Calcolo delle date dei riti commemorativi buddhisti giapponesi
Basta inserire la data della morte per calcolare automaticamente le date dei riti commemorativi: settimo giorno, quarantanovesimo, primo anniversario e poi il terzo, il settimo, il tredicesimo, il diciassettesimo, il ventitreesimo e il trentatreesimo. Se la data cade in un giorno feriale, lo strumento indica anche il giorno in cui si usa anticipare la cerimonia.
Tipi di rito commemorativo e quando si celebrano
| Rito | Quando | In breve |
|---|---|---|
| Settimo giorno | Settimo giorno compresa la data della morte | È il giorno in cui, secondo la tradizione, l'anima del defunto raggiunge la riva del fiume che separa i mondi: è il primo rito celebrato dalla famiglia. Oggi è diffuso anticiparlo al giorno stesso del funerale. |
| Quarantanovesimo giorno | Quarantanovesimo giorno compresa la data della morte | È la tappa più importante, quella in cui si esce dal periodo di lutto stretto. In questa occasione molte famiglie sostituiscono la tavoletta provvisoria con quella definitiva e depongono le ceneri. |
| Primo anniversario | Un anno dalla morte | È il primo rito nel giorno anniversario della morte. Vi si invitano parenti e amici e si celebra spesso con una certa solennità. |
| Terzo anniversario | Due anni dalla morte | Poiché per consuetudine l'anno della morte si conta come primo, i due anni compiuti corrispondono alla «terza» ricorrenza. È celebrato con cura, subito dopo il primo anniversario. |
| Settimo anniversario | Sei anni dalla morte | Da qui in poi la cerchia degli invitati si restringe progressivamente e la celebrazione diventa perlopiù familiare. |
| Tredicesimo anniversario | Dodici anni dalla morte | Spesso è già avvenuto il passaggio generazionale fra chi organizza, e cresce il numero di famiglie che celebrano in forma semplificata, fra parenti stretti. |
| Diciassettesimo anniversario | Sedici anni dalla morte | In alcune zone e in alcune scuole religiose si omette, accorpandolo alle ricorrenze successive. |
| Ventitreesimo anniversario | Ventidue anni dalla morte | Cresce il numero di famiglie che lo omettono; chi segue le consuetudini della propria scuola o zona può però verificarlo qui. |
| Trentatreesimo anniversario | Trentadue anni dalla morte | È la tappa con cui di norma si chiude la serie degli anniversari. In seguito la maggior parte delle famiglie non celebra più ricorrenze individuali. |
Che cos'è il calcolo delle date dei riti commemorativi
I riti commemorativi buddhisti si celebrano a intervalli stabiliti a partire dalla data della morte e si dividono fra quelli dei giorni immediatamente successivi, come il settimo e il quarantanovesimo, e quelli annuali, dal primo anniversario in poi. Il conteggio degli anniversari segue una consuetudine particolare, che considera l'anno della morte come il primo: solo il primo anniversario corrisponde a un anno compiuto, mentre dal terzo in poi il numero della ricorrenza è pari agli anni compiuti più uno. È un punto in cui è facile sbagliare a mente.
Basta inserire la data della morte perché lo strumento calcoli le date dei nove riti, dal settimo giorno al trentatreesimo anniversario, e indichi, quando la data cade in un giorno feriale, la domenica in cui si usa anticipare la cerimonia. Utile per contattare il tempio di famiglia e preparare gli inviti ai parenti.
Come si usa
- Inserite la data della morte Selezionate dal calendario la data della morte del defunto.
- Consultate l'elenco delle date Compaiono automaticamente le nove date, dal settimo giorno al trentatreesimo anniversario.
- Verificate l'anticipo consigliato Se la data cade in un giorno feriale, accanto compare la domenica precedente come riferimento. Valutate poi la data effettiva con il tempio e con i parenti.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- Anche quando la data non cade di domenica, è consuetudine anticipare la cerimonia alla domenica precedente. Alcuni templi propongono invece il fine settimana successivo: conviene chiedere in anticipo.
- Dal terzo anniversario in poi il numero della ricorrenza è pari agli anni compiuti più uno. Ricordare che il terzo corrisponde a due anni e il settimo a sei rende più agevole controllare le date sugli inviti.
- Il rito del quarantanovesimo giorno è una tappa importante, in cui si concentrano più adempimenti — la deposizione delle ceneri, la sostituzione della tavoletta — quindi conviene cominciare presto a concordare la data con il tempio e con i parenti.
- Alcune scuole religiose omettono le ricorrenze dal settimo anniversario in poi oppure chiudono la serie al cinquantesimo invece che al trentatreesimo: informatevi sulle consuetudini della scuola del vostro tempio.
Quando serve
Prenotare presso il tempio di famiglia
Conoscere in anticipo le date possibili permette di assicurarsi per tempo un fine settimana, quando le agende dei monaci si riempiono in fretta.
Preparare gli inviti ai parenti
Le date da indicare negli inviti per il primo o il terzo anniversario si ricavano automaticamente e con esattezza dalla data della morte.
Coordinare quarantanovesimo giorno e deposizione delle ceneri
Conoscere per tempo la data della fine del lutto stretto permette di organizzare con calma la deposizione delle ceneri e la preparazione della tavoletta.
Termini utili
- Anniversario della morte
- Il giorno e il mese che coincidono con quelli della morte. Le ricorrenze annuali si celebrano di norma in quella data.
- Fine del lutto stretto
- Indica la conclusione del periodo di lutto con il quarantanovesimo giorno. Da allora è consuetudine tornare dagli abiti da lutto a quelli ordinari.
- Chiusura delle commemorazioni
- L'ultimo rito con cui si interrompe la serie degli anniversari. La maggior parte delle famiglie lo colloca al trentatreesimo o al cinquantesimo.
- Organizzatore del rito
- Chi promuove la cerimonia e ne sostiene le spese. Di norma è la stessa persona che ha guidato il funerale.
- Settimo giorno anticipato
- La consuetudine di celebrare il rito del settimo giorno, che spetterebbe una settimana dopo la morte, nello stesso giorno del funerale.
Domande frequenti
A proposito — da dove viene il modo di contare gli anniversari
Che il primo anniversario corrisponda a un anno compiuto e il terzo a due è il punto che disorienta quasi tutti alla prima cerimonia. La ragione sta nel fatto che nel buddhismo la ricorrenza si conta considerando la morte stessa come la prima: l'anno della morte è dunque il primo, l'anniversario a un anno compiuto è il secondo e prende il nome di primo anniversario, e quello a due anni compiuti è il terzo, da cui la denominazione di terzo anniversario.
Anche gli intervalli fra le ricorrenze successive al settimo anniversario — sei anni, sei, quattro, sei, dieci — hanno una spiegazione: le ricorrenze sono assegnate ai multipli dei numeri tre e sette, particolarmente venerati nel buddhismo, e non seguono quindi una progressione regolare.
La consuetudine di chiudere le commemorazioni al trentatreesimo anniversario si fa risalire al valore che il numero trentatré assume nel buddhismo, legato alla misericordia del Buddha Amida e alle trentatré manifestazioni del bodhisattva della compassione. Si ritiene che da quella ricorrenza l'anima del defunto abbandoni l'individualità e si unisca agli antenati: da allora molte famiglie passano dalle cerimonie individuali alla commemorazione collettiva degli avi.