Calcolo dell'indennità di congedo parentale
Inserendo la retribuzione dei sei mesi precedenti l'inizio del congedo e i giorni previsti di assenza, calcola l'indennità di congedo parentale erogata dall'assicurazione contro la disoccupazione. È prevista anche l'integrazione per il congedo successivo alla nascita, riconosciuta quando entrambi i genitori se ne avvalgono.
Che cos’è l’indennità giapponese di congedo parentale
L’indennità di congedo parentale è corrisposta dall’assicurazione contro la disoccupazione giapponese all’assicurato che prende un congedo per crescere un figlio, a compensare il reddito perduto. L’importo discende dalla retribuzione anteriore al congedo: l’aliquota è del 67 per cento fino al 180º giorno e del 50 per cento dal 181º. La retribuzione giornaliera su cui il calcolo poggia ha un massimale di 16.540 yen e un minimale di 3.203; tali valori e aliquote valgono dal 1º agosto 2026 al 31 luglio 2027.
Inserisca la retribuzione complessiva dei sei mesi precedenti e i giorni che intende prendere: questo strumento mostrerà il pagamento di ciascun periodo di trenta giorni e il totale stimato. Contempla inoltre l’**indennità di sostegno al congedo dopo la nascita**, che aggiunge 13 punti all’aliquota per un massimo di 28 giorni quando entrambi i genitori prendono almeno quattordici giorni di congedo entro otto settimane dalla nascita. L’indennità non è tassata e, durante il congedo, i contributi previdenziali sono esonerati su domanda: l’effetto su quanto arriva davvero è dunque minore di quanto il divario fra le cifre lorde lasci credere.
Fonti utilizzate in questo calcolo
I valori stabiliti dalla legge, come le aliquote fiscali e contributive, provengono dagli enti pubblici indicati di seguito. Cambiano in occasione delle riforme, quindi le consigliamo di consultare anche la fonte primaria prima di prendere decisioni importanti.
- Aliquota dell'indennità di congedo parentale e massimale/minimale della retribuzione giornaliera — Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare (厚生労働省) In vigore dal 2026-08 al 2027-07 / Ultima verifica: 2026-09-13
Come si stima l’indennità
- Inserisca la retribuzione dei sei mesi precedenti Indichi la somma di stipendio, straordinari, indennità di trasporto e simili corrisposta nei sei mesi immediatamente anteriori al congedo. Le gratifiche di regola non vi rientrano.
- Inserisca i giorni che intende prendere Indichi quanti giorni di congedo progetta. Poiché l’aliquota muta al 180º giorno, il totale cresce in modo diverso di qua e di là.
- Indichi se spetta la maggiorazione Spunti l’indennità di sostegno se lei e il coniuge prenderete ciascuno almeno quattordici giorni entro otto settimane dalla nascita.
- Legga la ripartizione per trenta giorni Una tavola e un grafico espongono quanto si corrisponde in ciascun periodo. Se il massimale o il minimale è stato applicato, viene parimenti indicato.
- Legga i presupposti prima di affidarvisi Se il datore di lavoro corrisponde parte della retribuzione durante il congedo, l’indennità può essere ridotta o negata. Questo strumento presuppone che nessuna retribuzione venga corrisposta.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- Nella retribuzione dei sei mesi rientrano straordinari e indennità di trasferta, ma di norma non le gratifiche: usate il lordo complessivo del cedolino e non l'importo al netto delle trasferte.
- L'indennità si richiede ogni due mesi all'ufficio del lavoro ed è erogata di norma per due mesi alla volta. Poiché la prima erogazione richiede spesso uno o due mesi, conviene predisporre una riserva di liquidità.
- L'integrazione per il congedo successivo alla nascita copre al massimo ventotto giorni: oltre quel termine resta la sola indennità ordinaria, al 67 o al 50 per cento.
- Per avere diritto all'indennità occorre di norma aver maturato almeno dodici mesi di iscrizione all'assicurazione contro la disoccupazione nei due anni precedenti l'inizio del congedo.
