Calcolatore di quantità di moto e urti (elastici, anelastici e con coefficiente di restituzione)

Uno strumento per calcolare gli urti unidimensionali fra due corpi. Gestisce tre modalità — urto perfettamente elastico, perfettamente anelastico e parzialmente elastico con coefficiente di restituzione indicato — e permette di confrontare numericamente la variazione di quantità di moto ed energia cinetica prima e dopo l'urto. Utile per verificare esercizi e compiti di fisica.

Consigli per l'uso

  • Le masse devono essere entrambe positive. Le velocità accettano anche valori negativi, che indicano un moto in verso opposto.
  • Nella modalità con il coefficiente di restituzione, impostandolo a 1 si ottiene esattamente l'urto perfettamente elastico e impostandolo a 0 quello perfettamente anelastico: comodo per cogliere il legame fra le tre modalità.
  • La quantità di moto totale coincide sempre prima e dopo l'urto, qualunque sia il tipo: è il principio di conservazione della quantità di moto in un sistema isolato.
  • L'energia cinetica totale si conserva solo nell'urto perfettamente elastico; negli urti anelastici si perde in calore, suono e deformazione. Il campo dedicato mostra quanta se ne perde.
  • La progettazione della sicurezza automobilistica si fonda proprio sull'idea di far deformare volutamente la scocca, avvicinandosi a un urto anelastico, per attenuare l'urto trasmesso agli occupanti.

Domande frequenti

Nell'urto elastico si conservano sia la quantità di moto sia l'energia cinetica. Nell'urto anelastico la quantità di moto si conserva, ma una parte dell'energia cinetica si trasforma in calore, suono e deformazione. L'urto perfettamente anelastico, in cui i due corpi restano uniti, è il caso particolare in cui la perdita di energia cinetica è massima a parità di quantità di moto.

Esprime con un numero fra zero e uno quanto un urto sia «rimbalzante». Il valore uno indica l'urto perfettamente elastico, ideale, in cui il modulo della velocità relativa non cambia; il valore zero l'urto perfettamente anelastico, dopo il quale i due corpi hanno la stessa velocità. Gli urti reali si collocano quasi sempre fra i due estremi.

In un sistema isolato, per il terzo principio della dinamica, le forze che i due corpi si scambiano durante l'urto hanno uguale intensità e verso opposto. Integrando quelle forze nel tempo dell'urto, le variazioni di quantità di moto risultano uguali e di segno opposto: la quantità di moto complessiva del sistema resta quindi invariata.

È il celebre gioco con più sfere metalliche sospese a fili: sollevando e lasciando andare la sfera a un'estremità, si solleva alla stessa altezza soltanto quella all'estremità opposta. Poiché gli urti fra le sfere sono quasi perfettamente elastici, quantità di moto ed energia cinetica si conservano quasi del tutto e le sfere intermedie restano quasi immobili, limitandosi a trasmettere l'urto: un modo visivo per mostrare il fenomeno.

A masse uguali la formula dell'urto elastico si semplifica e i due corpi si scambiano semplicemente le velocità: il corpo fermo parte con la velocità di quello che lo ha colpito, il quale a sua volta si ferma. L'urto fra due biglie del biliardo è l'esempio più vicino a questo caso particolare.
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A proposito — da dove nasce l'idea di coefficiente di restituzione

Si attribuisce a Isaac Newton, nel Seicento, la sistemazione sperimentale del coefficiente di restituzione. Newton lasciò cadere sfere di materiali diversi misurandone l'altezza di rimbalzo e osservò che il rapporto fra le velocità relative prima e dopo l'urto restava all'incirca costante. Divenne così, accanto alle leggi del moto, uno strumento importante per trattare quantitativamente gli urti.

È interessante notare che, pur restando fra zero e uno, il coefficiente varia leggermente con la velocità dell'urto e con la temperatura anche a parità di materiali e di corpi. Ciò accade perché più che una legge fisica esso è una regola empirica che riassume in modo approssimato le proprietà elastiche dei materiali. I regolamenti sportivi fissano nel dettaglio limiti massimi per il coefficiente delle palle da baseball e da golf, limitando così le prestazioni delle attrezzature ammesse in gara.

L'urto perfettamente elastico è un ideale teorico e, salvo alle scalissime piccole degli atomi e delle molecole, non si realizza mai in modo rigoroso alle dimensioni della vita quotidiana. Le biglie del biliardo e le sfere della culla di Newton hanno coefficienti molto elevati, ma una parte dell'energia sfugge comunque come suono e calore. All'estremo opposto si avvicinano all'urto perfettamente anelastico l'urto fra masse di argilla e quello di un'automobile che si deforma contro un muro fino a fermarsi.