Confronto fra i regimi previdenziali per lavoratori autonomi in Giappone (fondo individuale, fondo pensione nazionale, mutualità delle piccole imprese)

Simulazione comparativa dei tre regimi di previdenza e liquidazione per liberi professionisti e lavoratori autonomi giapponesi — fondo pensione individuale a contribuzione definita, fondo pensione nazionale e mutualità delle piccole imprese — in termini di risparmio fiscale e di prestazione futura attesa.

Confronto fra i tre regimi

Le voci principali utili alla scelta: massimali dei versamenti, effetto fiscale, modalità di erogazione e altro.

Voce di confronto Fondo pensione individuale a contribuzione definita (iDeCo) Fondo pensione nazionale Mutualità delle piccole imprese
Massimale mensile dei versamenti 68.000 yen (massimale comune con il fondo pensione nazionale) 68.000 yen (massimale comune con il fondo pensione individuale) 70.000 yen (massimale autonomo rispetto agli altri due)
Effetto fiscale I versamenti sono interamente deducibili come contributi ai regimi di mutualità delle piccole imprese e affini. Anche i rendimenti sono esenti. I versamenti sono interamente deducibili come contributi previdenziali. I versamenti sono interamente deducibili come contributi ai regimi di mutualità delle piccole imprese e affini.
Modalità di erogazione Dai 60 anni, a scelta in capitale, in rendita o in forma mista (in linea di principio non è possibile riscattare prima dei 60 anni) Rendita vitalizia per la prima quota e rendita a termine dalla seconda in poi In un'unica soluzione o a rate al momento della cessazione dell'attività o del ritiro
Possibilità di recesso anticipato In linea di principio esclusa (non si può riscattare prima dei 60 anni) Il recesso volontario non è ammesso: si può solo ridurre la prestazione o sospendere fino all'erogazione Ammesso, ma il recesso volontario prima di 240 mesi comporta la perdita di parte del capitale
Chi può aderire Gli iscritti alla pensione nazionale, di prima, seconda e terza categoria, dai 20 ai 64 anni Gli iscritti di prima categoria alla pensione nazionale, quali lavoratori autonomi e liberi professionisti Titolari di ditte individuali e amministratori di piccole imprese, entro un limite di dipendenti
Ente gestore Federazione dei fondi pensione nazionali (la gestione finanziaria è scelta dall'aderente) Fondo pensione nazionale su base nazionale Organizzazione per lo sviluppo delle piccole e medie imprese

Fonte: sito ufficiale del fondo pensione individuale, fondo pensione nazionale su base nazionale e documenti pubblicati dall'Organizzazione per lo sviluppo delle piccole e medie imprese sulla mutualità delle piccole imprese (dati aggiornati a luglio 2026).

Consigli

  • Nel fondo pensione individuale i versamenti sono interamente deducibili e, in cambio dell'indisponibilità fino ai 60 anni, anche i rendimenti sono esenti: è un regime pensato specificamente per costruire la previdenza.
  • Il fondo pensione nazionale comprende una prima quota erogata come rendita vitalizia ed è quindi adatto a chi vuole rendere stabile il totale percepito in caso di lunga vita.
  • La mutualità delle piccole imprese è la liquidazione dell'imprenditore, percepibile in un'unica soluzione o a rate alla cessazione dell'attività, e consente anche prestiti a tasso agevolato entro l'ammontare versato.
  • Il fondo individuale e quello nazionale condividono il massimale di 68.000 yen mensili: aderendo a entrambi occorre ripartire l'importo.
  • Attivando l'opzione che applica lo stesso importo ai tre regimi, il confronto parte da un unico versamento mensile: è comodo per ragionare anzitutto sul totale da destinare.

Domande frequenti

Sì, ma i due regimi condividono un massimale di 68.000 yen mensili. Occorre quindi ripartire l'importo al momento dell'adesione, e non è possibile versare oltre quel limite.

Il recesso è possibile in caso di perdita dei requisiti o per scelta, ma recedendo volontariamente prima di venti anni, cioè 240 mesi di versamenti, la somma percepita risulta inferiore al totale versato.

Varia secondo l'andamento dei fondi comuni e degli altri strumenti scelti dall'aderente, con il rischio di scendere sotto il capitale versato. La prestazione indicata dallo strumento presuppone un rendimento fisso e non garantisce alcun risultato.

Non è necessario. Di norma li si combina in misura sostenibile, secondo la liquidità dell'attività e l'obiettivo perseguito: risparmio fiscale, reddito stabile per la vecchiaia o accantonamento di una liquidazione. Si può anche cominciare con importi modesti e aumentarli in seguito.
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A proposito — la liquidazione che il lavoratore autonomo si costruisce da sé

A differenza dei dipendenti, i liberi professionisti e i lavoratori autonomi non hanno la pensione dei dipendenti né una liquidazione, e devono perciò progettare da sé le risorse per la vecchiaia e per la chiusura dell'attività. Il fondo pensione individuale, quello nazionale e la mutualità delle piccole imprese sono le principali opzioni predisposte dallo Stato come forme di autotutela agevolate, in cui i versamenti sono interamente deducibili dal reddito.

Il fondo individuale e quello nazionale hanno la medesima funzione di integrazione della pensione nazionale, e per questo il totale dei versamenti condivide il massimale di 68.000 yen mensili. La mutualità delle piccole imprese è invece un istituto distinto, volto a costituire la liquidazione del titolare di ditta individuale, e consente di versare fino a 70.000 yen al mese in aggiunta: sfruttando appieno i tre regimi si arriva dunque a 138.000 yen mensili di somme deducibili.

Quale privilegiare dipende da quanto si tiene alla liquidità. La mutualità, avendo natura di liquidazione dell'imprenditore, offre la flessibilità di prestiti a tasso agevolato quando le risorse dell'attività scarseggiano; dal fondo individuale non si può invece prelevare nulla prima dei 60 anni. Nel decidere la ripartizione conviene guardare non al solo risparmio fiscale immediato, ma anche alla liquidità necessaria se l'attività non dovesse decollare.