Calcolo del tasso di assenteismo | Indicatore del personale, gratuito

Basta inserire i giorni lavorativi previsti, il totale dei giorni di assenza e il numero di dipendenti per calcolare gratuitamente il tasso di assenteismo. Con un confronto rispetto alla media dell'ufficio statistico del lavoro statunitense, per capire subito se il valore è alto o basso.

Consigli per l'uso

  • Conteggiare non solo le assenze per malattia o infortunio, ma anche le assenze ingiustificate e le uscite anticipate convertite in giornate, restituisce un quadro molto più preciso del rischio legato alla gestione del personale.
  • Calcolare il tasso separatamente per reparto e per turno aiuta a capire se le assenze si concentrano in un'unica area di lavoro.
  • I periodi in cui il tasso peggiora coincidono spesso con la stagione delle infezioni: aggregare i dati per mese e visualizzare l'andamento facilita l'individuazione delle cause.
  • Mentre il tasso di turnover riguarda un evento irreversibile come le dimissioni, questo strumento misura chi resta in organico ma si assenta: usarli insieme dà la visione completa del rischio.

Domande frequenti

Secondo i dati 2024 del Bureau of Labor Statistics statunitense, il tasso medio dei dipendenti a tempo pieno è del 3,2% (dati riferiti agli Stati Uniti; non tutti i paesi dispongono di un'indagine pubblica equivalente). Sotto il 2% il risultato è ottimo, fra il 4% e il 6% c'è margine di miglioramento e oltre il 6% conviene sospettare cause organizzative.

Il tasso di turnover riguarda un evento irreversibile, le dimissioni, mentre il tasso di assenteismo misura chi resta in organico ma si assenta temporaneamente. Poiché un peggioramento delle assenze può anticipare future uscite, conviene osservare entrambi gli indicatori.

In genere no: le ferie approvate in anticipo si distinguono come «assenze programmate» e nella pratica si includono nel tasso di assenteismo soltanto le assenze ingiustificate, quelle comunicate lo stesso giorno e quelle improvvise per malattia.

Il primo passo è verificare se le assenze si concentrano in determinati giorni della settimana o periodi dell'anno e controllare che il carico di lavoro e la composizione dei turni non siano squilibrati. Se non si vedono miglioramenti, conviene valutare colloqui con il personale o un'indagine sul coinvolgimento.
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A proposito — l'assenteismo e il costo nascosto del presenzialismo

Il tasso di assenteismo è un indicatore immediato, perché conta semplicemente i giorni di assenza. Negli ultimi anni la gestione del personale presta però attenzione anche a un costo molto meno visibile: il presenzialismo, cioè la condizione di chi si presenta al lavoro pur stando male e rende molto meno del solito. Diversi studi statunitensi stimano che la perdita di produttività dovuta al presenzialismo arrivi a essere da due a tre volte quella causata dalle assenze vere e proprie: guardare al solo tasso di assenteismo rischia quindi di far sottovalutare la perdita complessiva.

Secondo i dati pubblicati dal Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, il tasso medio di assenteismo dei dipendenti a tempo pieno si attesta intorno al 3%. Il valore cambia però molto secondo il settore e tende a essere più alto della media nei comparti a forte contatto con il pubblico, come sanità, assistenza e commercio al dettaglio.

Nei luoghi di lavoro in cui il tasso resta stabilmente alto, la causa può non essere soltanto la salute: si tratta talvolta di un segnale di insoddisfazione per l'ambiente di lavoro o di esaurimento professionale. Sono sempre più numerose le aziende che osservano l'andamento del tasso nel tempo e, quando un reparto peggiora bruscamente, ne indagano le ragioni con indagini sul coinvolgimento e colloqui individuali.