Calcolatore del fabbisogno calorico giornaliero (TDEE)

Basta inserire sesso, età, statura, peso e livello di attività per ottenere il consumo energetico giornaliero complessivo, cioè il metabolismo basale moltiplicato per l'attività quotidiana, e vedere in un elenco le calorie indicative per dimagrire, mantenersi o aumentare di peso.

Consigli per l'uso

  • Il fabbisogno giornaliero complessivo è la stima delle calorie consumate in una giornata e si ottiene moltiplicando il metabolismo basale per un coefficiente che rappresenta l'attività quotidiana.
  • Per dimagrire si consiglia in genere di assumere da 300 a 500 kcal al giorno in meno rispetto al fabbisogno. Un deficit eccessivo rischia di ridurre la massa muscolare e di abbassare il metabolismo.
  • Se avete dubbi sul livello di attività da scegliere, contate la frequenza reale degli allenamenti in una settimana e restate prudenti: una stima al ribasso è di solito più realistica.
  • Per il metabolismo basale questo strumento adotta la formula di Harris-Benedict nella versione riveduta del 1984, la stessa del nostro calcolatore del metabolismo basale.

Domande frequenti

Il metabolismo basale è l'energia minima consumata restando a riposo. Il fabbisogno complessivo vi aggiunge l'energia spesa nel lavoro, nell'attività fisica e nella vita quotidiana ed è il valore da usare per la gestione del peso.

Si stima che un chilogrammo di grasso corporeo corrisponda a circa 7.200 kcal; variando di 500 kcal al giorno si arriva a circa 3.500 kcal a settimana, cioè a un ritmo di 450-500 grammi di grasso. È un riferimento molto diffuso, basato su questo calcolo.

Scegliete quello più vicino alla vostra vita reale: «quasi nessuna attività» se lavorate seduti e non vi allenate, «attività leggera» se vi muovete un po' qualche volta alla settimana. Nel dubbio, indicare un livello più basso è la scelta più prudente.

Le restrizioni estreme, ben al di sotto del fabbisogno o del metabolismo basale, comportano un rischio elevato di perdita di massa muscolare, calo del metabolismo e carenze nutrizionali, e non sono raccomandate. È preferibile una regolazione moderata e sostenibile.
Tool-kun

A proposito — l'origine della «regola delle 500 calorie»

L'idea che variando di 500 kcal al giorno si perda o si acquisti circa mezzo chilo alla settimana risale al valore di conversione proposto nel 1958 dal medico statunitense Max Wishnofsky, secondo cui un chilogrammo di grasso corporeo equivale a circa 7.200 kcal. Da allora quella cifra è diventata un riferimento classico nei consigli sull'alimentazione.

Ricerche più recenti mostrano però che, dimagrendo, anche il metabolismo basale si abbassa, e che una semplice sottrazione non basta a prevedere con precisione il ritmo reale della perdita di peso. Esistono oggi modelli matematici più raffinati, come quello sviluppato dagli istituti sanitari statunitensi, ma la regola delle 500 calorie continua a essere presentata come punto di partenza per una stima approssimativa.

Anche il fabbisogno calcolato qui resta una stima basata su formule statistiche. Il consumo reale varia molto da persona a persona e non è raro che, a parità di statura, peso e livello di attività, la differenza sia di alcune centinaia di calorie. L'approccio più pratico è osservare l'andamento del peso nel tempo e correggere via via le calorie assunte.