Simulatore del valore del diritto di abitazione del coniuge: quanto valgono fabbricato e area

Simulatore gratuito che, indicando il valore imponibile del fabbricato, la sua struttura, gli anni dalla costruzione, la durata del diritto di abitazione del coniuge e il valore del terreno, calcola il valore imponibile del diritto di abitazione e di quello di godimento dell'area.

Il diritto di abitazione del coniuge (articolo 1028 del codice civile giapponese, in vigore dall'aprile 2020) consente al coniuge superstite di continuare ad abitare gratuitamente, in forza di un diritto autonomo distinto dalla proprietà, il fabbricato in cui viveva all'apertura della successione. Ai fini dell'imposta di successione il valore del fabbricato si scinde nel diritto di abitazione, cioè il diritto di abitarvi, e nella proprietà gravata, cioè il diritto a riacquistare in futuro la piena proprietà, valutati separatamente (articolo 23-2 della legge sull'imposta di successione).

Simulazione da valore di fabbricato e terreno, struttura, anni trascorsi e durata

Consigli

  • Il diritto di abitazione non è opponibile ai terzi senza trascrizione: dopo la successione conviene presentarne domanda quanto prima insieme al proprietario del fabbricato.
  • Il diritto non è cedibile e si estingue con la morte del coniuge, restituendo al proprietario la piena proprietà. Che alla successione seguente quella parte non sconti imposta è la ragione per cui lo si usa nella pianificazione.
  • Quanto più lunga è la durata, tanto minore è il fattore di attualizzazione: il valore lato proprietà scende e quello del diritto di abitazione sale in proporzione. Nel diritto vitalizio la tendenza si accentua quanto più il coniuge è giovane.
  • Indicando il valore del terreno si stima anche il diritto di godimento dell'area; il diritto di abitazione riguarda però il fabbricato ed è su di esso che si trascrive, mentre il godimento dell'area sorge come diritto necessariamente accessorio.

Domande frequenti

Occorre che all'apertura della successione il coniuge abitasse in un fabbricato di proprietà del defunto e che l'attribuzione del diritto sia disposta con l'accordo di divisione, con testamento o con provvedimento del tribunale della famiglia. Non è possibile se il fabbricato era in comunione fra il defunto e un terzo diverso dal coniuge.

In linea di principio è vitalizio. Con l'accordo di divisione o con il testamento se ne può però fissare una durata determinata, per esempio dieci anni, alla cui scadenza il diritto si estingue.

No: è un diritto strettamente personale del coniuge e non è cedibile. È però possibile, con il consenso del proprietario, concedere in locazione il fabbricato e percepirne il canone.

Il diritto di abitazione riguarda il fabbricato e su di esso si trascrive. Il diritto di godimento dell'area consente di usare il terreno su cui il fabbricato insiste, sorge necessariamente una volta riconosciuto il diritto di abitazione e non richiede una trascrizione autonoma.
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A proposito — perché serve alla successione seguente

L'introduzione del diritto di abitazione nell'aprile 2020 nacque dall'attenzione, in una società che invecchia, per la successione seguente. Se nella prima successione il coniuge superstite eredita senz'altro la proprietà della casa, alla sua morte l'intero valore dell'immobile torna a essere imponibile.

Con il diritto di abitazione si può invece scindere già nella prima successione la casa nel diritto di abitare e nella proprietà gravata, cioè il diritto a riacquistare in futuro la piena proprietà, attribuendo il primo al coniuge e la seconda, per esempio, ai figli. Poiché il diritto di abitazione si estingue con la morte del coniuge, alla successione seguente non è nuovamente colpito dall'imposta.

Ne consegue che, scindendo la stessa casa e facendo acquistare ai figli la proprietà già nella prima successione, si può ridurre il valore complessivo imponibile nella successione seguente. È esattamente la finalità perseguita dalle riforme del 2020 al codice civile e alla disciplina successoria: assicurare al coniuge l'abitazione tenendo conto insieme del carico fiscale.