Calcolo del tasso di assenteismo | Indicatore del personale, gratuito

Basta inserire i giorni lavorativi previsti, il totale dei giorni di assenza e il numero di dipendenti per calcolare gratuitamente il tasso di assenteismo. Con un confronto rispetto alla media dell'ufficio statistico del lavoro statunitense, per capire subito se il valore è alto o basso.

Che cosa misura il tasso di assenteismo

Il tasso di assenteismo è un indicatore del personale che mostra quale quota del totale delle giornate lavorative previste sia andata effettivamente perduta per assenze. La formula — giornate di assenza ÷ (giornate lavorative previste × numero di dipendenti) × 100 — è semplice, eppure il valore è largamente impiegato come termometro della salute di un'organizzazione. Un aumento riflette spesso qualcosa di più di una crescita delle malattie: può essere la parte visibile di carichi di lavoro disuguali, di un ambiente difficile o di un coinvolgimento in calo.

Inserisca le giornate lavorative previste, il totale delle giornate di assenza e il numero di dipendenti: questo strumento calcola sia il tasso di assenteismo sia quello di presenza, insieme a una valutazione comparativa fondata sui dati pubblicati dal Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti. Un numero isolato raramente dice se sia alto o basso, perciò disporre di un termine di paragone agevola molto l'avvio della discussione. Tenga presente che il livello di riferimento varia per paese e per settore, quindi consideri la valutazione un'indicazione e non un verdetto.

Valori di riferimento utilizzati in questo calcolo

I valori seguenti non sono stabiliti per legge: sono valori di riferimento usati a titolo indicativo e gli importi effettivi variano da operatore a operatore.

Come reperiamo e manteniamo queste cifre

Come calcolare il tasso

  1. Inserisca le giornate lavorative previste del periodo Circa 20 per un mese, o intorno a 240 per un anno. Usi il valore stabilito dal suo regolamento interno.
  2. Inserisca il numero di dipendenti L'organico che sta misurando. Va bene tanto un singolo reparto quanto l'intera azienda.
  3. Inserisca il totale delle giornate di assenza La somma delle giornate di assenza del periodo. Decida secondo i criteri interni se mezza giornata valga 0,5.
  4. Esamini il risultato e il termine di paragone Ottiene i tassi di assenteismo e di presenza, un grafico di dettaglio e una valutazione rispetto alla media.

Consigli per sfruttarlo al meglio

  • Conteggiare non solo le assenze per malattia o infortunio, ma anche le assenze ingiustificate e le uscite anticipate convertite in giornate, restituisce un quadro molto più preciso del rischio legato alla gestione del personale.
  • Calcolare il tasso separatamente per reparto e per turno aiuta a capire se le assenze si concentrano in un'unica area di lavoro.
  • I periodi in cui il tasso peggiora coincidono spesso con la stagione delle infezioni: aggregare i dati per mese e visualizzare l'andamento facilita l'individuazione delle cause.
  • Mentre il tasso di turnover riguarda un evento irreversibile come le dimissioni, questo strumento misura chi resta in organico ma si assenta: usarli insieme dà la visione completa del rischio.

Quando torna utile

Confrontare gli andamenti fra reparti

Calcolarlo reparto per reparto nello stesso periodo rivela se le assenze si concentrino da qualche parte, il che può spingere a rivedere la distribuzione del lavoro.

Misurare l'effetto delle iniziative sul benessere

Calcolare sulla stessa base prima e dopo un'iniziativa mostra se lo sforzo si traduca nei numeri.

Preparare materiale per un comitato di direzione

Presentare una cifra anziché un'impressione rende assai più concrete le discussioni su organico e assunzioni.

Cogliere i primi segnali di turnover

Un aumento dell'assenteismo talvolta precede le dimissioni, perciò misurarlo con regolarità rende il cambiamento più facile da notare.

