Calcolo della quota per contributo: simulazione della quota ereditaria concreta
Simulatore gratuito che, indicando il valore complessivo dell'asse ereditario e la quota per contributo di ciascun erede — prestazione di lavoro nell'impresa familiare, assistenza al malato e simili — calcola automaticamente l'asse ereditario presunto, le quote legittime e le quote concrete secondo l'articolo 904-2 del codice civile giapponese.
Se fra i coeredi vi è chi, prestando lavoro nell'attività del defunto, effettuando attribuzioni patrimoniali o prestando assistenza al malato, ha dato un contributo speciale alla conservazione o all'incremento del patrimonio, nella divisione ereditaria quel contributo viene anzitutto dedotto dall'asse per ottenere l'asse ereditario presunto, e chi ha contribuito riceve poi la propria quota concreta sommandovi il contributo (articolo 904-2 del codice civile giapponese). Indicando il valore dell'asse, il grado di parentela di ciascun erede e l'importo del contributo, lo strumento stima automaticamente asse presunto, quote legittime e quote concrete. È istituto diverso dall'indennità per contributo speciale (articolo 1050) che possono chiedere i parenti non eredi, quali il coniuge di un figlio: in quel caso usate il simulatore dell'imposta sull'indennità per contributo speciale.
Simulazione da asse ereditario, composizione degli eredi e importi dei contributi
Che cosa fa questo calcolatore della quota di contribuzione
Inserite il valore complessivo dell'asse ereditario e la contribuzione rivendicata da ciascun erede: questo strumento ricava l'asse fittizio ai sensi dell'articolo 904-2 del codice civile giapponese, lo ripartisce secondo le quote legittime e restituisce la contribuzione a chi l'ha prestata, dando in cifre la quota concreta di ciascuno.
La prima cosa da chiarire è che il fondamento di una simile pretesa è assai più stretto di quanto si supponga. La norma esige una contribuzione speciale: le cure e l'aiuto che si attendono di consueto fra genitori e figli o fra coniugi non bastano. Convivere assumendosi le faccende di casa, o passare con regolarità ad aiutare nell'assistenza, di norma non ha esito nella pratica. Ha esito la contribuzione che si traduce in denaro conservato o aggiunto all'asse: aver lavorato per anni nell'impresa di famiglia senza compenso, o aver prestato gratuitamente l'assistenza che altrimenti si sarebbe dovuta acquistare.
In secondo luogo, solo un erede può rivendicare una quota di contribuzione. Un congiunto che non sia erede — la moglie del figlio maggiore, nel caso più tipico — non può essere parte di tale pretesa, per quanta assistenza abbia portato. Da luglio 2019 vi provvede un istituto distinto, il compenso per contribuzione speciale, che gli apre un credito in denaro verso gli eredi. Le due strade differiscono per il soggetto verso cui si agisce e per il termine: accertate quindi anzitutto quale sia la vostra.
Infine l'importo si fissa in primo luogo con l'accordo di tutti gli eredi. In mancanza decide il tribunale per la famiglia in conciliazione o con provvedimento, e lì pesano i documenti che provano la contribuzione: la realtà del lavoro svolto, le ricevute delle spese, un diario dell'assistenza. Prendete questa stima come punto di partenza del confronto e portate la pretesa a un legale.
Fonti utilizzate in questo calcolo
I valori stabiliti dalla legge, come le aliquote fiscali e contributive, provengono dagli enti pubblici indicati di seguito. Cambiano in occasione delle riforme, quindi le consigliamo di consultare anche la fonte primaria prima di prendere decisioni importanti.
- Quote legittime di successione e quota del beneficiario speciale (Codice civile, artt. 900 e 903) — Ricerca legislativa e-Gov (Agenzia Digitale del Giappone) In vigore dal 2019-07 / Ultima verifica: 2026-09-18
Come si usa
- Inserite il valore complessivo dell'asse Prendete l'asse intero, prima di dedurre qualunque contribuzione.
- Inserite la composizione degli eredi Scegliete la combinazione — coniuge, figli e così via — che fissa le proporzioni legittime.
- Inserite la contribuzione di ciascun erede L'importo in discussione, o quello che intendete sostenere, si inserisce così com'è.
- Leggete le quote concrete L'asse fittizio, dedotte le contribuzioni, si ripartisce secondo le quote legittime e ciascuna contribuzione torna a chi l'ha prestata.
