Simulatore della maggiorazione del venti per cento nell'imposta di successione giapponese

Simulatore gratuito che, indicando il valore complessivo dell'asse ereditario, la composizione degli eredi legittimi, il grado di parentela di chi acquista i beni e la sua quota, stabilisce se si applichi la maggiorazione del venti per cento prevista dall'articolo 18 della legge giapponese sull'imposta di successione e stima l'imposta dovuta.

Quando acquista beni per successione o per legato una persona diversa dal coniuge e dai parenti di primo grado in linea di sangue, cioè i figli e i nipoti divenuti eredi per rappresentazione, alla sua imposta si aggiunge un venti per cento: è la maggiorazione del venti per cento (articolo 18 della legge giapponese sull'imposta di successione), pensata per riequilibrare il carico quando i beni vanno a chi non è erede prossimo.

A chi si applica e a chi no, secondo il grado di parentela

Grado di parentela di chi acquista i beni Maggiorazione del venti per cento
Coniuge Non si applica
Figlio Non si applica
Nipote divenuto erede per rappresentazione Non si applica
Nipote adottato (non erede per rappresentazione) Si applica
Fratello o sorella Si applica
Altri legatari (nipoti ex fratre, conviventi di fatto, terzi) Si applica

Adottando un nipote, questi rientrerebbe fra i parenti di primo grado, ma il nipote adottato che non sia erede per rappresentazione — cioè quando il genitore è ancora in vita — soggiace in via eccezionale alla maggiorazione, per l'inciso finale dell'articolo 18, secondo comma. Per i requisiti esatti rivolgetevi a un consulente fiscale o all'ufficio delle imposte.

Simulazione da asse ereditario, composizione degli eredi e grado di parentela

Consigli

  • La maggiorazione, al contrario dei crediti che si sottraggono, si aggiunge all'imposta attribuita. I crediti, quale la riduzione per il coniuge, si applicano poi all'imposta già maggiorata.
  • Fratelli e sorelle diventano eredi soltanto se il defunto non ha né figli né ascendenti; con un legato testamentario, però, si possono attribuire beni anche a terzi, e la maggiorazione si estende quindi ben oltre gli eredi legittimi.
  • Adottare un nipote è talvolta usato per accrescere la deduzione di base, ma se il nipote non è erede per rappresentazione soggiace alla maggiorazione: il carico risulta perciò superiore a quello di un'adozione ordinaria.
  • Poiché la franchigia sui capitali assicurativi spetta solo ai beneficiari che siano eredi, chi soggiace alla maggiorazione non essendo erede non ne fruisce affatto: conviene verificarlo insieme.

Domande frequenti

No. Se il genitore del nipote, cioè il figlio del defunto, è già morto e il nipote è erede per rappresentazione, la maggiorazione non si applica. Si applica invece quando il nipote è stato adottato pur essendo il genitore in vita, ossia al nipote adottato che non sia erede per rappresentazione.

Sì. Poiché per la legge sull'imposta di successione è coniuge soltanto chi è legato da matrimonio, il convivente di fatto ne resta fuori e, acquistando per legato, soggiace alla maggiorazione.

Sì. Si applica all'imposta attribuita ripartendo secondo le quote legittime, e soltanto dopo si applicano i vari crediti: riduzione per il coniuge, credito per i minori, credito per le persone con disabilità e gli altri.

Quando il defunto non ha figli, né loro rappresentanti, e gli ascendenti in linea retta sono già morti. In tal caso fratelli e sorelle, non essendo parenti di primo grado, soggiacciono alla maggiorazione anche succedendo secondo le ordinarie quote legittime.
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A proposito — perché soltanto i parenti di primo grado ne sono esenti

La maggiorazione modula il carico fiscale secondo la vicinanza fra chi acquista i beni e il defunto. Si considera che coniuge e figli abbiano sostenuto direttamente la vita e la formazione del patrimonio del defunto, mentre fratelli, sorelle e terzi acquistano spesso per circostanze occasionali, quali un testamento: da qui, per equità, un prelievo più gravoso.

Per la stessa ragione è trattato a parte il caso del nipote. Trasmettendo direttamente dal nonno al nipote si salterebbe la tassazione che sarebbe dovuta alla generazione intermedia: il nipote che non sia erede per rappresentazione — per esempio adottato dai nonni benché il genitore sia in vita — soggiace perciò alla maggiorazione, così da impedire l'elusione per salto di generazione. Il nipote divenuto erede per rappresentazione, avendo semplicemente preso il posto del genitore premorto, ne è invece esente.

L'aliquota del venti per cento è rimasta invariata dalla riforma fiscale del 1988. Mentre deduzione di base e struttura delle aliquote sono state riviste con il tempo, l'idea alla base della maggiorazione — chiedere un contributo adeguato quando i beni passano a persone diverse dai congiunti più stretti — è rimasta coerente come principio di fondo.