Simulatore del nuovo conto giapponese esente per i piccoli investimenti (quota accumulo e quota crescita)
Indicando per ciascuna delle due quote — accumulo e crescita — l'importo investito e il rendimento atteso, simula il valore futuro tenendo conto del plafond esente a vita di 18 milioni di yen e il risparmio d'imposta rispetto a un conto ordinario.
Consigli
- Con la sola quota accumulo, esaurire i 18 milioni di plafond richiede quindici anni anche versando 100.000 yen al mese, cioè 1,2 milioni l'anno. Affiancando la quota crescita si accelera.
- Provate più volte cambiando il rendimento atteso e osservate sia lo scenario ottimistico sia quello prudente: aiuta a prepararsi al rischio.
- La differenza rispetto all'ipotesi di conto ordinario è il riferimento del vantaggio fiscale che il regime esente vi procura.
- I plafond annui — 1,2 milioni sulla quota accumulo e 2,4 sulla crescita — non si riportano all'anno successivo se inutilizzati. Investire con regolarità ogni anno è il modo per sfruttarli.
Domande frequenti
A proposito — l'origine del nome e le differenze fra vecchio e nuovo regime
Il nome giapponese del regime esente per i piccoli investimenti si forma anteponendo l'iniziale del paese alla sigla del conto di risparmio individuale introdotto nel Regno Unito nel 2008. Avviato in Giappone nel 2014 come regime nazionale di esenzione per i piccoli investimenti, è stato più volte riformato.
Il nuovo regime, in vigore dal 2024, ha soprattutto reso illimitato il periodo di esenzione, superando il vincolo del vecchio impianto, in cui esso durava cinque o vent'anni e alla scadenza costringeva a scegliere fra il trasferimento in un conto ordinario e la vendita. Inoltre, mentre prima si poteva scegliere una sola delle due formule, ora la quota accumulo e quella crescita sono utilizzabili insieme, e il plafond annuo dell'accumulo è salito a 1,2 milioni di yen, il triplo dei 400.000 del vecchio regime di accumulo.
Secondo le rilevazioni dell'autorità giapponese di vigilanza finanziaria, dopo l'avvio del nuovo regime i conti aperti e gli acquisti sono cresciuti molto rispetto al passato, segno che l'obiettivo di spostare risorse dal risparmio all'investimento sta in parte funzionando. Dietro il vantaggio dell'esenzione resta però sempre il rischio di perdere parte del capitale: nella costruzione di un patrimonio di lungo periodo conta più versare con continuità un importo adeguato alla propria tolleranza al rischio che affrettarsi a esaurire il plafond.