Calcolo dell'imposta sulle prestazioni ambientali (già imposta di acquisto dei veicoli)

Inserendo il prezzo del veicolo e la fascia di raggiungimento degli obiettivi di consumo, stima l'imposta sulle prestazioni ambientali, dovuta una sola volta all'acquisto. È previsto anche il tetto d'aliquota delle utilitarie leggere.

Consigli per l'uso

  • Come prezzo del veicolo indicate il prezzo di listino consigliato dal costruttore, al netto dell'imposta sui consumi. L'inclusione o meno degli accessori modifica il valore effettivamente riconosciuto come base imponibile.
  • Per la fascia di raggiungimento consultate l'elenco ufficiale delle aliquote in base alle prestazioni di consumo, individuando la fascia corrispondente all'allestimento del veicolo.
  • La maggior parte dei veicoli elettrici, a celle a combustibile, ibridi ricaricabili e a gas naturale rientra nella fascia esente.
  • Poiché per le utilitarie leggere l'aliquota non supera il due per cento, un veicolo che come vettura ordinaria ricadrebbe nella fascia al tre per cento può risultare meno gravato se appartiene a quella categoria.
  • Mentre gli strumenti dedicati alla tassa di possesso stimano l'imposta dovuta ogni anno durante il possesso, questo stima quella dovuta una sola volta all'acquisto.

Domande frequenti

L'imposta sulle prestazioni ambientali si paga una sola volta all'acquisto, mentre la tassa di possesso è dovuta ogni anno da chi risulta proprietario al primo aprile. La prima fu introdotta nell'ottobre del 2019, contestualmente all'aumento dell'imposta sui consumi, in sostituzione della precedente imposta di acquisto dei veicoli.

Sì, anche l'acquisto di un usato è soggetto all'imposta. La base imponibile si ricava però dal prezzo del nuovo applicando un coefficiente di deprezzamento per anni d'uso: l'importo risulta quindi di norma inferiore.

I veicoli elettrici, quelli a celle a combustibile, gli ibridi ricaricabili e i veicoli a gas naturale che soddisfino determinati obiettivi di consumo. Le fasce d'aliquota sono concepite per favorire la diffusione dei veicoli a minore impatto ambientale.

È un tributo prefettizio e di norma il concessionario provvede al versamento per conto dell'acquirente al momento dell'immatricolazione: in linea di principio non occorre recarsi personalmente all'ufficio tributario.
Tool-kun

A proposito — dal vecchio tributo sull'acquisto all'imposta sulle prestazioni ambientali

L'imposta sulle prestazioni ambientali è un tributo relativamente recente, introdotto nell'ottobre del 2019 contestualmente all'aumento al dieci per cento dell'imposta sui consumi, in sostituzione dell'imposta di acquisto dei veicoli in vigore da molti anni. Non si è trattato di una semplice sostituzione: abbassando l'aliquota, o azzerandola, per i veicoli a minori consumi, vi è incorporato l'intento politico di promuovere il ricambio verso mezzi a minore impatto ambientale.

Le aliquote si distinguono in base alla percentuale di raggiungimento di un obiettivo futuro, quello fissato per l'esercizio 2030, e l'insieme dei veicoli che vi rientrano è stato più volte rivisto man mano che la tecnologia progrediva. All'avvio del regime la maggior parte dei modelli a benzina di larga diffusione ricadeva nella fascia all'uno per cento, ma il sistema è concepito perché la soglia divenga di anno in anno più impegnativa.

A differenza della tassa di possesso, dovuta ogni anno, questa imposta si esaurisce all'atto dell'acquisto: quanto più a lungo si tiene il veicolo, tanto minore è il suo peso sul carico fiscale complessivo. Al contrario, per chi cambia auto di frequente la fascia d'aliquota incide in misura assai maggiore sul bilancio familiare.