Calcolatore del metabolismo basale (BMR)

Basta inserire sesso, età, statura e peso per calcolare il metabolismo basale, cioè l'energia minima consumata restando a riposo, con la formula di Harris-Benedict sia nella versione originale del 1919 sia in quella riveduta del 1984, e per confrontarne le differenze.

Consigli per l'uso

  • Il metabolismo basale è l'energia consumata anche restando a riposo tutto il giorno per respirare, mantenere la temperatura corporea e far funzionare gli organi. Non comprende l'attività fisica.
  • Per conoscere il fabbisogno energetico giornaliero complessivo si moltiplica questo valore per un coefficiente legato al livello di attività: circa 1,2-1,375 per chi lavora prevalentemente seduto, 1,55 o più per chi si allena con regolarità.
  • È normale che le due formule diano risultati diversi. La versione riveduta del 1984 riflette dati antropometrici più recenti e nella maggior parte dei casi è considerata più aderente alla realtà.
  • Chi ha una massa muscolare molto elevata o molto ridotta — atleti, persone anziane — può discostarsi parecchio dal valore reale, perché questa formula usa soltanto statura, peso ed età.

Domande frequenti

È il consumo energetico minimo necessario a mantenere in vita l'organismo: le calorie impiegate per far battere il cuore, respirare e conservare la temperatura corporea, cioè per le funzioni vitali che avvengono senza che ce ne accorgiamo. Rappresenta circa il 60-70% del consumo giornaliero complessivo.

È la formula pubblicata nel 1919 dai ricercatori statunitensi James Arthur Harris e Francis Gano Benedict per stimare il metabolismo basale da sesso, statura, peso ed età. Nel 1984 Roza e Shizgal ne rividero i coefficienti sulla base dei dati antropometrici del tempo, pubblicando la versione riveduta.

In generale gli uomini hanno più massa muscolare e una percentuale di grasso inferiore, e poiché il muscolo consuma a riposo più energia del tessuto adiposo, a parità di statura, peso ed età il loro metabolismo basale tende a essere più alto. Per riflettere questa differenza di composizione corporea si usano coefficienti distinti.

Assumere molte meno calorie del fabbisogno complessivo, che tiene conto anche dell'attività, facilita la perdita di peso; scendere però ben al di sotto del metabolismo basale con restrizioni estreme rischia di ridurre la massa muscolare e di abbassare il metabolismo, quindi va evitato.
Tool-kun

A proposito — una formula nata in un laboratorio di un secolo fa

Le radici della formula di Harris-Benedict risalgono, sorprendentemente, al 1919, subito dopo la fine della prima guerra mondiale. James Arthur Harris e Francis Gano Benedict, che si occupavano di nutrizione all'Istituto Carnegie di Washington, analizzarono i gas respiratori di alcune centinaia di soggetti, con il metodo della calorimetria indiretta, e ricavarono statisticamente la relazione fra statura, peso, età, sesso e consumo energetico.

La formula rimase per oltre sessant'anni lo strumento standard in nutrizione e in medicina; nel 1984 due ricercatori, Ann Roza e Shakuntala Shizgal, ne verificarono di nuovo i coefficienti con i dati più aggiornati e pubblicarono una versione riveduta più precisa. È proprio in considerazione di questa vicenda storica che il nostro strumento mostra affiancate entrambe le formule.

Nel 1990 comparve poi la formula di Mifflin-St Jeor, considerata più aderente alla corporatura contemporanea, e oggi in ambito clinico è sempre più spesso quella adottata. La formula di Harris-Benedict resta comunque la più conosciuta per il calcolo del metabolismo basale, e il fatto che pazienti misurazioni di laboratorio di un secolo fa siano ancora alla base della gestione dell'alimentazione è uno degli episodi più curiosi della storia della nutrizione.