Dove questo calcolo è utile
Vedere come la famiglia reggerà durante il congedo
Sapere quanto entra ogni mese consente di stabilire in anticipo fin dove attingere ai risparmi e di prevedere il calo quando l’aliquota scende al 181º giorno.
Soppesare la durata
Variando i giorni può confrontare quanto percepirebbe in tutto rientrando dopo sei mesi rispetto a prendere un anno intero.
Decidere se il congedo lo prendano entrambi i genitori
Che entrambi prendano quattordici giorni o più entro otto settimane attiva la maggiorazione. Confrontare i totali con e senza di essa rientra nel decidere come ripartirsi.
Avere una cifra prima di parlarne col datore di lavoro
Conoscere la propria stima prima di trattare il periodo consente di presentare i propri desideri con cifre concrete a sostegno.
Quando vuole confrontare il netto
Per quanto percepiva netto lavorando usi il calcolatore dello stipendio netto; per passare dall’annuo all’orario, il convertitore di retribuzione.
Termini sull’indennità di congedo parentale
- Indennità di congedo parentale
- L’indennità corrisposta all’assicurato che prende un congedo per crescere un figlio nell’assicurazione contro la disoccupazione giapponese. Il diritto richiede, fra l’altro, dodici mesi o più con undici o più giorni di lavoro retribuito nei due anni anteriori all’inizio del congedo.
- Retribuzione giornaliera all’inizio del congedo
- La retribuzione complessiva dei sei mesi precedenti divisa per 180. L’indennità ne discende, moltiplicata per i giorni e per l’aliquota. Valgono un massimale di 16.540 yen e un minimale di 3.203.
- Aliquota dell’indennità
- La quota della retribuzione giornaliera che viene corrisposta: il 67 per cento fino al 180º giorno di congedo e il 50 per cento dal 181º.
- Indennità di sostegno al congedo dopo la nascita
- Meccanismo che aggiunge 13 punti all’aliquota per un massimo di 28 giorni quando entrambi i genitori prendono almeno quattordici giorni di congedo entro otto settimane dalla nascita.
- Congedo di paternità dopo la nascita
- Congedo fino a quattro settimane da prendersi entro otto settimane dalla nascita, distinto dal congedo parentale ordinario. Può essere frazionato in due periodi.
- Esonero dei contributi previdenziali
- Durante il congedo parentale i contributi sanitari e pensionistici sono esonerati su domanda, tanto per il lavoratore quanto per il datore di lavoro. Il periodo esonerato conta comunque ai fini pensionistici.
- Esente da imposte
- L’indennità di congedo parentale non è soggetta né all’imposta sul reddito né a quella di residenza. La cifra lorda resta dunque in casa, e la perdita reale è minore di quanto una pari somma di retribuzione lascerebbe credere.
Domande frequenti
A proposito — perché si parla di indennità e non di retribuzione
L'indennità di congedo parentale non è una retribuzione corrisposta dall'azienda, bensì una prestazione erogata dall'assicurazione contro la disoccupazione. Mentre la legge sui congedi parentali e di assistenza garantisce il diritto di assentarsi, le risorse dell'indennità provengono dai contributi versati da lavoratori e datori di lavoro e non dalle casse aziendali. Il meccanismo assicura che, a prescindere dalle dimensioni e dai risultati dell'impresa, chiunque sia iscritto all'assicurazione riceva la prestazione secondo criteri uguali per tutti.
La percentuale è articolata in due fasi — il 67 per cento fino al centottantesimo giorno e il 50 dal centottantunesimo — per incoraggiare la fruizione del congedo contenendo insieme l'onere sui conti dell'assicurazione. Si dice che il valore del 67 per cento sia stato calibrato in modo da corrispondere, considerando l'esenzione fiscale e l'esonero contributivo, a circa l'ottanta per cento del netto.
L'integrazione istituita nell'aprile del 2025 mira ad accrescere la fruizione del congedo da parte dei padri. Le rilevazioni ministeriali mostrano che il tasso di fruizione maschile cresce di anno in anno, ma che la durata resta assai inferiore a quella femminile: subordinare un'integrazione alla fruizione da parte di entrambi i coniugi per un periodo minimo è un incentivo diretto a colmare quel divario.