Calcolatore del moto armonico semplice (molla e pendolo)

Calcola periodo, frequenza e pulsazione di un sistema massa-molla e di un pendolo semplice e mostra su grafico l'andamento nel tempo di posizione, velocità e accelerazione. A partire da costante elastica e massa, oppure da lunghezza del pendolo e accelerazione di gravità, se ne studiano le proprietà.

Consigli per l'uso

  • Il periodo del sistema massa-molla non dipende dall'ampiezza ma soltanto da costante elastica e massa: provate a cambiare l'ampiezza e osservate sul grafico che il periodo resta identico.
  • La formula del pendolo vale in approssimazione per piccole oscillazioni, indicativamente sotto i quindici gradi. Con angoli maggiori il periodo reale risulta più lungo del valore calcolato.
  • La massa non influisce in alcun modo sul periodo del pendolo: a parità di lunghezza, un peso maggiore o minore dà lo stesso periodo.
  • Passando all'accelerazione di gravità della Luna si vede che, a parità di lunghezza, il periodo si allunga rispetto alla Terra: con una gravità minore la forza di richiamo è più debole e l'oscillazione più lenta.
  • Osservando che nei punti di massimo e di minimo della posizione la velocità si annulla, si coglie visivamente lo sfasamento di novanta gradi fra le due grandezze.

Domande frequenti

Risolvendo l'equazione del moto si ottiene una pulsazione pari alla radice del rapporto fra costante elastica e massa, in cui l'ampiezza non compare. Aumentando l'ampiezza cresce lo spostamento, ma per la legge di Hooke cresce nella stessa proporzione anche la forza di richiamo: l'accelerazione aumenta di pari passo e il tempo di un'oscillazione completa non cambia. La proprietà si chiama isocronismo ed è quella che Galileo notò come principio dell'orologio a pendolo.

L'equazione esatta del pendolo contiene il seno dell'angolo ed è complessa da risolvere. Quando l'angolo è sufficientemente piccolo vale l'approssimazione per cui il seno coincide con l'angolo stesso: l'equazione si semplifica in quella del moto armonico e si ottiene la formula compatta. Oltre i quindici gradi circa lo scarto non è più trascurabile e il periodo reale si allunga.

Perché in entrambi i casi il moto nasce da una forza di richiamo proporzionale allo spostamento e diretta in verso opposto. Nel sistema massa-molla la fornisce la legge di Hooke, nel pendolo la componente tangenziale della gravità in approssimazione di piccoli angoli. Per questa struttura comune entrambi i sistemi si descrivono con una pulsazione pari alla radice del rapporto fra la costante di richiamo e il termine d'inerzia.

No. Nell'equazione del moto la massa compare a entrambi i membri e si semplifica, quindi nella formula finale non resta. È la celebre proprietà che, secondo la tradizione, Galileo verificò con pendoli di peso diverso.

Il periodo è proporzionale alla radice della lunghezza, quindi raddoppiandola cresce di circa 1,41 volte. Ricordare che quadruplicando la lunghezza il periodo raddoppia esattamente aiuta a farsi un'idea intuitiva.
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A proposito — la lampada oscillante osservata da Galileo

Come punto di partenza del concetto di moto armonico si racconta spesso l'aneddoto del giovane Galileo Galilei che osserva oscillare un lampadario in cattedrale. Usando le proprie pulsazioni come orologio, si sarebbe accorto che, pur riducendosi progressivamente l'ampiezza, il tempo di un'oscillazione restava quasi immutato. Quell'osservazione portò poi all'invenzione dell'orologio a pendolo e allo sviluppo di una fisica capace di descrivere matematicamente le oscillazioni.

Il sistema massa-molla e il pendolo hanno aspetto e funzionamento diversi, ma sul piano matematico sono governati dalla stessa proprietà: una forza di richiamo proporzionale allo spostamento, cioè la linearità della legge di Hooke. Grazie a questa comunanza la teoria del moto armonico si applica a campi vastissimi della fisica: la vibrazione di un diapason, l'oscillazione di un circuito LC in corrente alternata, perfino i modelli che descrivono i legami molecolari.

Pendoli e molle reali subiscono un'oscillazione smorzata, con l'ampiezza che cala progressivamente per attrito, resistenza dell'aria e attrito interno dei materiali; il moto armonico ideale trattato qui presuppone invece che non si perda energia. L'esperimento in cui si misura il periodo di un pendolo per ricavare l'accelerazione di gravità resta un classico della didattica della fisica ed è un esempio concreto di come le formule del moto armonico si colleghino alle misure reali.