Calcolatore delle celebrazioni giapponesi della longevità
Basta inserire la data di nascita per calcolare in un colpo solo gli anni, nel calendario gregoriano e in quello delle ere giapponesi, in cui ricorrono le celebrazioni della longevità: kanreki (60 anni), koki (70), kiju (77), sanju (80), beiju (88), sotsuju (90) e hakuju (99).
Curiosità sulle celebrazioni della longevità
- Il kanreki nasce dal ciclo sessagesimale, che combinando i dieci tronchi celesti e i dodici rami terrestri si chiude in sessant'anni e riporta al segno dell'anno di nascita. Si usa donare un gilè e un copricapo di colore rosso perché il festeggiato «torna neonato» e rinasce.
- Il koki prende nome da un verso del poeta cinese Du Fu, di epoca Tang, secondo cui «da sempre è raro arrivare a settant'anni».
- Il beiju deve il nome al carattere del riso, che scomposto forma le cifre ottantotto; il sanju a quello dell'ombrello, la cui forma abbreviata ricorda l'ottanta. Sono denominazioni beneauguranti nate dalla forma dei caratteri.
- A seconda delle zone e delle famiglie, l'età di ciascuna celebrazione si calcola secondo il conteggio tradizionale, che considera un anno già alla nascita, oppure secondo l'età compiuta. Questo strumento usa l'età compiuta, sommando all'anno di nascita quello della celebrazione.
Domande frequenti
A proposito — i colori e l'origine delle celebrazioni della longevità
A ciascuna celebrazione giapponese della longevità corrisponde un colore: rosso per i sessant'anni; viola per i settanta, i settantasette e gli ottanta; oro o giallo per gli ottantotto; bianco o viola per i novanta; bianco per i novantanove. Il colore cambia con il crescere dell'età e a ciascuno si attribuisce un significato: allontanare il male oppure evocare nobiltà.
Gran parte di queste ricorrenze è legata alla cultura dei caratteri cinesi. Il kiju nasce dal fatto che il carattere della gioia, scritto in corsivo, ricorda le cifre settantasette; il sotsuju dalla forma abbreviata del carattere del diploma, che ricorda il novanta. Molte denominazioni derivano insomma da giochi visivi sui caratteri.
L'usanza di celebrare la longevità esisteva già in epoca Heian, quando si festeggiava ogni dieci anni a partire dai quaranta. Le denominazioni attuali — kanreki, koki, kiju — si sono affermate invece a partire dall'epoca Edo.