1,06 milioni di yen si prevede che nell'ottobre 2026 venga abolito il criterio reddituale stesso. Da allora l'iscrizione dipenderà soltanto dal lavorare o meno almeno venti ore alla settimana, e regolare il reddito annuo non avrà più senso.
  • La regola del milione e sessantamila yen riguarda soprattutto le imprese con almeno 51 dipendenti: a seconda delle dimensioni del datore di lavoro, la soglia previdenziale che vi riguarda è dunque quella di 1,06 oppure quella di 1,3 milioni.
  • Le soglie di 1,06 e 1,3 milioni sono veri e propri dirupi: i contributi non gravano soltanto sulla parte eccedente ma sull'intero reddito annuo. Superandole di poco, il netto può addirittura diminuire.
  • La soglia di 1,5 milioni incide sull'imposta del coniuge e non sul vostro netto: se il vostro obiettivo è massimizzare il proprio netto, conviene tenere d'occhio soprattutto quelle di 1,06 e 1,3 milioni.

Domande frequenti

Indicano la stessa soglia fiscale, ma riferita ad anni diversi. Fino all'anno 2024 era di 1,03 milioni; con la riforma fiscale del 2025 la somma della deduzione di base e di quella per redditi da lavoro dipendente è stata innalzata, e dall'anno 2025 il riferimento è 1,23 milioni di yen.

Con la riforma prevista per l'ottobre 2026 dovrebbe essere abolito il criterio reddituale stesso di 1,06 milioni, lasciando come unico riferimento il lavorare o meno almeno venti ore alla settimana.

Perché i contributi previdenziali non gravano soltanto sulla parte eccedente ma sull'intero reddito annuo. A 1,29 milioni non sono dovuti, ma appena si superano 1,3 milioni nasce un onere pari a circa il 15 per cento dell'intero reddito, e il netto può risultare inferiore a prima.

Quelle di 1,06 e 1,3 milioni sono dirupi in cui l'interessato inizia a versare contributi previdenziali; quella di 1,5 milioni è una riduzione graduale della detrazione speciale per coniuge a carico e per di più incide sull'imposta dovuta dal coniuge.

Dipende dal numero di dipendenti, in linea di principio almeno 51, e da requisiti quali l'orario settimanale concordato e la retribuzione mensile. Per una risposta certa rivolgetevi all'ufficio del personale o all'ente previdenziale competente.
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A proposito — perché le soglie sono così numerose

Si parla di soglie di reddito al singolare, ma in realtà si tratta di una denominazione comune nata dalla sovrapposizione di istituti diversi, con fondamenti normativi e amministrazioni competenti distinti: l'imposta sui redditi (da 1,03 a 1,23 milioni), la previdenza (1,06 e 1,3 milioni) e la detrazione speciale per coniuge a carico (1,5 milioni). La materia fiscale è di competenza dell'amministrazione finanziaria, quella previdenziale del ministero del lavoro e dell'ente pensionistico nazionale, e ciascun criterio è stato rivisto per ragioni e in momenti diversi: ecco perché gli importi restano disallineati.

L'innalzamento da 1,03 a 1,23 milioni deciso con la riforma fiscale del 2025 mirava ad adeguare alla realtà la deduzione di base e quella per redditi da lavoro dipendente, rimaste ferme a lungo nonostante l'aumento dei prezzi. La soglia di 1,06 milioni nasce invece da un obiettivo di politica del tutto diverso, l'estensione della previdenza ai lavoratori a orario ridotto per accrescere la loro pensione futura, e nell'ottobre 2026 si prevede un'ulteriore revisione che abolisca quel criterio reddituale a favore del solo orario di lavoro.

Il problema pratico più rilevante di questa pluralità di soglie è che l'effetto sul netto è del tutto diverso fra quelle fiscali e quelle previdenziali. L'imposta sui redditi colpisce soltanto la parte eccedente ed è quindi una salita dolce; la previdenza, nel momento stesso dell'iscrizione, fa gravare sull'intero reddito un onere di circa il quindici per cento, ed è quindi un dirupo. Se ne parla con la stessa parola, ma per l'economia domestica l'impatto delle soglie previdenziali di 1,06 e 1,3 milioni è incomparabilmente maggiore.

I valori di questo strumento sono una stima semplificata, utile a capire la forma degli istituti. I contributi reali variano per scaglioni secondo la retribuzione convenzionale mensile e per aliquote sanitarie diverse da prefettura a prefettura, e anche l'imposta cambia secondo le altre deduzioni, da quella per coniuge a carico a quella per contributi previdenziali. Prima di regolare il proprio lavoro in base alle soglie, verificate sempre i dati esatti e aggiornati presso l'ufficio paghe del datore di lavoro o l'ente previdenziale.