Simulatore del credito d'imposta estero nella successione giapponese: alleggerire la doppia imposizione sui beni all'estero

Simulatore gratuito che, indicando il valore complessivo dell'asse ereditario, la composizione degli eredi legittimi, il valore dei beni all'estero e l'imposta ivi assolta, stima il credito d'imposta estero previsto dall'articolo 20-2 della legge giapponese sull'imposta di successione e l'imposta dovuta dopo la detrazione.

Se per successione o per legato si acquistano beni situati all'estero e su di essi è stata assolta un'imposta straniera corrispondente all'imposta di successione o sul patrimonio del defunto, sui medesimi beni si produce una doppia imposizione fra il Giappone e lo Stato estero. Per correggerla è previsto il credito d'imposta estero (articolo 20-2 della legge giapponese sull'imposta di successione).

Formula del credito d'imposta estero

Primo limite Imposta straniera assolta, corrispondente all'imposta di successione o su quella sul patrimonio del defunto
Secondo limite Imposta di successione di quell'erede moltiplicata per il rapporto fra il valore dei beni esteri da lui acquistati e la sua base imponibile

Il credito è pari al minore dei due importi. Per i requisiti e l'importo esatti rivolgetevi a un consulente fiscale o all'ufficio delle imposte.

Simulazione da asse ereditario, composizione degli eredi e dati sui beni esteri

Consigli

  • Il credito è pari al minore fra l'imposta assolta all'estero e la parte di imposta giapponese corrispondente a quei beni. Se l'aliquota estera è più alta di quella giapponese, la differenza resta non detraibile e la doppia imposizione permane.
  • Il valore dei beni esteri deve essere una parte dell'intero patrimonio, cioè della base imponibile, acquistato dall'erede considerato: non si può inserire un valore che da solo superi l'asse ereditario.
  • Come per il credito per successioni ravvicinate, non esiste un meccanismo per ripartire fra gli altri eredi la parte non detraibile: il limite è l'imposta dell'erede considerato.
  • Possedendo immobili, depositi o titoli all'estero, conoscere in anticipo tanto la disciplina successoria locale quanto quella giapponese rende più agevole predisporre per tempo le opportune misure.

Domande frequenti

Sì. Si tratta di istituti con requisiti e formule distinti e, ricorrendone i presupposti, sono cumulabili. Vedete anche il simulatore del credito per successioni ravvicinate.

Il credito ha per limite l'imposta di successione dell'anno e la parte non detratta non si riporta agli anni successivi né dà luogo a rimborso. Quanto eccede il limite resta soggetto a doppia imposizione.

La si paga. Il Giappone segue in linea di principio l'obbligo tributario illimitato: se l'erede o il defunto hanno il domicilio nel paese, tutti i beni nel mondo rientrano nell'imposta di successione, ovunque si trovino, e vanno compresi nel calcolo.

Nella dichiarazione effettiva la conversione in yen avviene in linea di principio a un cambio determinato, per esempio quello a pronti applicato alla clientela per la vendita di divisa al momento dell'apertura della successione o del pagamento. Poiché lo strumento non effettua conversioni, inserite l'importo già convertito in yen.
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A proposito — perché gli stessi beni sono tassati due volte

In molti Stati l'imposta di successione si applica in base alla residenza dell'erede o al luogo in cui si trovano i beni. Il Giappone segue in linea di principio il criterio dell'obbligo tributario illimitato: se l'erede o il defunto hanno il domicilio in Giappone, i beni sono soggetti all'imposta giapponese ovunque si trovino nel mondo. Al tempo stesso, anche lo Stato in cui i beni si trovano di norma li tassa secondo la propria disciplina.

Ne consegue che, alla morte di chi possiede immobili o depositi all'estero, i medesimi beni possono essere colpiti sia dallo Stato in cui si trovano sia da quello di residenza dell'erede, cioè il Giappone. Il credito d'imposta estero serve a correggere, se non del tutto almeno in parte, questa doppia imposizione.

Poiché ogni Stato disegna a suo modo l'imposta di successione o quella sul patrimonio del defunto, il solo credito d'imposta non basta talvolta a eliminarla del tutto. In alcuni Stati l'imposta di successione non esiste affatto, essendo stata abolita, e l'onere concreto varia dunque molto secondo il luogo in cui i beni si trovano.