Calcoli sul triangolo (lati, angoli e area)

Inserendo i tre lati, due lati e l'angolo compreso oppure un lato e i due angoli adiacenti, calcola i lati e gli angoli rimanenti, l'area, il perimetro, il raggio della circonferenza circoscritta e di quella inscritta, e classifica il triangolo.

Consigli

  • Nella modalità con i tre lati, inserendo valori che non soddisfano la disuguaglianza triangolare — la somma di due lati qualsiasi deve superare il terzo — compare l'avviso che il triangolo non esiste.
  • Il riconoscimento del triangolo rettangolo si fonda sul fatto che l'angolo maggiore valga novanta gradi: lo strumento si presta anche a verificare il teorema di Pitagora, per esempio con i lati 3, 4 e 5.
  • Il raggio della circonferenza circoscritta si ricava dal teorema dei seni e quello della circonferenza inscritta dividendo l'area per il semiperimetro.
  • Le modalità con due lati e l'angolo compreso e con un lato e due angoli tornano comode per verificare i casi, frequenti in topografia e negli esercizi di geometria, in cui si conoscono soltanto due informazioni.

Domande frequenti

Con il teorema del coseno. Inserendo le lunghezze dei tre lati nella modalità corrispondente, lo strumento calcola automaticamente i tre angoli.

Perché un triangolo esiste soltanto se la somma delle lunghezze di due lati qualsiasi supera il terzo: è la disuguaglianza triangolare. Con valori che non la soddisfano, per esempio 1, 1 e 10, non si può tracciare alcun triangolo nel piano e il calcolo non è possibile.

Il primo è il raggio della circonferenza che passa per i tre vertici, il secondo quello della circonferenza tangente ai tre lati. Si usano nella progettazione architettonica e nel disegno tecnico, quando si deve inscrivere un elemento triangolare in una sagoma circolare, e ricorrono spesso nelle dimostrazioni di geometria.

Sì. Noti due lati e l'angolo fra essi compreso, il teorema del coseno determina univocamente il terzo lato e la forma del triangolo è del tutto stabilita: è uno dei criteri di congruenza.
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A proposito — perché il triangolo è determinato da tre soli dati

I criteri di congruenza dei triangoli che si imparano a scuola — tre lati, due lati e l'angolo compreso, un lato e i due angoli adiacenti — esprimono in realtà la quantità minima d'informazione necessaria a determinare univocamente un triangolo. Per fissare la posizione di tre vertici occorrerebbero sei gradi di libertà, cioè le due coordinate di ciascun punto, ma togliendo i tre gradi corrispondenti a traslazione, rotazione e riflessione ne restano tre: bastano dunque tre informazioni indipendenti fra lati e angoli. I criteri citati sono le combinazioni tipiche di quei tre dati.

La combinazione di due lati e di un angolo che non sia quello compreso, invece, non determina sempre un triangolo unico. Somiglia al criterio con l'angolo compreso ed è per questo insidiosa: in certe condizioni esistono due triangoli distinti, il cosiddetto caso ambiguo, uno dei tranelli classici degli esercizi sul teorema dei seni.

Anche i concetti di circonferenza circoscritta e inscritta discendono dal fatto che tre dati bastano a determinare il triangolo. Per tre punti non allineati passa sempre una e una sola circonferenza, il cui centro si costruisce come intersezione degli assi dei lati. Questa proprietà è anche il fondamento teorico della triangolazione, con cui i topografi, prima del posizionamento satellitare, ricavavano la posizione di un punto ignoto da due punti noti e dagli angoli osservati.