Consigli per sfruttarlo al meglio
- Costituiscono contributo speciale la prestazione gratuita di lavoro nell'impresa familiare, le attribuzioni patrimoniali al defunto quali l'anticipo delle spese di cura, l'assistenza al malato e l'amministrazione del patrimonio. La semplice convivenza o la cura che rientra nel dovere di mantenimento non vi rientrano di norma.
- Se non si raggiunge l'accordo di tutti gli eredi sull'importo, si può chiedere al tribunale della famiglia un provvedimento che determini il contributo.
- Gli ascendenti in linea retta non sono eredi se vi è anche un solo figlio in vita o un suo rappresentante. Nella schermata di inserimento la relativa riga, se aggiunta, è esclusa automaticamente dal calcolo.
- Il contributo non può eccedere il valore dei beni al momento dell'apertura della successione dedotto il valore dei legati (articolo 904-2, terzo comma). Lo strumento presuppone che non vi siano legati e usa come limite il valore complessivo dell'asse: in presenza di legati il limite effettivo è inferiore di altrettanto. In caso di eccedenza lo strumento mostra un avviso, ma nella pratica occorre rivedere l'importo stesso.
- Se ad assistere il malato è stato un parente non erede, per esempio il coniuge di un figlio, si applica non il contributo ma l'indennità per contributo speciale (articolo 1050). Attenzione a non confonderli.
Casi d'uso
Preparare un incontro di divisione
Sapere quanto varrebbe una pretesa accolta restringe il confronto.
Proporre un importo per la contribuzione
Muovere la cifra mostra agli altri eredi come rispondono le loro quote.
Verificare se il vostro caso è piuttosto il compenso per contribuzione speciale
Se non siete eredi, la questione non è affatto la quota di contribuzione. Serve a chiarire il terreno.
Raccogliere documenti prima della conciliazione
Fissare prima i numeri chiarisce quali documenti valga la pena mettere insieme.
Termini impiegati
- Quota di contribuzione
- L'aggiunta alla quota legittima dell'erede che abbia contribuito in modo speciale a conservare o accrescere l'asse.
- Contribuzione speciale
- Contribuzione che eccede quanto ci si attenderebbe di consueto. La convivenza e l'aiuto quotidiano sono ritenuti insufficienti.
- Asse fittizio
- L'asse meno le contribuzioni. Ripartirlo secondo le quote legittime è l'ossatura del calcolo.
- Quota concreta
- Quanto ciascun erede riceve alla fine: la ripartizione legittima dell'asse fittizio, con la contribuzione restituita a chi l'ha prestata.
- Compenso per contribuzione speciale
- Somma che un congiunto non erede può chiedere agli eredi per assistenza e servizi analoghi. Aperta da luglio 2019.
- Come si fissa l'importo
- Anzitutto con l'accordo di tutti gli eredi; in mancanza, con conciliazione o provvedimento del tribunale per la famiglia.
Domande frequenti
A proposito — perché il contributo si preleva in anticipo
L'istituto nacque dall'idea che, quando fra gli eredi vi è chi ha contribuito in modo speciale a conservare o accrescere il patrimonio, ignorarlo e dividere l'asse in parti uguali sarebbe iniquo. Si pensi al figlio che per anni ha aiutato gratuitamente nell'impresa familiare e a quello che, andato via di casa, non ha fatto nulla: che ricevano infine esattamente lo stesso non corrisponde al comune sentire.
Nel calcolo si costruisce anzitutto l'asse ereditario presunto deducendo il contributo dall'asse, e su quello si determinano le quote originarie secondo le quote legittime. Soltanto l'erede che ha contribuito riceve poi in aggiunta il contributo prima dedotto. A differenza della collazione delle liberalità, il meccanismo consiste dunque nel mettere da parte in anticipo una quota del patrimonio.
Con la riforma del diritto successorio del 2019 fu istituita l'indennità per contributo speciale, un nuovo diritto di credito volto a correggere l'iniquità per cui i parenti non eredi, tipicamente il coniuge del figlio che si era occupato dell'assistenza, non potevano invocare il contributo non essendo eredi. Il contributo regola le quote fra gli eredi; l'indennità è invece un istituto distinto, con cui chi non è erede chiede una somma di denaro agli eredi.
Le controversie sul contributo sono un terreno in cui la valutazione degli anni dedicati all'impresa e del valore di mercato del lavoro gratuito è difficile, e anche nei provvedimenti del tribunale della famiglia gli importi variano sensibilmente. Una simulazione semplificata come questa si usa nella pratica come base di partenza per la discussione.