I termini degli indicatori del personale

Tasso di assenteismo
La quota del totale delle giornate lavorative previste perduta per assenze. È uno dei termometri consueti della salute organizzativa.
Tasso di presenza
Cento per cento meno il tasso di assenteismo, che esprime la quota di giornate effettivamente lavorate.
Totale giornate lavorative previste
Le giornate previste moltiplicate per il numero di dipendenti. Costituisce il denominatore.
Giornate lavorative previste
I giorni in cui si è tenuti a lavorare secondo il regolamento interno, esclusi i giorni di riposo.
Presenteismo
Essere al proprio posto senza però rendere pienamente, per cattiva salute o altri motivi. Non compare mai nel tasso di assenteismo e va rilevato a parte.
Assenteismo
Il termine più ampio per il tempo trascorso lontano dal lavoro per assenze, ritardi o uscite anticipate. Il tasso di assenteismo è l'indicatore che lo misura.

Domande frequenti

Secondo i dati 2024 del Bureau of Labor Statistics statunitense, il lost worktime rate, cioè la quota di ore perse per assenza sulle ore abitualmente lavorate, è dell'1,7% e corrisponde al tasso di assenteismo in giorni o ore calcolato da questo strumento (il 3,2% spesso citato è la quota di lavoratori che hanno avuto un'assenza, una definizione diversa; in entrambi i casi si tratta di dati riferiti agli Stati Uniti e non tutti i paesi dispongono di un'indagine pubblica equivalente). Questo strumento valuta il risultato con queste fasce indicative: sotto l'1% ottimo, fra l'1% e il 2,5% buono, fra il 2,5% e il 4% da tenere d'occhio, dal 4% in su grave. Non si tratta di uno standard ufficiale, quindi conviene valutarlo insieme all'andamento storico della propria organizzazione.

Il tasso di turnover riguarda un evento irreversibile, le dimissioni, mentre il tasso di assenteismo misura chi resta in organico ma si assenta temporaneamente. Poiché un peggioramento delle assenze può anticipare future uscite, conviene osservare entrambi gli indicatori.

In genere no: le ferie approvate in anticipo si distinguono come «assenze programmate» e nella pratica si includono nel tasso di assenteismo soltanto le assenze ingiustificate, quelle comunicate lo stesso giorno e quelle improvvise per malattia.

Il primo passo è verificare se le assenze si concentrano in determinati giorni della settimana o periodi dell'anno e controllare che il carico di lavoro e la composizione dei turni non siano squilibrati. Se non si vedono miglioramenti, conviene valutare colloqui con il personale o un'indagine sul coinvolgimento.
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A proposito — l'assenteismo e il costo nascosto del presenzialismo

Il tasso di assenteismo è un indicatore immediato, perché conta semplicemente i giorni di assenza. Negli ultimi anni la gestione del personale presta però attenzione anche a un costo molto meno visibile: il presenzialismo, cioè la condizione di chi si presenta al lavoro pur stando male e rende molto meno del solito. Diversi studi statunitensi stimano che la perdita di produttività dovuta al presenzialismo arrivi a essere da due a tre volte quella causata dalle assenze vere e proprie: guardare al solo tasso di assenteismo rischia quindi di far sottovalutare la perdita complessiva.

Secondo i dati pubblicati dal Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, la quota di dipendenti a tempo pieno assenti nella settimana dell'indagine si attesta intorno al 3%, mentre la quota di ore perse per assenza sulle ore abitualmente lavorate resta poco sotto il 2% (1,7% nel 2024). A parità di nome, contare le persone o contare il tempo può quasi raddoppiare il valore, perciò prima di confrontare è importante allineare le definizioni. Questi valori cambiano però molto secondo il settore e tendono a essere più alti della media nei comparti a forte contatto con il pubblico, come sanità, assistenza e commercio al dettaglio.

Nei luoghi di lavoro in cui il tasso resta stabilmente alto, la causa può non essere soltanto la salute: si tratta talvolta di un segnale di insoddisfazione per l'ambiente di lavoro o di esaurimento professionale. Sono sempre più numerose le aziende che osservano l'andamento del tasso nel tempo e, quando un reparto peggiora bruscamente, ne indagano le ragioni con indagini sul coinvolgimento e colloqui individuali.