Calcolo del burn multiple
Basta inserire la liquidità bruciata nel periodo e l'ARR netto acquisito per calcolare il burn multiple, l'indicatore che misura l'efficienza del capitale di una giovane impresa. La valutazione compare subito, secondo i riferimenti proposti da David Sacks.
Valori di riferimento del burn multiple (proposti da David Sacks)
| Intervallo | Valutazione | Significato |
|---|---|---|
| Sotto 1 | Straordinario | Il massimo livello: l'aumento di ARR supera la liquidità consumata, con un'efficienza del capitale elevatissima. |
| Da 1 a 1,5 | Ottimo | Livello eccellente: un'efficienza del capitale molto apprezzata dagli investitori. |
| Da 1,5 a 2 | Buono | Livello sano, nella media del settore. |
| Da 2 a 3 | Da tenere d'occhio | Conviene rivedere l'efficienza commerciale e la struttura delle spese. |
| Oltre 3 | Critico | Continuando così il rischio di non riuscire più a raccogliere capitale è elevato. |
Consigli per l'uso
- Per la liquidità bruciata si usa di norma la parte negativa del flusso di cassa operativo. Attenzione: è cosa diversa dalla perdita contabile, che comprende voci non monetarie come gli ammortamenti.
- Se calcolate su base mensile usate la liquidità bruciata e l'ARR netto di quel mese; se calcolate su base trimestrale, i totali dei tre mesi. Mantenere la stessa granularità rende i confronti più affidabili.
- Il dato di un singolo mese può oscillare molto secondo il momento in cui si chiudono i contratti importanti: seguire una media mobile di tre-sei mesi restituisce un andamento più attendibile.
- Se il magic number misura l'efficienza commerciale rispetto alla spesa in vendite e marketing, il burn multiple misura l'efficienza della crescita rispetto a tutta la liquidità consumata dall'azienda: è quindi più ampio.
Domande frequenti
A proposito — la nuova parola d'ordine nata con la fine dei tassi a zero
Il burn multiple si è diffuso rapidamente intorno al 2022, quando la fine della stagione dei tassi a zero cambiò profondamente l'atteggiamento del capitale di rischio. Fino ad allora nel settore dominava l'idea che, purché si crescesse, bruciare liquidità non fosse un problema perché una nuova raccolta avrebbe rimesso le cose a posto; con il rialzo dei tassi raccogliere capitale divenne più difficile e gli investitori cominciarono a chiedere conto con severità di quanto efficiente fosse quella crescita. L'indicatore proposto da David Sacks di Craft Ventures divenne il simbolo di questo cambiamento.
Uno dei motivi del suo successo è la semplicità rispetto ad altri indicatori di efficienza del capitale, come il magic number o il rapporto fra valore del cliente e costo di acquisizione. Bastano due numeri che ogni imprenditore controlla ogni mese — la liquidità bruciata e l'ARR netto acquisito — e c'è una soglia intuitiva («sotto 1 è eccellente») che lo rende immediatamente utilizzabile come linguaggio comune nei colloqui con gli investitori e nelle riunioni del consiglio.
Resta però una fotografia di un singolo mese o trimestre, che può oscillare parecchio secondo il momento in cui si perde un contratto importante o se ne firma uno nuovo. Nella pratica è preferibile non farsi condizionare da un peggioramento temporaneo, ma osservare la tendenza su più trimestri e decidere insieme ad altri indicatori come la regola del 40 e il rapporto fra valore del cliente e costo di acquisizione.